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Blizzard nella bufera, l’accusa: ambiente tossico (e Warcraft III “sabotato”)

Crisi su due fronti per la software house di Diablo IV

Nelle ultime ore sono finiti in rete due report differenti su Blizzard, che sottolineano un ambiente lavorativo tossico presso lo studio californiano.

La casa di Diablo III è stata messa al centro di una denuncia da parte di un’associazione americana prima, di un articolo su cosa sia andato storto in Warcraft III Reforged poi.

Di recente, sono diverse le software house che si sono ritrovate coinvolte in scandali simili, tra cui Quantic Dream.

Sempre in Francia, ma probabilmente con conseguenze ancora più gravi, il caso di Ubisoft ha gettato una grave ombra sull’industria dei videogiochi.

 

Una denuncia depositata dallo Stato della California (in particolare dal Dipartimento del Giusto Impiego e Alloggio) punta ad ottenere protezione sul lavoro presso il team di sviluppo di Overwatch, recuperando stipendi non pagati, benefit persi e correzioni nella paga dei dipendenti.

Presso Blizzard ci sarebbe una «cultura pervasiva da confraternita», con molestie e discriminazioni ai danni delle donne.

In un passaggio della denuncia si legge:

«Le dipendenti quasi universalmente hanno confermato che lavorare per il Difendente era come lavorare in una confraternita, con dipendenti di sesso maschile coinvolti in bevute e che rendevano le dipendenti oggetto di molestie sessuali senza ripercussioni».

A quanto si legge, i supervisori sarebbero stati a conoscenza di questo comportamento e addirittura lo avrebbero incoraggiato, mentre la compagnia non avrebbe intrapreso alcuna azione per aiutare chi se ne lamentava.

Un caso in particolare avrebbe indotto al suicidio una lavoratrice, impegnata in una relazione con un supervisore, in un viaggio di lavoro per la compagnia.

Blizzard ha già replicato alle accuse, spiegando che la fotografia che esce dalla denuncia appartiene all’azienda del passato e non a quella che è oggi.

La compagnia si è detta disgustata dalla menzione del caso di suicidio nella denuncia e infastidita dalla mancanza di collaborazione dello Stato della California, definito «irresponsabile» e reo di spingere con il suo comportamento tante compagnie verso altre località.

«Negli anni scorsi e continuando da quando è iniziata l’indagine originale, abbiamo fatto cambiamenti significativi per migliorare la cultura della compagnia e avere una maggiore diversità nei nostri team di leadership», hanno aggiunto dallo studio.

Nelle stesse ore è arrivato il report di Bloomberg sul lavoro svolto su Warcraft III Reforged, il remake dell’acclamato RTS.

Il gioco è stato molto criticato dal momento che avrebbe dovuto inizialmente avere, tra le altre cose, nuove cutscene che invece non sono state incluse nel prodotto finale.

Secondo le fonti di Jason Schreier, che ha potuto consultare un post mortem ufficiale, queste scene sarebbero state rimosse a causa di tagli al budget improvvisi.

Inoltre, da quando Activision ha stretto la sua morsa sull’etichetta, la cultura di rifinitura e lancio solo nel momento in cui i giochi erano pronti sarebbe stata totalmente cancellata.

Pur sapendo che sarebbe andato male, per lo stato in cui versava, dai vertici è arrivata l’indicazione di far uscire lo stesso Warcraft III Reforged, vista quasi come un sabotaggio interno al progetto.

Tant’è vero che nel post mortem viene riferito come i pre-order siano stati presi troppo presto e questo avrebbe messo una pressione esagerata sul team, il cui morale, con una deadline irrealistica, è finito presto sotto i tacchi.

«Abbiamo sviluppatori che hanno avuto esaurimenti, ansia, depressione, e per più di un anno», ha riferito una fonte anonima.

«Molti hanno perso fiducia nel team e in questa compagnia. Molti giocatori hanno perso allo stesso modo fiducia, e il lancio non ha certo aiutato in un anno già difficile per l’immagine di Blizzard».

Consapevole dei problemi del gioco, la software house aveva offerto rimborsi automatici senza neppure chiedere la ragione della richiesta.

Non a caso il team “Classics” che ha lavorato a Warcraft III Reforged è già stato smembrato, e un altro remaster come quello di Diablo II sia in cantiere presso Vicarious Visions – assorbita da Blizzard pochi mesi fa.

A questo punto, le dita sono incrociate per miglioramenti sotto tutti i punti di vista nell’attesa che Diablo IV sia finalmente pronto.

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