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Doom Eternal: The Ancient Gods Part 1 e 2 | Recensione

Doom Eternal: The Ancient Gods - Part 2 è esattamente ciò che ci aspettavamo. Vi raccontiamo perché la conclusione di questo nuovo capitolo è davvero imperdibile.

Con Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1, gli sviluppatori ritornano nell’iconico e feroce mondo demoniaco con un DLC dedicato alla storia, che proprio nell’ultimo capitolo ha dimostrato di aver avuto un importante guizzo in avanti rispetto agli standard classici della serie.

Doom Eternal: The Ancient Gods

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
20 Ottobre 2020
Sviluppatore:
id Software
Distributore:
ZeniMax Media

Dopo la folle cavalcata tra fiamme e demoni, c’è ancora altro che gli sviluppatori vogliono raccontare, e lo fanno con un’espansione che viene divisa in due parti, a dimostrazione del fatto che si tratta di un contenuto corposo e difficilmente vendibile in un’unica soluzione senza aumentare in maniera sensibile il prezzo, che a onor del vero rimane comunque piuttosto elevato.

Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1, la storia

In Doom Eternal, le forze dell’inferno si erano riversate sulla Terra e il Doom Slayer era tornato a difendere un’umanità ormai sull’orlo dell’estinzione. Con i sacerdoti infernali ormai abbattuti, la conquista del pianeta sembrava essere stata fermata ma, ancora una volta, le forze del male sono riuscite a riorganizzarsi per pianificare subito un nuovo e inesorabile attacco.

L’ombra di una nuova e colossale minaccia si affaccia dunque sul pianeta, lasciando intuire volontà di efferatezze persino peggiori di quelle già testimoniate nell’avventura principale. In Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 i demoni rimasti a Urdak hanno di fatto corrotto il regno considerato anticamente come sacro, minacciando di sfruttare la dimensione celeste per insinuarsi nel tessuto della realtà.

Lo Slayer, per bloccare una volta per tutte l’iniziativa malevola, ha il compito di trovare il misterioso Serafino, unica figura in grado di fungere da guida per bandire ancora una volta i demoni da Urdak.

La prima area vedrà il DoomGuy lottare su una gigantesca piattaforma oceanica.

Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 fa davvero di tutto per ribadire che la serie non deve più essere vista solo come un’allucinata e frenetica esperienza di gioco pressoché privata da ogni velleità narrativa moderna. E con questa espansione, gli sviluppatori non fanno altro che dimostrare quanto l’impegno profuso per approfondire e arricchire il mondo e tutto il contesto di gioco sia concreto. Certo, il nucleo di Doom è chiaramente rimasto il medesimo, ma si è senz’altro aperta una nuova strada per dare finalmente ancora più dignità narrativa a una saga che ha fatto e continua a fare la storia del medium.

In Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 avrete una media di circa sei-sette ore per portare a termine tutti i contenuti previsti, ma si tratta chiaramente di una stima in larga parte dipendente dal livello di difficoltà che selezionerete. Già a normale potreste faticare in alcuni frangenti, ma se desiderate una sfida integrale, preparatevi a quella che probabilmente è la sfida suprema che ogni fan ha sempre desiderato.

Si consideri, a tal proposito, che Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 è ancora più brutale del gioco principale, e d’altra parte non avrebbe potuto essere altrimenti. Oltre a ospitare al suo interno sezioni di gioco che vi lasceranno davvero senza un attimo di respiro, sono presenti alcune combinazioni di nemici davvero ostiche da affrontare.

Come se non bastasse, in Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 fanno la loro apparizione alcuni nuovi nemici che vi scombineranno i piani non poche volte. È il caso di una torretta con in cima un occhio che tutto osserva, in grado di ritrarsi quando la tenete per troppo tempo sotto tiro o se non manterrete le debite distanze.

Il loro posizionamento è intelligente e costituisce sempre un elemento di disturbo, poiché può distrarvi proprio quando gli assalti nemici si fanno più prepotenti, motivo per cui sarà fondamentale riuscire a darsi dei tempi e scegliere le giuste priorità. E ancora, un’entità spiritica può rapidamente impadronirsi di qualunque demone si trovi nelle vicinanze, potenziandone in modo evidente gli attacchi e la rapidità con cui si muove su schermo. Una volta sconfitto l’ospite, per farlo fuori dovrete obbligatoriamente usare la funzione secondaria di un’arma specifica, così da evitare che quella sorta di anima prava trasmigri altrove e ricominci una nuova caccia in status berserk.

Il livello di sfida di questa prima parte del DLC è piuttosto sostenuto.

