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Diablo Immortal, la prova della Closed Alpha fuga (quasi) ogni dubbio

L'Alfa Tecnica del titolo Blizzard ci ha permesso di farci un'idea piuttosto chiara di ciò che ci attende al varco.

Poco dopo l’annuncio ufficiale di Diablo Immortal, episodio della saga destinato esclusivamente ai sistemi mobile, erano in molti ad aver storto il naso. Dopotutto, in assenza di annunci di un certo peso, Blizzard si limitò a proporre quella che sembrava essere una semplice versione per smartphone di una delle sue serie di punta, con tutti gli ovvi limiti del caso. Fortunatamente, con il passare dei mesi il gioco ha iniziato a prendere una forma realmente consistente, tanto che in occasione della BlizzConline 2021 abbiamo potuto saggiare coi nostri occhi le (grandi) potenzialità di questo singolare capitolo del franchise.

Piattaforma:
MOBILE
Sviluppatore:
Blizzard Entertainment, NetEase
Distributore:
Activision Blizzard

Senza nulla togliere ai fratelli maggiori, ossia quei Diablo IV e Diablo II Resurrected che hanno sicuramente mandato in estasi i fan, il gioco nato dalla collaborazione tra Blizzard e NetEase (colosso cinese celebre per alcuni free-to-play di grande successo in patria) vuole scrollarsi di dosso da subito l’etichetta di casual game, tentando di andare ad affiancare proprio i capitoli principali della storica saga di giochi di ruolo d’azione. Nonostante l’uscita prevista entro e non oltre la fine del 2021, una Closed Alpha ci ha permesso di farci un’idea più chiara – device alla mano – di ciò che un prodotto sicuramente molto delicato come Diablo Immortal può offrire sulla lunga durata.

Primi passi nel mondo di Diablo Immortal

La storia di Diablo Immortal prende il via tra gli eventi di Diablo II e III: la cosiddetta Pietra del Mondo è stata distrutta, ma i suoi frammenti contengono ancora un potere così grande da fare gola ai servitori del male, intenti a raccoglierlo per permettere il ritorno del Signore delle Tenebra. Ma non solo: questi frammenti hanno portato morte e corruzione tra le lande degli uomini, evocando allo stesso tempo un gran numero di creature demoniache mosse solo ed esclusivamente dalla sete di potere.

Una breve introduzione animata ci immerge da subito nel mondo gotico e oscuro di Immortal, il quale sembra voler abbracciare le atmosfere dei primi due capitoli della saga piuttosto che quelle decisamente più sgargianti e psichedeliche di Diablo III. Le prime ore di gioco di Diablo Immortal sono un ricco tutorial neanche troppo velato, in grado di farci capire ciò che sarà il prodotto finale: scegliendo un guerriero tra le varie classi disponibili (nel nostro caso, una cacciatrice di demoni), il nostro scopo sarà – ovviamente – quello di fermare le forze del male che hanno deciso di invadere ogni angolo della lore.

Tutto, in tal senso, sembra messo in piedi per restituire quel feeling unico che ci si aspetterebbe di trovare da un capitolo regolare della serie: dall’estetica generale delle lugubri ambientazioni che saremo chiamati a setacciare, passando ai modelli dei personaggi principali e quelli dei vari mostri che incontreremo lungo il nostro percorso, senza dimenticare un comparto sonoro d’atmosfera e mai invadente.

Insomma, tutto in Diablo Immortal sembra essere stato pensato per piacere e farsi piacere. In questa nuova Alfa a porte chiuse sono stati inclusi vari elementi aggiuntivi, tra cui l’aumento del livello massimo (ora fissato a 55), l’introduzione della nuova classe del Crociato e ben due nuove zone tutte da esplorare oltre a una spedizione aggiuntiva.

Incipit, grafica e meccaniche dell’Alfa Chiusa

A livello di meccaniche, Immortal sfrutta nel migliore dei modi un sistema di controllo touch: con il pollice sinistro si utilizza la leva analogica virtuale utile a muovere il nostro personaggio, mentre con il destro si selezionano le varie abilità in dotazione e non solo. L’interfaccia (non troppo pulita, a dire il vero) mostra la mini mappa, i tasti per accedere all’inventario, le abilità speciali da utilizzare e varie altre opzioni del gioco. Nei combattimenti saremo chiamati ad alternare attacchi a tutto spiano a movimenti in lungo e in largo per evitare i colpi degli avversari.

Non parliamo di scontri caotici e confusionari come visto in Diablo III, visto anche che bisognerà valutare sempre con molta attenzione quali colpi speciali usare e in direzione di quale nemico. La mancanza di un attacco automatico non può che fare piacere (visto che il suo utilizzo in giochi dissimili portava a pratiche di farming piuttosto discutibili), sebbene da quello che abbiamo potuto provare il livello di difficoltà sembra essere pericolosamente rivolto verso il basso, specie durante le boss fight – cosa, questa, che rischia di annichilire il tasso di sfida generale.

