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TT Isle of Man – Ride on The Edge 2, sfida a due ruote – Recensione

Il titolo che sfida il giocatore a sfrecciare a un millimetro tra casette di campagna e pali della luce è tornato: avrà migliorato i punti deboli del capitolo precedente?

TT Isle of Man – Ride on The Edge 2 trasporta il giocatore nel mondo magico e un po’ selvaggio del Tourist Trophy. Usiamo i termini “magico” e “selvaggio” perché la corsa motoristica in questione, che si tiene ogni anno sul circuito del Mountain, è veramente un evento unico nel suo genere. Ha luogo sull’Isola di Man, questo posto un po’ sperduto e un po’ fatato che è da considerare un vero e proprio paradiso dei motociclisti. Purtroppo, l’avvento del Coronavirus ha fermato fermato l’edizione di quest’anno, che si sarebbe corsa a partire da 30 maggio.

TT Isle of Man 2 - Ride on The Edge 2

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
sportivo
Data di uscita:
19 Marzo 2020
Sviluppatore:
KT Racing
Distributore:

In ogni caso, dopo l’esordio del primo TT Isle of Man – Ride on The Edge, KT Racing propone un nuovo capitolo della saga, che cerca di migliorare un po’ tutti gli aspetti principali. Vediamo come è andata.

Giochi a TT Isle of Man 2, ascolti la brezzolina dell’oceano

In TT Isle of Man – Ride on The Edge 2 si è chiamati a partecipare a una serie di gare che, a seconda dei propri risultati, daranno il diritto di concorrere a fine stagione al Tourist Trophy. Questa, almeno, è la proposta della modalità Carriera, la più corposa del gioco, a cui si affiancano però anche altre possibilità.

Oltre alla gara veloce, al time attack e al tutorial, infatti, trova spazio la modalità Guida Libera, novità di questo secondo capitolo. Questa opzione dà modo di scegliere una moto qualsiasi tra quelle presenti ed esplorare liberamente le piste irlandesi. Diciamo subito che questa modalità è una delle cose più belle del gioco. Ci abbiamo speso decisamente più tempo di quanto avevamo programmato. Si tratta di una possibilità rilassante e quasi catartica – privi dell’assillo di dover segnare i tempi migliori, è possibile apprezzare al meglio tutto il lavoro svolto anche sulla parte tecnica. Di questo, però, parleremo tra un po’.

Il gioco propone 18 modelli divisi tra Superbike, Supersport e Classiche. Proprio queste ultime strappano più di un brivido, se non altro per la loro storia. Sono presenti, tra le altre, la MV Agusta 500 3 cilindri, la Suzuki XR69, e la Yamaha TZ750, portata alla gloria dal re del Mountain, Joey Dunlop.

Per quanto riguarda i tracciati, invece, va segnalata ovviamente la replica del circuito del Mountain, oltre che 17 percorsi aggiuntivi che si snodano tra Irlanda, Gran Bretagna e ovviamente l’Isola di Man. E per i più appassionati, infine, va segnalata la presenza di piloti e squadre ufficiali delle varie categorie.

Non va dimenticato, per concludere il discorso legato alle opzioni di gioco, la modalità multiplayer, sia online che locale. In buona sostanza, è possibile sfidare altri giocatori sui vari tracciati presenti anche in singolo.

Umili inizi per la scalata al Mountain

Dedichiamo un paragrafo alla modalità regina di TT Isle of Man – Ride on The Edge 2, ovvero la carriera. Come da tradizione, dovremo creare un pilota e farlo partecipare a una serie di gare. È possibile gareggiare da privato – cioè con una propria moto – oppure legarsi a una squadra. In qualsiasi caso, riceveremo dei bonus al completamento di alcuni obiettivi.

La stagione si snoda in maniera peculiare. Per partecipare al Tourist Trophy Senior, ad esempio, è necessario attendere la fine del primo anno. Nel frattempo, l’obiettivo è farsi un nome per fare in modo di ricevere un invito. Ciò può essere fatto in tre modi. Vincere il Tourist Trophy della categoria Junior, collezionare vari riconoscimenti grazie alle proprie prestazioni, o diventare popolare.

