Anteprima 4 min

Diablo IV | Anteprima – Dal Tagliagole all’open world, a tu per tu con Blizzard

Blizzard sembra voler tornare ai fasti di un tempo con Diablo 4: ne abbiamo parlato con gli sviluppatori e vi raccontiamo cosa ci hanno detto, nella nostra anteprima.

Uno dei titoli protagonisti assoluti della BlizzConline 2021 è sicuramente stato Diablo IV. Non sorprende infatti che il gioco – quarto capitolo ufficiale di una saga leggendaria e molto amata dagli appassionati dei giochi a marchio Blizzard – sia stato mostrato in pompa magna dopo un’attesa che definire spasmodica è poco, che è stata ampiamente ripagata grazie a una valanga di nuove informazioni e dettagli, incluso il reveal della nuova classe giocabile (il Rogue, noto in italiano come il Tagliagole), la quale va di fatto ad aggiungersi alle altre tre già annunciate in precedenza (ossia il Barbaro, il Druido e l’Incantatrice).

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Blizzard Entertainment
Distributore:
Activision Blizzard

Il nuovo trailer mostrato durante la cerimonia di apertura del BlizzCon ci ha immersi in un Sanctuarium dalle tinte fosche e oscure: vediamo una donna entrare in una chiesa di Akarat, intenta a dileggiare il confessore. La misteriosa figura consegna al sacerdote tre orecchie mozzate, cosa questa che non sembra sorprendere o scioccare più di tanto l’uomo: scopriamo infatti che la donna è una ladra e un’assassina, tanto che proprio il sacerdote sembra averle commissionato alcuni spietati omicidi.

L’uomo sussurra poi un nome misterioso alla Tagliagole, la quale esce dalla chiesa pronta a compiere la sua nuova missione. Il sacerdote raccoglie quindi le orecchie mozzate portate a lui come “dono” e le ripone in una macabra teca nascosta agli occhi dei fedeli. Bentornati nel mondo oscuro di Diablo.

 

Hello, my friend. Stay awhile and listen

Subito dopo la presentazione ufficiale – in streaming – al pubblico, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con John Mueller (Art Director) e Joe Sheley (Game Lead), i quali ci hanno confermato a grandi linee tutte le buone vibrazioni provate durante il panel ufficiale, con in più una serie di ulteriori – e gradite – conferme.

Come prima cosa, è evidente che Diablo IV abbia del tutto accantonato le atmosfere fin troppo colorate e sgargianti del precedente Diablo III. Il quarto capitolo della saga è infatti decisamente meno “vivace” del predecessore, visto e considerato che l’idea primaria del team di sviluppo, confermata da Mueller e Sheley, è quella di un vero e proprio ritorno alle origini. Il Tagliagole è infatti ispirato proprio all’Assassina di Diablo II e al Cacciatore di Demoni del terzo capitolo, un’aggiunta che ha il retrogusto dell’omaggio ma anche e soprattutto della volontà di riportare la saga a quei canoni estetici e non che da sempre l’hanno caratterizzata.

Pugnali, archi e balestre saranno il leitmotiv nel caso in cui si optasse per il Rogue, con la possibilità di alternare attacchi alla distanza con letali colpi corpo a corpo. Mueller e Sheley hanno però rimarcato come il giocatore potrà personalizzare e rendere unico il proprio protagonista: la possibilità di creare da zero l’aspetto del personaggio, grazie anche all’inclusione di tatuaggi, cicatrici e molto altro ancora, andrà di pari passo a un sistema di progressione legato a doppio filo alle varie specializzazioni, sbloccabili unendosi a una delle fazioni di Tagliagole che troveremo nel vasto mondo di gioco. Queste sono divise in tre classi ben distinte: Combo Points, Shadow Realm ed Exploit Weakness: la prima sarà incentrata sul concatenare colpi in sequenza, mentre la seconda permetterà di portare i nostri avversari in una dimensione parallela, all’interno della quale saremo pressoché invulnerabili. Infine, Exploit Weakeness si basa su un meccanismo di contrattacco non appena apparirà un indicatore di colore rosso sulla testa di un determinato nemico.

La visuale isometrica è quella di sempre.

Open World, Accampamenti e PvP

Accettare e di conseguenza portare a termine missioni specifiche ci darà quindi modo di vivere una “linea narrativa” che varierà profondamente in base alle nostre azioni, legate a doppio filo alle strategie e alla tipologia di approccio al gioco che, in termini di meccaniche, promette di essere realmente sorprendente.