Farmare in Immortal è in ogni caso sempre un piacere, visto che passerete di livello con discreta disinvoltura. Le abilità giocano un ruolo fondamentale, considerando anche che in questa Alfa chiusa abbiamo potuto provare con mano 4 abilità delle 13 disponibili, sbloccabili man mano che si avanza nella storia: che siano attacchi a pioggia dall’alto, o una potentissima onda d’urto in grado di spazzare via un numero imprecisato di avversari dinanzi a noi, queste mosse speciali spesso riescono a fare la differenza nel corso dei vari scontri, inclusi quelli coi mob e i boss di fine livello. Non mancano inoltre un gran numero di armi e armature a corredo del nostro eroe, molte delle quali da raccogliere lungo il cammino (che sia dai cadaveri dei nemici caduti grazie ai nostri colpi o all’interno di scrigni nascosti nell’ombra).

Avendo avuto modo di provare i primi capitoli della storia, il mondo che ci si apre dinanzi è compatto e sicuramente ben costruito, pur non brillando per originalità: la possibilità di incontrare anche altri giocatori connessi alla nostra regione di appartenenza aumenta senza dubbio il grado di immersività generale, sebbene sia meglio precisare che potremo scordarci scorribande in compagnia sulla falsariga di un The Elder Scrolls Online: seguire la storia principale è infatti il focus primario, senza ovviamente dire no a missioni opzionali e dungeon segreti non appena se ne paleserà l’occasione (molti dei quali saranno resi disponibili solo ed esclusivamente non appena il gioco sarà rilasciato nella sua interezza). Sicuramente, la modalità PVP 8v8 sarà un qualcosa che farà oscillare ulteriormente l’ago della bilancia, sebbene ci riserviamo il tempo necessario per provare il tutto a dovere in maniera approfondita, prima di giungere a una conclusione chiara.

Per quanto riguarda il comparto grafico messo in piedi dai membri del team di NetEase, il lavoro generale sembra in linea con un livello qualitativo degno dei capitoli principali, ma con alcune piccole note stonate: le ambientazioni sono infatti piuttosto affascinanti e ricche di dettagli, sebbene le animazioni del personaggio principale e dei vari mostri appaiono invece fin troppo obsolete e “legnose”, muovendosi spesso a scatti o mangiandosi un gran numero di frame tra un movimento e un altro: che sia una scelta, oppure un limite tecnico imposto da questa Closed Alpha, la speranza è che gli sviluppatori si impegnino a limare qua e là questi angoli spigolosi.

Per il resto, avendo avuto modo di provare Immortal su un device Android di fascia media con processore Octa-Core e 8 GB di RAM, l’intera avventura è andata liscia come l’olio, a testimonianza che per far girare il gioco non saranno necessari chissà quali smartphone performanti o fuori scala, lontani dalle tasche dell’utente medio.

In definitiva, questa prima manciata di ore nel mondo di Diablo Immortal si è rivelata essere un’esperienza gratificante e nel complesso piuttosto convincente (sebbene forse un po’ troppo semplice). Un’ottima resa estetica, un sistema di gioco che non soffre eccessivamente il controllo via touch e, più nel complesso, un avanzamento delle varie missioni tutto sommato facile e intuitivo, sembrano mirare a un’utenza smaliziata e senza troppe pretese, senza dimenticare l’enorme e appassionata fanbase nata e cresciuta coi capitoli principali, da sempre piuttosto scettica nei confronti di questo capitolo pensato solo ed esclusivamente per il mercato mobile.

Certo, tutto è ancora in divenire, sebbene quella sensazione di “volerne ancora” alla fine di questa Alfa, con l’idea di voler scoprire l’endgame e tutti i suoi segreti, sia sicuramente un buon segno.

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Piattaforme: mobile
Al netto di tutti i limiti imposti da un'Alfa Chiusa (quindi, ancora ben lontana dal rappresentare le caratteristiche del prodotto finale), questo nuovo test con Diablo Immortal rassicura sulla qualità generale di un piccolo, grande classico destinato all'utenza mobile. A fine anno, non appena Blizzard e NetEarse pubblicheranno il titolo nella sua interezza sugli store Android e iOS, potremo avere un quadro più chiaro di questo spin-off che promette di fare il paio con i capitoli principali.

Pro

  • Esteticamente è Diablo in tutto e per tutto.
  • Può creare assuefazione...

Contro

  • ... nonostante un tasso di sfida piuttosto basso.
  • Qualche limite tecnico