The Elder Scrolls Online: Elsweyr provato | la Stagione del Drago ha inizio

Bethesda apre le porte ai Draghi nel mondo di The Elder Scrolls Online.

PROVATO
A cura di Marcello Paolillo - 28 Marzo 2019 - 14:00

C’è da dire che nel corso degli anni, The Elder Scrolls Online ha sicuramente visto una paradola ascendente che lo ha trasformato da gioco online acerbo e adatto solo ai fan irriducibili della saga, a MMO tutto d’un pezzo dotato di una propria identità ben precisa. Sviluppato da ZeniMax Online Studios e apparso originariamente nell’ormai lontano 2013, TES Online ha visto dalla sua un numero sempre cresente di nuovi contenuti, nonostante la svolta vera e propria sia arrivata con Morrowind e Summerset, due espansioni in grado di dare nuova linfa vitale al mondo di Tamriel (nonché a renderlo ancora più vivo e pulsante rispetto a quanto visto in precedenza). Con Elsweyr, Bethesda ha intenzione di far compiere un ulteriore passo in avanti al gioco, forte ormai di una community di appassionati davvero enorme, ora più che mai volenterosa di lanciarsi nuovamente all’avventura tra le lande sconfinate di The Elder Scrolls. Per l’occasione, poche settimane fa siamo volati a Londra per testare con le nostre mani quello che si preannuncia essere come il vero fulcro della nuova e promettente Stagione del Drago. E ne siamo tornati fiduciosi.

Iniziamo subito col dire che The Elder Scrolls Online: Elsweyr vede il ritorno di una regione poco sfruttata nell’universo di TES (tanto che la ricordiamo nel primissimo The Elder Scrolls: Arena), ma non per questo poco interessante o avida di novità al suo interno. Trattandosi di un capitolo lungo un intero anno e incentrato – come accennato poco sopra – sui draghi, non sorprende che Bethesda e ZeniMax abbiano deciso di di puntare moltissimo su un elemento fantasy preponderante, affiancandolo ai khajiiti, i ben noti “uomini gatto” visti in numerosi capitoli singleplayer della saga. L’aria che si respira è infatti piuttosto particolare, sin dalle fasi iniziali del prologo a cui ci è stato concesso di mettere mano. Nell’Adeptorm di Star Heaven avrà inizio la “nuova” avventura, una sorta di accademia all’interno della quale ci verrano spiegati i rudimenti del sistema di combattimento e le motivazioni che spingono i khajiit a doversi difendere da una minaccia ben più grande di loro (ma che non vi riveleremo, potete stare tranquilli).

Il tutorial illustrato dal Grand Adept Ma ‘jha-dro ci darà modo di assorbire nuovamente i meccanismi fondamentali del sistema di gioco di ESO: visuale in terza o in prima persona, selezionabili tramite la semplice pressione di un tasto, la possibilità di imbracciare armi di vario peso e dimensione e la capacità – nelle fasi intermedie dell’avventura – di imparare i rudimenti della magia. Esattamente come accaduto in Morrowind e in forma ancor maggiore in Summerset, anche in Elsweyr la sensazione è quella di mettere mano a un classico TES singleplayer, nonostante il mondo di gioco sia popolato da altrettanti avventurieri collegati alla rete. La presenza dei Draghi, ben noti a chi ha amato Skyrim nel corso dei secoli, è sicuramente un incentivo non da poco all’appeal generale del titolo (sia a livello narrativo che pratico, possiamo garantirvelo). Aspettatevi quindi dei nemici davvero coriacei che non cadranno tanto facilmente ai nostri colpi di spada e ascia.

