News 2 min

Bethesda: creiamo open world per farvi fare cose possibili solo nei videogiochi

I giochi open world di Bethesda sono diventati un punto di riferimento per il genere: ma cosa ne pensa Bethesda stessa?

Gli open world di Bethesda hanno bisogno di poche presentazioni: saghe come The Elder Scrolls e Fallout sono tra le più celebri dell’industria videoludica e i fan sono in impaziente attesa dell’erede di Skyrim.

Cosa ne pensa, invece, la compagnia stessa che realizza questi giochi? A rispondere alla domanda è stato Todd Howard, direttore di Bethesda Game Studios, che ai microfoni di The Guardian ha spiegato che c’è un motivo preciso per cui la software house ama realizzare degli open world: perché sono pieni di possibilità e incarnano ciò che i videogiochi fanno meglio.

The Elder Scrolls V: Skyrim

Nelle parole di Howard:

Nel corso dell’ultima generazione, i videogiochi open world sono diventati molto popolari e gli sviluppatori si sono abituati a realizzarli, hanno visto l’impatto che possono avere sui videogiocatori. Credo che questo sia ciò che i videogiochi fanno meglio. Realizzano bene la loro geografia e poi ti portano in un altro mondo.

Proprio questo, per il direttore, è il tratto distintivo del videogame: una volta che siamo immersi in questo nuovo mondo, semplicemente, abbiamo tantissime scelte davanti a noi, siamo letteralmente circondati da cose da fare con cui intrattenerci.

Howard ha spiegato:

Tanti media possono raccontare delle belle storie, ci sono dei giochi lineari che fanno delle cose fantastiche. Ma, per noi, metterti all’interno di un altro mondo e chiederti ‘ora che cosa farai qui? Quali sono le possibilità?’, è ciò che rende il gaming unico rispetto alle altre forme di intrattenimento.

Una scena di gioco da The Elder Scrolls V: Skyrim

Nei giorni scorsi avevamo discusso di open world in un approfondimento firmato dal nostro Silvio Mazzitelli, in cui avevamo proprio ragionato sulla grande popolarità di questo approccio ai mondi di gioco, notando però che ci sono stati pochi titoli capaci di sperimentare.

Nella stessa intervista, Todd Howard ha discusso anche delle dimensioni degli open world, che a suo dire non devono estendersi in dimensioni ma in ricchezza. Inoltre, a proposito dell’unicità dei videogiochi, il dirigente aveva spiegato che quando salviamo il mondo all’interno di un titolo ci sentiamo come se lo avessimo fatto davvero.

Se volete portare a casa un recente open world di casa Bethesda, vi raccomandiamo di mettere le mani su Fallout 4.