Doom Eternal, l’inferno sulla Terra – Recensione

Doom Eternal è virile esaltazione e tronfia arroganza. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 17 Marzo 2020 - 15:00

Dopo il rilancio in pompa magna di Doom, avvenuto quattro anni fa, Id Software ritorna sul glorioso franchise per dare seguito al successo raccolto dal riuscito reboot, rendendo ancora più brutale un sistema di gioco che appariva già estremo e aggressivo. Se Doom era una imbizzarrita cavalcata nelle viscere dell’inferno, Doom Eternal è un treno senza freni e in fiamme che sfreccia contro una supernova. Esagerato, frenetico, esplosivo e galvanizzante, questo seguito dimostra quanto il genere stesso si sia spinto verso nuove vette di eccellenza, superando in ogni aspetto il prequel del 2016.

Eternal flame of hell

Doom Eternal è ambientato otto mesi dopo il capitolo precedente, con le forze demoniache che hanno ormai conquistato oltre la metà del pianeta Terra e hanno quasi del tutto soggiogato la specie umana. Per tentare di invertire la tendenza, ripristinare gli equilibri e scacciare l’orda impazzita di demoni, il Doom Slayer ritorna col compito di colpire il cuore dell’inferno, sgominando e uccidendo i tre gran sacerdoti.
Benché da Doom Eternal – e in generale da ogni Doom – non ci si aspettasse chissà quali qualità narrative, bisogna dire che anche da questo punto di vista ci sono stati degli importanti passi in avanti. La storia rimane però il punto più debole della produzione, soprattutto considerando quanto la serie non riesca ancora a distaccarsi dai grandi cliché che si porta dietro fin dagli albori. Doom Eternal, oltretutto, fa l’errore di condensare tutte le informazioni più importanti nella fase finale, gettandovi letteralmente addosso una discreta quantità di file di testo che pongono la lente d’ingrandimento sugli elementi più rilevanti.

Al di là di ciò, è veramente difficile trovare qualcosa fuori posto a Doom Eternal, che fortifica ed evolve il concept del reboot estremizzandone la frenesia, la tecnica, la precisione dei comandi richiesta e la qualità globale, inserendo meccaniche che spingono il giocatore alla pura esaltazione dei sensi. In un tripudio di esplosioni, massacri spietati, oscene orge di frattaglie e sangue, e un continuo carnaio di demoni capace di far impallidire i concetti stessi di morte e genocidio, Doom Eternal diventa il nuovo termine di paragone per gli FPS con impostazione old school. A tal proposito, la maggiore velocità di movimento del Doom Slayer e dei nemici, assieme alla possibilità di eseguire un doppio scatto, amplia notevolmente la mobilità globale, finalizzata a manovre il più possibile rapide e con ristretti margini di errore.

Doom Eternal, l’inferno sulla Terra – Recensione

Aumentando la difficoltà, Doom Eternal si rivela davvero proibitivo, toccando picchi di estremizzazione in cui anche agendo pressoché alla perfezione si può finire per essere sopraffatti in pochi istanti. Non bastassero già i demoni introdotti nel reboot, in Doom Eternal fanno il loro debutto avversari come il doom hunter, coriaceo e in grado di muoversi con grande rapidità su un carrello a ruote, e il razziatore, un nemico che vi ossessionerà e vi farà urlare di rabbia poiché vulnerabile solo durante brevi finestre in cui sta per attaccarvi.

Doom Eternal, relentless slayer

A scanso di equivoci, Doom Eternal non è solo uno sparatutto caciarone in cui bisogna solo badare a sparare a tutto ciò che si muove sullo schermo; così facendo, avreste davvero poche possibilità di sopravvivere alle orde di demoni. Al contrario, Doom Eternal si dimostra ancora più tecnico del precedente, soprattutto grazie all’introduzione di alcune meccaniche che obbligano il giocatore a valutare con attenzione come e quando usare le abilità e l’arsenale a disposizione. Oltre alle uccisioni epiche e all’uso della motosega, rispettivamente fondamentali per recuperare la salute e le munizioni, è adesso possibile incendiare i nemici col getto di fuoco, così da ottenere ricariche parziali per l’armatura. Il pugno di sangue è invece un violentissimo attacco a corto raggio in grado di spappolare letteralmente alcuni nemici, mentre il gancio da macellaio di cui è stata dotata la doppietta serve per ridurre istantaneamente le distanze tra il Doom Slayer e l’avversario.