Se già con il precedente DLC Wrathstone i giocatori erano stati chiamati a scoprire due nuovi dungeon per 4 giocatori (Depths of Malatar e Frostvault), Elsweyr è il vero passo decisivo all’interno della Stagione del Drago. Importante ribadire come i nuovi giocatori potranno cimentarsi in Elsweyr senza aver completato i contenuti rilasciati in precedenza, mentre gli avventurieri esperti potranno tranquillamente lanciarsi all’avventura con i propri personaggi oppure ripartire da zero con una classe nuova di zecca: il Negromante. Questi, come il nome lascia intendere, sarà dotato di abilità e incantesimi legati all’oscurità, come la possibilità di richiamare a sé i non-morti o di lanciare maledizioni più o meno risolutive in direzione del nemico. Avendo avuto modo di provare il Negromante al massimo livello di esperienza disponibile, la sensazione è quella di trovarci tra le mani un personaggio davvero potentissimo: Il primo ramo di abilità è dedicato al ruolo del Damage Dealer, in grado di evocare un cosiddetto “Pet” che, in base alla Morph che sceglieremo, potrà essere un mago o un semplice arciere (ovviamente ne sconsigliamo l’uso a distanza ravvicinata). A seguire troviamo il Necromancer Tank, in grado creare dal nulla un Totem capace di immobilizzare gli avversari per una manciata di secondi (nonché di aumetare temporaneamente la nostra difesa nel caso di trovassimo nella sua area magica. Inoltre, avremo anche la possibilità di trasformarci in un gigantesco non morto con 30.000 punti salute aggiuntivi, in grado di infliggere automaticamente danni agli avversari limitrofi (davvero impressionante). Ciliegina sulla torta, il Necromancer avrà dalla sua anche una serie di abilità legate alla cura dei vari alleati (Healer), sfruttando però i corpi senza vita presenti sul campo da gioco. Insomma, si tratta a conti fatti di una classe aggiuntiva potenzialmente molto versatile, in grado di variare l’offerta di ESO in termini pratici (e non poco).

Dove Elsweyr ci ha colpiti è anche e soprattutto dal versante scenografico: pur non essendo il TES più bello da vedere (dopotutto, sin dal lancio ESO non ha mai fatto del comparto grafico il suo punto di forza, considerando anche che il nostro test di è basato su una versione work in progress costellata da elementi lasciati volutamente in sospeso, come il doppiaggio), il contesto in cui saremo chiamati a muoverci è assolutamente coerente alla mitologia base di The Elder Scrolls. Vasti deserti nella parte nord, caratterizzati da alcuni canyon e piccole oasi nelle quali viene coltivato il prezioso zucchero lunare (principale fonte di guadagno dei Khajiiti, e non solo), cui si alternano le grandi città del regno contraddistinte da un’architettura moghul, ossia una fusione tra l’architettura islamica, persiana e indiana. Al loro interno una quantità inesauribile di mercanti, molti dei quali ttrafficanti illegali di Skooma e zucchero lunare. Ma non solo: i khajiiti sono guerrieri dediti alla furtività, cosa questa che ci spingerà ad essere altrettanto cauti nel caso decidessimo di entrare di soppiatto in una loro proprietà (grazie al ritorno dei tanto amati/odiati grimaldelli) o in un avanposto protetto da guardie (essendo dotati di affilati artigli, sconsigliamo un’eventuale combattimento corpo a corpo a mani nude contro un khajiit). Nota: è presente la possibilità di salire in sella a creature quadrupedi al fine di spostarci più velocemente all’interno della regione di gioco.

Sulla carta, Elsweyr promette oltre trenta ore di missioni, oltre a un Trial inedito per ben dodici giocatori (chiamato Sunspire): in questo frangente sarà fondamentale non solo riuscire a rimanere uniti agli altri giocatori, bensì anche capire con attenzione quando spostarsi nel momento giusto (sia nel caso decidessimo di affrontare la cosa in solitaria o in gruppo), in modo da abbattere con disinvoltura il Drago di turno. Le bestie alate la faranno da padrone anche in tutta una serie di nuovi eventi specifici (i quali verranno resi noti solo successivamente), senza contare le missioni Delve e vari dungeon pubblici già annunciati in precedenza da ZeniMax. Insomma, la Stagione del Drago promette di essere un momento realmente indimenticabile per tutti coloro che ormai considerano Tamriel una vera e propria seconda casa.

Dopo questo primo test di prova in quel di Londra, The Elder Scrolls – Online: Elsweyr ci è sembrato essere simile per dimensioni e intensità alla precedente (e già di per sé ottima) espansione Summerset, uscita lo scorso anno. La suggestiva ed esoterica patria dei khajiiti farà da sfondo a tutta una nuova serie di missioni a tema, aggrazziate anche da una nuova – potentissima – classe creata ad hoc, ossia il Negromante. Se la furia dei Draghi renderà questa nuova Stagione all’altezza delle aspettative lo scopriremo solo a partire dal prossimo 4 giugno, giorno in cui gli avventurieri di ESO potranno varcare le soglie di Elsweyr. Le prospettive, al netto del nostro primo viaggio al fianco dei khajiiti, sembrano anticipare qualcosa di realmente sorprendente.




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