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Blizzard: insufficiente la risposta di Kotick, Ubisoft: “basta essere scioccati”

"Solidarietà" dai colleghi di Ubisoft, e richieste precise

I dipendenti Blizzard hanno bocciato la reazione dei vertici dell’azienda arrivata in seguito all’annuncio dello sciopero.

Il walkout del team dietro a classici come Overwatch si è svolto regolarmente e ha ottenuto un grande supporto sia dal vivo che sui social.

Il caso interno all’azienda è nato nel momento in cui lo Stato della California ha reso nota una denuncia nei confronti di Activision Blizzard per molestie sul lavoro e altri comportamenti discriminatori.

La notizia di un walkout è arrivata nella giornata di ieri, insieme a quella dei primi provvedimenti annunciati dal CEO Bobby Kotick, con un impatto immediato su World of Warcraft.

In una replica fornita ad IGN, i dipendenti si sono espressi nei confronti di questa prima reazione, ritenendola insufficiente.

«Mentre siamo lieti di vedere che le nostre voci collettivi, inclusa una lettera aperta con migliaia di firme dagli attuali dipendenti, hanno convinto la leadership a cambiare il tono delle loro comunicazioni, questa risposta non tocca argomenti al cuore delle preoccupazioni dei dipendenti», si legge nella risposta dello staff della casa di Diablo.

Gli impiegati di Blizzard ritengono in particolare che questi punti non siano stati centrati:

  • fine dell’arbitrato forzato per tutti gli impiegati
  • la partecipazione dei dipendenti nelle pratiche di assunzione e promozione
  • il bisogno di una trasparenza nelle paghe superiore per assicurare l’equità
  • la selezione dei dipendenti di una terza parte per rivedere risorse umane e altri processi della compagnia

Il walkout viene ritenuto «non un evento limitato  che i nostri leader possono ignorare. Non torneremo al silenzio, non saremo placati dagli stessi processi che ci hanno portato a questo punto».

«Questo è l’inizio di un movimento che durerà in favore di condizioni di lavoro per tutti i dipendenti, specialmente le donne, in particolare donne di colore e transgender, persone non binarie e altri gruppi marginalizzati».

Affermazioni che hanno trovato l’appoggio dello staff di Ubisoft, un’altra azienda perseguitata dai problemi di ambiente tossico tra i player più importanti nell’industria.

In una lettera aperta affidata ad Axios, i dipendenti della casa transalpina hanno spiegato che «vi sentiamo e vogliamo dichiarare a voce alta la nostra solidarietà con voi».

Le dichiarazioni del team di Blizzard portano in dote «rivelazioni che un anno fa molti hanno ascoltato su Ubisoft».

«È chiaro, dalla frequenza di questi report, che c’è una cultura estesa e profondamente inculcata nell’industria di comportamenti abusivi.

Non dovrebbe più essere una sorpresa per nessuno – i dipendenti, i dirigenti, i giornalisti o i fan – che questi atti atroci stanno andando avanti.

È tempo di smetterla di essere scioccati. Dobbiamo esigere che vengano fatti passi concreti per impedirli. 

Coloro che sono responsabili devono essere ritenuti responsabili delle loro azioni».

E del resto diverse persone finite coinvolte nello scandalo sono ancora alla guida del prossimo grande progetto Ubisoft, Assassin’s Creed Infinity.

Ubisoft che aveva promesso tramite le parole del CEO Yves Guillemot di porre rimedio alla condotta dell’azienda, in particolare a proposito del ruolo delle donne internamente e nei videogiochi prodotti.

Evidentemente, c’è il timore che per altri big di Blizzard come l’imminente Diablo IV possa succedere proprio la stessa cosa.

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