Doom Eternal, l’inferno sulla Terra – Recensione

Mescolate tutti questi nuovi ingredienti e aggiungete le funzionalità delle armi, i moveset e gli attacchi diversificati dei nemici, la densità folle delle arene, una maggiore verticalità degli spostamenti e del raggio d’azione, e avrete una chiara idea di quanto Id Software abbia riempito di steroidi la sua creatura. Ma non basta, perché la tronfia ipertrofia del gameplay prevede che ogni arma abbia due moduli intercambiabili, dei potenziamenti extra che ne cambiano le funzionalità, le rune che indirizzano con più precisione lo stile di gioco, e delle abilità passive che possono ulteriormente velocizzare le uccisioni epiche e la ricarica di armi, granate e scatto.

L’integrazione delle sezioni platform è avvenuta in modo indolore, non snaturando minimamente il cuore pulsante della serie: in Doom Eternal queste fasi sono in verità non così preminenti, e fungono da intermezzo tra un’arena e l’altra. Capiterà infatti di doversi inerpicare su delle pareti, lanciarsi nel vuoto, eseguire doppi scatti e aggrapparsi al muro successivo; oppure, di dover saltare da una piattaforma all’altra per raggiungere aree altrimenti fuori portata, dove di solito si annidano segreti, extra e chicche che gli amanti di Doom apprezzeranno senz’altro. La quantità di segreti è piuttosto elevata e non si limita solo ai collezionabili, ma si espande ad alcuni mini eventi facoltativi con modificatori della difficoltà o requisiti da soddisfare entro un tempo limite. Da ciò si evince quanto la rigiocabilità di Doom Eternal sia davvero elevata, anche al netto di una campagna che supera agevolmente le 15 ore (soprattutto se affrontata a un livello di difficoltà impegnativo). L’endgame consente poi di affrontare nuovamente le missioni per trovare ciò che si è lasciato indietro, oppure i livelli master, versioni alternative delle missioni progettate per mettere ancora più alle corde il giocatore.

Doom Eternal, l’inferno sulla Terra – Recensione

The world is on fire

Non ci è stato possibile provare la Battlemode, ossia l’attesa modalità multiplayer che promette di migliorare quanto visto nel precedente capitolo in virtù delle grandi novità apportate. I server verranno infatti aperti al day one, motivo per cui non abbiamo nemmeno potuto verificare l’efficacia delle invasioni e la varietà delle sfide che verranno proposte di volta in volta.
Ciò che non è cambiata granché è la struttura di base, ancorata saldamente a una conduzione di gioco poco elastica che continua a proporre arene divise in compartimenti stagni. Si potrebbe dire che Doom in fondo è questo, e che sarebbe sbagliato per una serie così conservativa uscire fuori dai binari, eppure è una formula che non potrà reggere per molto tempo, anche perché in diversi frangenti mostra il fianco a una certa ripetitività.

Poco male, al momento, perché Doom Eternal non lesina di certo sulla varietà delle arene ed è lungimirante anche il mondo in cui il design delle mappe è stato adeguato alle nuove caratteristiche del Doom Slayer. Non c’è mai un momento in cui il ritmo cala: al contrario, è un crescendo di pura adrenalina, sfacciato superomismo e bruta arroganza, sostenuti da una colonna sonora mai così ispirata e sopra le righe. Le musiche di Mick Gordon alternano synth sci-fi a riff death metal che infiammano in pochi istanti le battaglie, sottolineando con rara maestria i momenti più di rilievo, senza risultare mai ripetitivi.

Doom Eternal, l’inferno sulla Terra – Recensione

Abbiamo provato Doom Eternal anche su una PS4 standard e, esattamente come affermato dagli sviluppatori, la nuova creatura infernale di Id Software regge i 60 fps senza mai nemmeno un singulto, dando sempre la sensazione di gestire gli elementi di gioco con grande disinvoltura. Lo stile è rimasto invariato, le ispirazioni epic-dark fantasy pure, con scorci che rafforzano l’immaginario della serie e la già decisa impronta dell’art design, davvero inappuntabile e con una visione d’insieme chiara e di forte impatto.

+ Gameplay ancora più frenetico, esagerato e galvanizzate, con aggiunte importanti e ben integrate
+ Fasi platform che non alterano il cuore pulsante di Doom
+ Tecnicamente granitico, anche su console
- Grandi sforzi per la storia, ma rimane ancora una volta il punto debole della produzione

9.1

Gli amanti della serie rimarranno letteralmente estasiati da cosa Id software è riuscita a fare con Doom Eternal, che setta nuovi standard per il genere pur rimanendo ancorato con forza all’impostazione vecchia scuola. Nel momento in cui padroneggerete alla perfezione tutte le grandi possibilità offerte dal sistema di gioco, vi renderete conto di quanto questo seguito sappia essere tecnico e non vi perdoni nulla. Giocato ad alte difficoltà e su un PC ben attrezzato si trasformerà in un’esperienza mistica dove riflessi, abilità e virili esaltazioni accompagneranno ogni singolo scontro al limite del possibile.




TAG: Bethesda, doom eternal, id software

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