TT Isle of Man 2: Ride on the Edge non va giocato su Nintendo Switch – Recensione

A volte la risposta alla domanda "perché no?" esiste.

Recensione
A cura di Matteo Bussani - 21 Maggio 2020 - 9:15

“La corsa a due ruote più pericolosa del mondo deve godere di un intero videogame a essa dedicato” è un postulato che non siamo certi debba essere rispettato. È vero che la licenza della Tourist Trophy, gara storica che si svolge dall’alba dei tempi (leggasi più di cent’anni fa) sull’Isola di Man, ha trovato una sua particolare dimensione con il secondo capitolo dell’omonimo gioco sviluppato da Kylotonn – e, con essa, una nicchia di giocatori affezionati al progetto, ma la coperta contenutistica per questo tipo di titolo sportivo è indubbiamente corta.  

Non si mette comunque in dubbio che poter gareggiare in una corsa in cui l’arrivo è già un successo, senza il rischio di farsi male se non cappottandosi giù dal divano per l’emozione, può valere il prezzo del biglietto. Sotto il telaio di TT Isle of Man 2 – Ride on the Edge giace infatti l’idea di un racing game punitivo, con velleità altamente simulative non tanto nella resa del modello di guida (e tantomeno nella resa della IA) quanto nell’atmosfera di cui può fregiarsi questa atipica competizione.

Tourist Trophy

TT Isle of Man 2 si plasma in un gioco per nulla conciliante con l’universo, che offre un alto tasso di sfida e che punisce il giocatore più alla buona che cerca tante libertà alla guida o che non rispetta le regole non scritte del titolo.  Se volete saperne di più in generale a riguardo, vi consigliamo di recuperare la nostra analisi nella recensione. 

Oggi è giunto il momento di valutare il porting sulla multiforme console di Nintendo, appena due mesi dopo l’uscita delle versioni per la hardware trinity di attuale generazione: PS4, Xbox One e PC. Basterà l’introduzione della portabilità a bilanciare i sacrifici tecnici che la piattaforma della casa di Kyoto richiede? Scopriamolo insieme in questa analisi. 

TT Isle of Man 2: Ride on the Edge non va giocato su Nintendo Switch – Recensione

Il volto di una sfida troppo difficile per TT Isle of Man 2

Il grande vantaggio, ma purtroppo l’unico, che porta con sé TT Isle of Man 2 Ride to the Edge su Nintendo Switch è l’essere perfettamente allineato, in quanto a contenuti, con le altre versioni disponibili sul mercato. C’è la modalità carriera, ci sono le tre regioni di circuiti, Isola di Man, Regno Unito e Irlanda (quest’ultima disponibile anche nella variante della guida libera), ci sono i diversi garage che hanno segnato le diverse generazioni di questa competizione e così via il resto. Non è stato nemmeno ridimensionato il comparto online e anche il sonoro porta con sé l’ottimo lavoro svolto.

Fin qui, dunque, sembrerebbe filare tutto liscio. Quando si avvia il gioco, però, iniziano le prime avvisaglie che qualcosa non è al posto in cui dovrebbe essere. Non esiste la possibilità di ingrandire il testo dei menù, la cui dimensione è chiaramente pensata per il grande schermo piuttosto che per quello da 6 pollici di Nintendo Switch. Passato questo primo scoglio (a fatica) si fa la conoscenza di modelli poligonali delle motociclette che sono stati prosciugati al punto da rievocare l’epoca PS2. 

TT Isle of Man 2: Ride on the Edge non va giocato su Nintendo Switch – Recensione

Sgranati gli occhi – due volte sullo schermo da 55” di casa – abbiamo deciso che fosse giunto il momento di lanciarci e fendere il vento in carena sul tracciato urbano. A parte i tempi di caricamento variabili e talvolta davvero lunghi.

Il sistema di guida noto non ci ha messo in ginocchio, ma per le sue caratteristiche dev’essere visto con occhio estremamente attento dai neofiti: la difficoltà è tanta e su Nintendo Switch si sente ancora di più. I motivi sono due: il primo è di carattere puramente pratico. I Joy-Con, e vale anche per il Controller PRO, non sono fatti per un sistema di guida che fa della precisione il suo assioma fondamentale. Non c’è spazio per analogici così piccoli e scivolosi, soprattutto considerata la durata delle gare, che sovente supera i 30km, e la difficoltà insita nel modello di gioco che non perdona le scelte di guida sbagliate, qualsiasi sia il livello di difficoltà.

Il secondo motivo risiede nella qualità grafica. Non solo TT Isle of Man 2 – Ride to the Edge graficamente è rimasto indietro al punto da risultare d’annata, ma in alcuni momenti, con i flash di luce tra le fronde pixellate degli alberi, è difficile rimanere concentrati sull’immagine a schermo per via del fastidio che provocano agli occhi. Proprio gli stessi paesaggi sono anche quelli più gravosi per i calcoli della piccola console ibrida, con il risultato che a peggiorare la situazione intervengono cali di frame rate incisivi sull’esperienza di gioco. 

TT Isle of Man 2: Ride on the Edge non va giocato su Nintendo Switch – Recensione

Senza proseguire sull’inadeguatezza nel 2020 dei modelli poligonali che comunque contribuiscono a una dimensione dell’installazione di ben 11,3GB, è giusto spendere qualche parola sulla pessima implementazione del HD Rumble. Il gioco offre una vibrazione impastata, con la coda molto lunga, che si attiva in occasione dei cambi marcia e in altre molteplici situazioni senza avere una correlazione diretta con le esigenze del gameplay.

In molti altri titoli di guida, il titolo interviene con la vibrazione per allertare il giocatore dello stato di un componente o di un contatto, in modo tale da reagire più rapidamente allo stimolo, senza aspettare l’input visivo che solitamente ha tempi di risposta più lenti. Qui onestamente non lo troviamo utile, tanto da essere  stati portati a eliminarlo nel giro di poche gare.

+ Contenuti fedeli alla controparte per console casalinghe
- Tecnicamente molto arretrato
- Controlli Nintendo Switch non adatti a questo tipo di titoli
- Scritte minuscole
- HD Rumble...

5.0

TT Isle of Man 2 – Ride on the Edge su Nintendo Switch soffre tutte le debolezze della console portatile, non riuscendo a mitigarle come un porting che si rispetta avrebbe dovuto fare. La seconda iterazione della licenza dedicata alla corsa più pericolosa del mondo non perde nulla sul fronte dei contenuti ma esce sconfitta anche dalla sfida tecnica. La penalizzano la qualità grafica e la resa dei controlli in primis, entrambi fattori che complicano non poco la giocabilità, già di base articolata, per la scelta del titolo di perseguire stilemi ludici punitivi e complessi.  




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