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Valorant comincerà a spiare le vostre conversazioni, ma c’è un motivo

Lo shooter di Riot Games inizierà ad ascoltare le conversazioni audio in gioco, perché Valorant vuole limitare certi comportamenti.

Valorant è rimasto, dal lancio ad oggi, uno dei titoli più giocati nel mondo degli shooter competitivi, e questo significa che ci sono tanti giocatori attivi ogni giorno.

Unito al fatto che si tratta di un titolo free to play, con microtransazioni estetiche acquistabili tramite buoni che trovate su Amazon, rende il gioco sempre molto popolato.

D’altronde, insieme a League of Legends, i titoli della software house statunitense hanno spesso la capacità di diventare dei fenomeni culturali.

Nonostante ciò, Riot Games non ha ceduto ad inserire NFT in Valorant, anche se per un momento è stata tentata dal farlo.

I videogiochi online, soprattutto se free to play, diventano piattaforme con milioni di giocatori, e questo porta spesso a doversi relazionare con tanti tipi di persone.

Quando va bene i compagni di squadra sono collaborativi e piacevoli, ma quando va male si rischia di passare una partita intera a venire vessati da giocatori che, forse, avrebbero bisogno di una terapia.

Per questo motivo, come riporta The Gamer, Riot Games ha deciso di cominciare a “spiare” le comunicazioni vocali, per analizzarle.

Sebbene le registrazioni di Valorant verranno utilizzate nel corso delle prossime settimane per aiutare ad addestrare i modelli linguistici di Riot Games, l’obiettivo finale è raccogliere prove chiare che potrebbero verificare eventuali violazioni delle politiche comportamentali.

Uno strumento che servirà a supportare le segnalazioni dei giocatori che si ritrovano ad essere oggetto di insulti e molestie verbali.

Il programma dovrebbe essere implementato solo negli Stati Uniti e in Canada per il momento, a partire dal 13 luglio in via sperimentale. Non è chiaro se, e quando, questo strumento verrà implementato completamente:

«Questa è una tecnologia nuova di zecca e ci saranno sicuramente problemi crescenti. Ma la promessa di un ambiente più sicuro e inclusivo per tutti coloro che scelgono di giocare vale lo sforzo.»

Valorant è qui per rimanere, e Riot Games non ha intenzione di lasciare che il gioco finisca per essere invivibile. Anche perché, a mezza bocca, agli sviluppatori piacerebbe vedere anche una serie TV sul gioco.

Il tutto in un momento di rinascita per l’azienda, che finalmente si mette alle spalle le tante accuse e recupera anche un luogo di lavoro più sano.