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The Sandbox sarà il Metaverso di cui abbiamo bisogno? | Provato

Il Metaverso di PIXOWL INC. inizia la sua lunga scalata verso il successo.

Negli ultimi tempi, ha iniziato a farsi strada in maniera piuttosto insistente il concetto di Metaverso, termine coniato in realtà da Neal Stephenson in Snow Crash, libro di fantascienza dalle tinte cyberpunk uscito nei primi anni ’90, nel quale si immagina una sorta di realtà virtuale condivisa via internet, dove si è rappresentati attraverso il proprio avatar realizzato in 3D.

Piattaforma:
PC
Sviluppatore:
PIXOWL INC.
Distributore:

Nel corso degli anni anche il mondo dei videogiochi vero e proprio è stato sfiorato dal concetto di Metaverso: basti pensare alla mole di MMORPG, oltre a esperimenti particolarmente ambiziosi come Second life o Active Worlds, in grado dare vita a una sorta di universo parallelo (con tutti i limiti del caso) senza contare l’ambizioso ma decisamente sfortunato PlayStation Home, una comunità virtuale pubblicata da Sony Computer Entertainment, per PlayStation 3 sul PlayStation Network nel lontano 2008, un periodo storico in cui la condivisione per così dire social non era ancora esplosa per davvero.

Il Metaverso di The Sandbox

Prendendo come esempio il recente caso di Facebook, Mark Zuckerberg ha espresso il desiderio di creare un Metaverso sia accessibile a tutti e che rappresenti una vera e propria versione virtuale del celebre sociale network a cui ha dato i natali diversi anni fa, sfruttando proprio la grande diffusione di Instagram, Facebook, Whatsapp e Linkedin.

Ora, con The Sandbox sembra che l’universo dei videogiochi voglia entrare nuovamente a gamba tesa nel Metaverso, offrendo di fatto un’esperienza tanto acerba quanto unica: abbiamo avuto modo di provare il gioco (ovviamente in una forma ancora preliminare), visto e considerato anche che i pass Alpha sono al momento circa 5000 – e già rivenduti a prezzi da capogiro sulle piattaforme di acquisto per NFT – segnando di conseguenza un affollamento solo modesto dei server.

Ma in cosa consiste davvero The Sandbox e perché rischia di diventare di fatto una sorta di fenomeno in divenire di grandi proporzioni?

La prova ci ha permesso di esplorare l’hub centrale di The Sandbox, dandoci modo di farci un’idea – seppur sommaria e ancora palesemente incompleta –  di ciò che ci aspetterà nel prodotto finale, previsto nel corso dei prossimi mesi: il “cuore” del titolo è infatti caratterizzato da esperienze disparate, siano queste attività prettamente social a mini giochi veri e propri, passando per eventi decisamente speciali in cui saremo chiamati ad assistere in diretta come spettatori passivi all’interno di un mondo vivo e pulsante, con al fianco altri spettatori rigorosamente virtuali.

Ma non è tutto: la promessa è quella di metterci a disposizione vere e proprie attività sociali tra le più disparate, inclusa la presenza di autentiche gallerie d’arte (con opere di artisti reali esposte per l’occasione), senza contare la presenza di alcuni grandi franchise di successo, da The Walking Dead al marchio Atari, passando per I Puffi e le star internazionali Snoop Dogg e deadmau5.

Insomma, seppure ancora acerbo e poco popolato, il Metaverso di The Sandbox sembra avere già le idee chiare su ciò che desidererà proporre in futuro, magari a una community composta da centinaia di migliaia di utenti (perlomeno, nelle intenzioni dello sviluppatore PIXOWL INC., traguardo invero non troppo difficile da raggiungere in tempi relativamente brevi).

 

Dopotutto, lo suggerisce il nome stesso: The Sandbox è un grande e potenzialmente sconfinato parco giochi all’interno del quale saranno le creazioni digitali a farla da padrone, creazioni che diventeranno realtà grazie alla blockchain in NFT e commerciabili in criptovalute.

Sì, perché in questo Metaverso tutto (o quasi) è a disposizione dell’utente, inclusi avatar e i loro accessori, con prezzi a volte non proprio alla portata di tutti: si parla di yacht digitali venduti a oltre 600mila dollari, oltre allo stesso pass per accedere all’Alpha di The Sandbox, disponibile su OpenSea a 1.96 Ethereum, proposto al prezzo decisamente poco abbordabile di circa 10mila dollari.