Altro tassello fondamentale è l’inclusione in Diablo IV di un open world che potrebbe andare ben oltre la classica impostazione a mondo aperto vista in titoli simili: il giocatore sarà infatti chiamato a esplorare liberamente le varie regioni (anche in sella a un cavallo), prendendo in carico missioni e obiettivi nell’ordine che preferisce. Se da un lato questa “libertà” potrebbe di fatto rivelarsi un’arma a doppio taglio – portando a un’eccessiva dispersività nelle numerose fasi esplorative – dall’altra gli sviluppatori ci hanno tenuto ad assicurare che il Sanctuarium sarà un luogo dove tutto è connesso e al cui interno sarà possibile scorgere una vera e propria mitologia preesistente.

Shely e Mueller hanno infatti confermato che l’universo sarà scandito da una dinamicità degli eventi mai vista prima nella serie, un dettaglio reso ancora più marcato dalla presenza degli Accampamenti: questi, di fatto, saranno degli avamposti da “purificare” dalle forze del male, in grado poi di diventare luoghi in cui accettare missioni secondarie e non, magari anche dopo la conclusione della storia principale. Per arrivare all’endgame basteranno infatti circa 20/30 ore di gioco intenso, un numero destinato ad aumentare nel caso in cui il giocatore decidesse di proseguire il suo viaggio anche dopo la fine della quest principale.

Un'immagine del Tagliagole.

Dulcis in fundo, Diablo IV avrà dalla sua anche una modalità PvP e PvE (grande assente del precedente Diablo III) innestata proprio all’interno del mondo di gioco principale. Questi Campi dell’Odio ci metteranno di fronte a gruppi di giocatori intenti a farci la pelle nelle profondità del Sanctuarium, luoghi in cui il potere di Mephisto sarà ancora più forte e influente. Nulla vieterà ai partecipanti di allearsi in ogni caso ad altri giocatori, in modo da affrontare in gruppi le forze delle tenebre e guadagnare di conseguenza i cosiddetti Frammenti di Odio, ossia una valuta maledetta da spendere poi presso i mercanti di zona per acquistare armi e oggetti.

Se vi è tornata in mente la ben nota Zona Nera vista in Tom Clancy’s The Division, forse il paragone non è poi così azzardato. Ovviamente, l’eventuale dipartita all’interno dei Campi dell’Odio equivarrà alla conseguente perdita dei frammenti (e, quindi, dei progressi compiuti fino a quel determinato momento).

I combattimenti saranno meno frenetici rispetto a Diablo III.

Ad ora, non si hanno conferme circa l’inizio di una fase alpha o beta di Diablo IV (che, in ogni caso, non dovrebbe tardare ad arrivare): certo anche che il titolo, così com’è stato mostrato in occasione della BlizzCon 2021, promette di essere l’incarnazione perfetta del gioco di ruolo d’azione che ha definito un genere e che i giocatori hanno imparato ad amare nel corso dei secoli.

Le nuove dinamiche di gioco, la versatilità della classe legata al Tagliagole, le sfide delle opzioni multigiocatore e – soprattutto – un ritorno ai toni cupi e oscuri di un tempo, sembrano anticipare quello che potrebbe essere di fatto il rilancio che i fan della serie aspettano da anni (senza nulla togliere a Diablo II Resurrected, affascinante remaster del secondo capitolo annunciata per PC e console sempre in occasione di BlizzConline).

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Piattaforme: pc, ps4, xone
Diablo IV promette di appagare sia il fan storico della saga, sia colui il quale deciderà di avvicinarvisi per la prima volta al franchise. La nuova classe del Tagliagole, la componente open world e quella PvP, oltre a un atmosfera gotica che trasuda fascino da ogni poro, sono sicuramente elementi che daranno modo al quarto capitolo della serie di action-RPG di Blizzard di fare il salto di qualità, nonostante il gioco sia purtroppo ancora lontano dall’essere mostrato in una forma giocabile. Non ci resta che attendere in un angolo, stando attenti alle armate delle tenebre di Mephisto.

Pro

  • Atmosfera gotica funzionale al contesto.
  • La classe del Rogue è davvero affascinante.
  • Open world potenzialmente enorme...

Contro

  • ... con la speranza che non sia troppo dispersivo.
  • Nessuna data di uscita, né di eventuali fasi alpha e beta.