Livelli e gameplay

Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 si apre con la prima missione del DoomGuy ambientata all’interno di una mastodontica piattaforma oceanica conosciuta pubblicamente come la principale stazione di ricerca della UAC. In realtà, è composta anche da una seconda struttura, sconosciuta persino ai dipendenti: si trova nelle profondità di un’enorme fossa marina e nasconde al suo interno un mistero che vi lasciamo il piacere di scoprire.

Già da queste prime fasi si nota come il DLC sia a tutti gli effetti un prosieguo non solo a livello narrativo, ma anche per quanto concerne lo sviluppo sempre più articolato degli scenari. In quest’area è accentuata la commistione di fasi shooting e platform, con dei mini puzzle ambientali che eravamo abituati a vedere nelle fasi avanzate del gioco base.

Naturalmente, proseguendo le sezioni si fanno sempre più complesse, e in generale ci si rende conto che ID Software, ormai completamente a proprio agio, dimostra più coraggio nel proporre certe soluzioni più audaci. Il giocatore si ritrova dunque in perpetuo movimento senza quasi rendersi conto che l’azione è un continuo fluire senza posa, che alterna balletti di morte, sprint e salti folli tra un precipizio e l’altro. Il tutto, mentre si sguscia via, si spara all’impazzata e si sfruttano le caratteristiche morfologiche degli ambienti per avere la meglio.

Sono soluzioni che si ripetono senza mai stancare e offrono anche nuovi spunti ne “Le paludi del Sangue”, che si estendono per intere miglia all’inferno e sono costituite da un gigantesco pantano piagato da pestilenze e piogge acide. L’area presenta anche delle basse e dense nebbie che in alcuni frangenti vi impediscono di scorgere in maniera distinta i nemici a cui state sparando, rendendo più incerti gli scontri.

Questa, assieme ad altre alternative di gameplay che troverete anche nell’ultimo scenario (probabilmente il più ispirato a livello artistico), fanno di Doom Eternal: The Ancient Gods – Part 1 una prima metà di DLC davvero soddisfacente. Il timore più grande era costituito dal fatto che la divisione in due tronconi potesse in qualche modo annacquare i contenuti, con livelli poco ispirati, il solito more of the same e null’altro che non si fosse già visto nell’avventura principale. E invece, come ampiamente spiegato nel corpo della recensione, non è affatto così, perché è evidente dall’inizio alla fine quanto l’espansione sia curata e finalizzata a offrire ulteriori sviluppi.

Ne Le Paludi del Sangue si alza una nebbia spettrale che v'impedisce di vedere con chiarezza i nemici.

Chiaramente il livello di attesa per il gran finale non fa che aumentare, e siamo piuttosto certi che ID Software non sparerà nemmeno stavolta a salve e offrirà la degna conclusione a Doom Eternal, così da prepararsi alla nuova generazione.

Infine, considerando che la nostra recensione è arrivata su console, e che questo codice è invece su PC, non possiamo non constatare come anche dal punto di vista tecnico il gioco sia pressoché inattaccabile. Lo abbiamo giocato in 1440p con dettagli al massimo e HDR attivato, e va detto che rispetto alla versione su PS4 standard è sostanzialmente tutta un’altra storia, la vera e pura quintessenza degli FPS adrenalinici. Ribadiamo insomma quanto già detto nella nostra analisi tecnica già presentata sulle nostre pagine, perché in sostanza non esistono differenze di sorta e chi aveva affrontato l’avventura del DoomGuy al massimo dei dettagli sa bene che tipo di esperienza aspettarsi da questa prima parte del DLC, che spinge sull’acceleratore e regala ai giocatori un contenuto dall’alto tasso di sfida e dà al contempo l’ennesima conferma che il brand è in forma, in ottime mani, e nel pieno di una nuova giovinezza.

Doom Eternal: The Ancient Gods Part 2 – Inferno in fiamme

Aggiornamento 19 marzo 2021

Doom Eternal: The Ancient Gods Part 2 prosegue esattamente da dove si era interrotta la prima, con lo Slayer pronto a chiudere i conti con l’inferno una volta per tutte. Sebbene sia consigliabile finire la metà precedente per avere contezza di come si sia arrivati fino a quel punto, il nuovo DLC dà intelligentemente la possibilità di poterlo cominciare comunque come se fosse un contenuto a sé stante, senza avere dei vincoli che possano limitarne la fruizione immediata.

La guerra perpetua contro il male prosegue con lo Slayer che ha riportato in vita il Signore Oscuro in persona, in un atto di ribellione contro i Maykr. Lasciati i cieli in rovina, lo Slayer dovrà ora sopravvivere all’infido viaggio verso Immora, capitale dell’inferno e teatro di battaglia per l’ultimo combattimento rituale. Se uscirete vincitori, tutti i demoni all’esterno dell’inferno verranno distrutti e i legami con il regno oscuro verranno recisi. In caso di sconfitta, invece, il Signore Oscuro e le sue armate regneranno su tutto il creato.