Le corse proposte, a loro volta, presentano tre difficoltà diverse. La vittoria in queste competizioni consente di ottenere più o meno soldi, popolarità e perk (chiamati “vantaggi” in italiano). I perk costituiscono una sorta di bonus di vario tipo che possono migliorare le prestazioni meccaniche del mezzo, ottenere vantaggi speciali (come un tempo di respawn minore) e migliorare la reputazione più velocemente. Dopo aver sbloccato i perk (vincendo gare e sfide), è necessario attivarli spendendo soldi e gli appositi punti vantaggio.

Per ultimo, va segnalata la presenza delle zone sfida. Si tratta di una variante della modalità Guida Libera, dove è possibile girovagare per la mappa. In alcuni punti, però, sono presenti delle sfide, avviabili liberamente. Tra queste ci sono competizioni con altri piloti, gare di accelerazione o sfide a eliminazione. Vincendo le sfide si possono ottenere nuove livree o componenti per la propria moto.

Un po’ simulazione, un po’ arcade

Una delle critiche che veniva mossa al primo TT Isle of Man – Ride on The Edge era quella di essere un titolo non del tutto simulativo. Gli sviluppatori, allora, si sono messi all’opera proponendo, come si legge dalla descrizione del gioco, “una fisica rinnovata e una fedele riproduzione dei movimenti dei piloti”.

Motivati da queste premesse abbiamo lanciato il titolo, abbiamo disattivato tutti gli aiuti possibili immaginabili e ci siamo schiantati contro un muretto. E tutto questo è un bene – perché dimostra che TT Isle of Man 2 – Ride on The Edge 2, se preso sotto gamba, è un titolo estremamente impegnativo. Anche riuscire a finire un solo giro senza sfracellarsi sulla strada, per i novizi, potrebbe essere in un’impresa. La difficoltà maggiore, all’inizio, potrebbe essere non tanto quella legata alla velocità del mezzo, quanto al suo peso. Capire come si comporta la moto in curva, quanto è possibile spingersi al limite, sarà la chiave dei propri successi. La sensazione generale, quindi, è che con si sia fatto più di un passo avanti nella giusta direzione, ma che il lavoro da fare sia ancora un po’.

Ci spieghiamo meglio. Alcune dinamiche ci sono piaciute: la moto letteralmente vola via sotto ai piedi se alla partenza si picchia troppo sul gas, e catapulta all’aria il povero pilota se si frena per troppo tempo in condizioni di aderenza non perfetta. Questo succede soprattutto con le Superbike, mentre con le Classiche si assiste a deliziose scodate iniziali. Toccare il freno posteriore durante una curva è spesso garanzia di “morte” certa, e in generale bisogna stare bene attenti. Anzi, più che attenti bisogna rimanere concentrati, ricordarsi bene i punti di frenata, capire quando parzializzare o meno il gas, mantenere sempre gli occhi sulla strada. Perché anche al minimo errore, si rischia di andare per prati – letteralmente.

La differenza tra Superbike e Supersport si sente, soprattutto in fase di accelerazione a marce basse e nell’approccio a eventuali dossi. Sicuramente le diversità tra cilindrate sono percepibili, e portano a una maggiore velocità ma anche a una premura più elevata in fase di accelerazione. Carina, poi, la gestione delle temperature, soprattutto dei freni. Partire con un grado di calore limitato regalerà bei brividi alle prime curve, e in qualche caso può anche dare vita a comportamenti imprevisti.

La gestione del peso del mezzo ci sembra ancora piuttosto anonima, specialmente durante le successioni di curve veloci. Per quanto riguarda i movimenti dei piloti, segnaliamo la possibilità di alzare o abbassare il centauro, per sfruttare al meglio l’aerodinamica. Anche qua, la trovata funziona fino a un certo punto (anche visivamente), ma se non altro dà un minimo di profondità in più.

Dal punto di vista del setup, poi, il titolo offre caratteristiche positive. Alcune parti meccaniche possono essere “settate” nel dettaglio, ad esempio le sospensioni – ma solo dopo aver acquistato componenti di qualità superiore.

I danni, poi, probabilmente costituiscono l’aspetto ancora più arcade del titolo. In pratica non esistono, né dal punto di vista meccanico né da quello estetico. Ogni volta che ci si schianta contro muretti, pali della luce, marciapiedi, rocce o altro lo schermo vira su gradazioni di grigio, e dopo qualche istante si è pronti nuovamente in sella, con il mezzo praticamente intatto. È un po’ un peccato – se per la parte estetica era complicato realizzare un minimo di cambiamenti, anche a causa delle licenze, dal punto di vista meccanico poteva essere fatto qualcosa in più.