Se quindi giustamente vi starete chiedendo se accedere al Multiverso di PIXOWL INC. sarà ad appannaggio di imprenditori virtuali o giocatori particolarmente facoltosi, sappiate subito che la risposta è assolutamente negativa. The Sandbox sarà infatti aperto a tutti, in base alle possibilità dell’utente, tenendo ovviamente in considerazione la criptovaluta creata dagli stessi sviluppatori e utilizzabile in-game, nota con il nome di SAND (i quali possono essere convertiti in Euro, Dollari o altre valute reali).

Metaversi e affini

L’intera esperienza di The Sandbox si fonda infatti su due caratteristiche ben distinte, ma paradossalmente legate a doppio filo l’una con l’altra: la prima è il cosiddetto Vox Edit per creare gli asset alla base del Multiverso, che eventualmente li utilizzeranno per costruire le proprie esperienze, mentre il secondo step è il Game Maker vero e proprio, al fine di dare vita alle strutture in cui innestare questi stessi asset (incluse le aree sociali, come il Club XYZ o la Ville Deluxe).

Ciò non comporta quindi esborsi di criptovalute, a meno che non sia strettamente necessario, visto che acquistare uno dei vari appezzamenti di terreno (noti come LAND) non costerà sempre un occhio della testa. Nessuno vieta inoltre di rivendere le proprie creazioni, legandole a una blockchain via NFT e mettendole successivamente all’asta. Ciò darà modo di creare col passare dei mesi (o meglio, degli anni), di dare vita anche un sistema di compravendita che si rivelerà sicuramente molto interessante (e redditizio). Non sorprende quindi “l’obbligo” di mettere mano a un wallet digitale, ovvero un portafoglio virtuale grazie al quale un utente potrà fare riferimento per gestire tutte le sue transazioni.

Per quanto riguarda la questione tecnica, The Sandbox non cerca chissà quale componente stilistica e visiva particolarmente realistica: il look basato sui Voxel (alla Minecraft, per capirci) è sicuramente alla portata di tutti, sebbene sia gli avatar che le varie costruzioni all’interno del Metaverso appaiano sensibilmente più curati e “realistici” rispetto a quanto visto nel titolo di Mojang, divenuto con gli anni un vero e proprio fenomeno di costume.

I modelli, gli ambienti e tutto ciò che compone The Sandbox sono in ogni caso pensati in primis per permettere all’utente una grande libertà creativa e strutturale, cosa questa che vedrà il nascere di una varietà di content creator realmente impressionante, visto e considerato che il supporto attivo della community sarà assolutamente fondamentale per la riuscita del progetto.

Da quello che abbiamo potuto ammirare in anteprima esplorando le piazze virtuali di The Sandbox, l’impressione è quella di trovarsi in un mondo che fonde il classico stile estetico di Minecraft con l’idea alla base di Second Life, ossia un Metaverso in cui lo spazio per la creatività darà modo di creare esperienze complesse e variegate, tenute in vita da community in continuo fermento. Questo perché le potenzialità del progetto sono pressoché illimitate, non solo per quanto riguarda la questione prettamente ludica.

Un altro fenomeno di costume come il ben noto battle royale di Epic Games, ossia Fortnite, ha infatti dimostrato che una piattaforma versatile di questo tipo è in grado di ospitare eventi ed esperimenti sociali che vanno oltre la mera questione legata al gaming: l’interesse iniziale per la piattaforma è già molto alto, incluso quello proveniente da grandi aziende e personalità di spicco provenienti dal mondo dell’intrattenimento e non solo, cosa questa che lascia ben sperare circa la buona riuscita del progetto di PIXOWL INC.. Non ci resta quindi che attendere l’eventuale esplosione del fenomeno, al fine di scoprire se il futuro del Metaverso passi anche e soprattutto per The Sandbox.

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Piattaforme: pc
Al netto di una versione alpha ancora acerba e priva degli elementi che lo renderanno potenzialmente incredibile, il Metaverso di The Sandbox è esattamente ciò di cui il domani dell'intrattenimento potrebbe avere bisogno nell'immediato futuro: gli eventi socia si fondono al gaming vero e proprio, imbastendo un mercato virtuale in cui giganti come Samsung, LG, Atari e Adidas hanno già deciso di farsi avanti. Staremo a vedere se il progetto di PIXOWL INC. si tramuterà in una community sconfinata, com'è giusto che sia.

Pro

  • Un Metaverso potenzialmente infinito
  • Un mucchio di aziende e star hanno già abbracciato il progetto

Contro

  • Stile grafico fin troppo essenziale
  • Si tratta ancora di una versione alpha decisamente acerba