 

Doom Eternal: The Ancient Gods Part 2 rimane sulla falsariga del contenuto precedente, sia come prezzo, sia come qualità e quantità dell’offerta. In tal senso il DLC è molto appagante, e anche dopo una scorpacciata di demoni trucidati per ben più di venti ore globali, raramente si avvertono flessioni a livello di gameplay. Certo, alcune situazioni ripetitive si iniziano a far sentire, soprattutto per il corposo numero di ondate nemiche che giocoforza diluiscono un po’ le fasi di avanzamento. Tuttavia Doom Eternal: The Ancient Gods Part 2 si gioca ancora benissimo la carta delle variazioni sul tema, con una discreta aggiunta di nuovi nemici che costringono il giocatore a cambiare approccio e a usare le caratteristiche uniche delle armi per uscire vittoriosi da ogni situazione.

Trattandosi della coda di un viaggio epico che è a tutti gli effetti una folle cavalcata verso l’inferno, questa seconda parte vi metterà davvero alla prova, testando le vostre capacità su movimenti rapidi e precisi, sfruttamento dell’ambiente e utilizzo consapevole di tutto l’arsenale. Ecco dunque che incontrerete sul vostro cammino demoni potenziati, altri che alla morte doneranno un buff a tutti gli altri, versioni alternative e più coriacee di certi nemici visti in precedenza e tutta una serie di combinazioni miste che creeranno non pochi grattacapi anche a chi si ritiene un perfetto “Doom Master”.

Considerata la potenza di alcuni specifici nemici, e la gran quantità di demoni che vi verranno letteralmente vomitati addosso, tornerà utile il Martello delle Sentinelle, fondamentale per ampliare le finestre di invulnerabilità degli avversari più ostici e per ottenere il massimo dei frammenti di armatura e di salute da raccogliere, con l’aggiunta di un efficace effetto stordimento che consente di gestire con più tecnica i combattimenti. Oltretutto, nell’incensare ancora una volta il modo in cui sono state pensate le fasi platform, segnaliamo alcuni elementi degli scenari che concedono ancora più mobilità all’interno delle arene.

The Ancient Gods si conclude con la sua Parte 2

Il gancio da macellaio di cui può disporre la doppietta non solo è utile per accorciare immediatamente le distanze tra voi e l’avversario, ma fungerà da rampino per tirarvi fuori da situazioni spiacevoli o per riposizionarvi mentre prendete un respiro. Buonissimo, in particolare nella prima fase di questo secondo DLC, l’effetto ondulatorio che se ne trae dall’utilizzo, consentendo al giocatore di dare piena curvatura ai movimenti per aria. Facendo un mix tra gancio da macellaio, doppio salto e doppio sprint si ha sostanzialmente una libertà di movimento fuori scala, davvero molto apprezzata durante i momenti in cui non si spara.

Insomma, Doom Eternal: The Ancient Gods Part 2, in virtù di una conclusione davvero epica e fuori di testa, riesce a soddisfare pienamente chi aveva ancora fame di contenuti, rendendo l’intero pacchetto un’imperdibile avventura che integra e completa la storia principale, che stavolta è un netto passo in avanti rispetto alla funzione di contorno che aveva in passato. Se pensavate di aver visto tutto, preparatevi a momenti di lucidi deliri in cui abilità, rapidità e riflessi raggiungeranno una sintesi perfetta di gioco. Qualora non fosse chiaro, lo ribadiamo ulteriormente: Doom continua a fare scuola anche nel 2021.

Doom Eternal: The Ancient Gods va giocato su un monitor adatto per avere la migliore esperienza di gioco possibile. A questo link potrete trovare una vasta gamma di modelli adatti a ogni esigenza.

Doom Eternal: The Ancient Gods

Piattaforme: pc, ps4, xone
La prima e la seconda parte del maxi DLC dedicato a Doom Eternal sono davvero convincenti e sapranno sedurre gli amanti del brand, che si ritroveranno davanti una sfida ancora più ostica e degli interessanti approfondimenti anche per questo riguarda la storia. Il nucleo è rimasto il medesimo della campagna originale, ma alcune variazioni interessanti che troverete negli scenari fanno sì che The Ancient Gods rappresenti una graditissima aggiunta, che corona alla grande un'avventura davvero imperdibile.

Pro

  • Brutale, velocissimo e ancora più difficile del gioco principale
  • Alcune nuove soluzioni si aggiungono alla formula di gioco
  • Un paio di nuovi nemici e un soddisfacente sviluppo della storia

Contro

  • Forse un po' esoso, per la durata media