Anche la IA, in effetti, vira parecchio sull’arcade. I “nemici” non sembrano avere una gran coscienza della nostra presenza su pista, e tutto sommato non rappresentano una grandissima sfida. In generale, se si riesce a tenere tutte e due le ruote sull’asfalto e si guida in maniera pulita, si riusciranno a ottenere ben presto soddisfazioni.

Non c’è dubbio, però, che nonostante i possibili intoppi TT Isle of Man – Ride on The Edge 2 sia in grado di regalare buone sensazioni. La qualità dei tracciati è generalmente sufficiente, soprattutto per quanto riguarda i percorsi che si snodano nella campagna irlandese. Tra rettilinei che non sono del tutto dritti, micidiali curve a gomito, tornanti da prendere con attenzione e ostacoli vari, il divertimento non manca.

Abbiamo apprezzato anche lo sforzo nel cercare di offrire una certa varietà. Abbiamo tracciati che si snodano, come anticipato, tra i sentieri di campagna, ma anche circuiti ricavati dalle piste di un piccolo aeroporto (trovata che fa un po’ Top Gear prima maniera), pericolosissime piste tra i container di una zona portuale e percorsi cittadini. Il circuito del Mountain è riprodotto fedelmente e realizzato in laser-scan, con tanto di indicazioni dei nomi delle curve e dei settori più complicati. Nel complesso, il numero di percorsi non è elevato, ma se non altro è presente una buona varietà.

Un bel broom broom

Dal punto di vista tecnico, ci sono alcuni elementi di TT Isle of Man – Ride on The Edge 2 che ci hanno sorpreso. Partiamo dall’audio, che ci ha veramente convinto. Giocare al titolo KT Racing con le cuffie è veramente una bella esperienza. Man mano che i giri salgono, è possibile sentire il rumore del vento che sfila veloce. Quando ci si ferma, invece, è possibile ascoltare per un attimo il rimbombo del motore che provoca una piccola eco nella campagna placida. Insomma, è un bel sentire, anche grazie a suoni dei propulsori piuttosto realistici.

Dal punto di vista visivo non si grida al miracolo. Il livello complessivo di piloti e moto è positivo, e in generale anche gli elementi di contorno non fanno storcere il naso. Non ci si trova davanti a un capolavoro di estetica, questo sicuramente no, ma nel complesso l’aspetto grafico riesce a difendersi. Ci sono, poi, alcune chicche, come lo sporco che si deposita su casco e cupolino se si guida con la visuale in prima persona. Gli effetti di luce, allo stesso modo, sono piacevoli. Guidare con il sole non del tutto alto nel cielo limita di molto la visibilità, e ci ha fatto perdere spesso il punto di corda (con conseguenze che potete bene immaginare).

Anche sul fronte delle condizioni atmosferiche, segnaliamo la presenza della nebbia (che riduce di un minimo la visuale) e delle nuvole, che possono essere più o meno minacciose. I parametri che vengono interessati dalle condizioni avverse sono soprattutto le temperature di gomme e freni. Il meteo può cambiare durante le gare, inficiando soprattutto la visibilità.

Per ultimo, almeno sulla versione PlayStation 4, non abbiamo notato rallentamenti, cali di framerate, bug o altri problemi tecnici del genere. Solo una cosa ci ha infastidito: i caricamenti prima delle gare, in alcuni casi piuttosto lunghi.

+ La modalità Guida Libera è una bella (e rilassante) aggiunta
+ Esperienza audio per nulla banale
+ Modello di guida maggiormente realistico…
– … ma ancora da migliorare in alcuni aspetti
– IA e modello di danni ancora prettamente arcade

7.4

TT Isle of Man – Ride on The Edge 2 è un titolo interessante, che migliora alcuni aspetti del predecessore. Il modello di guida fa un passo avanti verso il realismo, anche se alcune componenti sono ancora di derivazione arcade. La varietà della sfida è altrettanto migliorata (più nella qualità che nella quantità), con tracciati di diverso tipo e la modalità Guida Libera, un vero passatempo rilassante. E se la IA e il modello di danni non sono proprio al massimo, sorprende invece in positivo il comparto audio, con effetti sonori che creano un’ottima atmosfera. Un titolo dedicato agli appassionati del Tourist Trophy e dei motori che nel complesso, seppur con qualche difetto, riesce a divertire.