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Cyberpunk 2077 e le accuse: il boss di CD Projekt si difende (e Schreier risponde)

La questione si infiamma, anche sui social.

Durante la giornata odierna, un vero e proprio polverone si è alzato ai danni di CD Projekt RED, sempre per la questione legata ai problemi occorsi durante lo sviluppo di Cyberpunk 2077.

Si va infatti dalla questione legata al fatto che lo sviluppo del gioco non fosse realmente iniziato nel 2012 (bensì nel 2016), così come l’ammissione che la demo mostrata alla stampa era quasi del tutto falsa e le versioni PS4 e Xbox One rese nascoste ad un certo numero di sviluppatori, i quali non sono stati certamente ricoperti di soldi per il loro duro lavoro.

Ora, il CEO di CD Projekt Adam Badowski ha deciso di rispondere alle accuse pubblicando via Twitter punto per punto la sua visione sulla faccenda. Si inizia relativamente alla demo, ritenuta poco veritiera se confrontata al gioco finito:

Confronta la demo con il gioco. Guarda ad esempio la scena di Dumdum o l’inseguimento in macchina, o molte altre cose. Le persone che leggono il tuo articolo [di Bloomberg, n.d.R.] potrebbero non sapere che i giochi non sono realizzati in modo lineare e iniziano a prendere una forma finale solo pochi mesi prima del lancio. Se guardate quella demo ora è diversa, sì, ma è a questo che serve la dicitura “lavori in corso”. Il gioco finale funziona molto meglio di quello mostrato nella demo.

Badowski ha poi continuato a prendere le difese del suo lavoro e di quello del suo team: «Per quanto riguarda le funzionalità “mancanti”, fa parte del processo di creazione. Le funzionalità vanno e vengono mentre cerchiamo di capire se possano funzionare o meno. Inoltre, nel gioco finale sono presenti gli assalti in auto esattamente come mostrato nella demo. Se proprio vogliamo essere onesti, ciò che abbiamo inserito nella demo è diventato poi il gioco che su PC ha preso vari 9 e 10 nelle recensioni di tutto il mondo.»

Circa la questione dei bug su piattaforma old-gen: «Per quanto riguarda le console di vecchia generazione, sì, questo è un altro discorso, ma siamo stati all’altezza e stiamo lavorando sodo per eliminare i bug (anche su PC, sappiamo che neanche quella è una versione perfetta). Siamo orgogliosi di Cyberpunk 2077 come gioco, inclusa la sua visione artistica. Nulla che definirei come disastroso.»

Sulla questione circa la data di uscita, a quanto pare troppo in anticipo sui tempi, il CEO ha scritto: «Hai parlato con 20 persone, alcuni ex dipendenti, di cui solo 1 non anonimo. Non lo chiamerei ‘la maggior parte’ delle oltre 500 persone.»

Badowski ha poi tentato di spiegare la questione legata alle barriere linguistiche: «Tutti qui parlano inglese durante le riunioni, tutte le e-mail e gli annunci a livello aziendale sono in inglese: tutto ciò è obbligatorio. […] Tuttavia, è abbastanza normale per i tedeschi parlare tedesco, per i polacchi parlare polacco e per gli spagnoli parlare spagnolo (abbiamo persone provenienti da 44 nazionalità diverse, sai com’è).»

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E ancora: «Lavoriamo in un ambiente multiculturale. Se la domanda è relativa alle difficoltà di trasferirsi in un altro paese, con una cultura e una lingua diverse, per lavorare e vivere lì, allora la risposta è sì, il problema esiste. Ma è una cosa ravvisabile nelle aziende di tutto il mondo, stiamo facendo il possibile per facilitare questa transizione.»

La replica di Schreier, sempre via Twitter, non si è fatta attendere: «Adam, apprezzo le risposte. Come sicuramente saprai, il team ha rifiutato di rispondere alle mie domande specifiche o di fornire un’intervista prima che il mio articolo fosse pubblicato. Ma se desideri dare la tua visto sugli argomenti che non hai trattato qui, sarei felice di parlarne in qualsiasi momento»

Insomma, al netto di ogni accusa (e difesa), sembra che la questione sia ben lontana da trovare una quadra che metta finalmente la parola fine a tutto.

Cyberpunk 2077 è disponibile dallo scorso 10 dicembre 2020 su PC, PS4, Xbox One e Google Stadia. Due patch arriveranno a gennaio e febbraio, mentre i DLC e gli upgrade next-gen nel corso dell’anno.

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