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Syberia The World Before | Recensione – Un punta e clicca intriso di nostalgia

Kate Walker è tornata e questa volta non sarà sola.

Le avventure punta e clicca sono un genere dimenticato nel tempo: dopo un decennio glorioso terminato alla fine degli anni ’90, i giocatori sembrano essersi nuovamente interessati a saghe storiche come Broken Sword e Monkey Island sulla spinta di un impeto di nostalgia culminato negli ultimi tempi grazie anche e soprattutto a titoli che amano strizzare l’occhio al passato (basti pensare a Thimbleweed Park, avventura grafica ideata dal duo composto da Ron Gilbert e Gary Winnick).

Syberia The World Before

Piattaforma:
PC
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
18 Marzo 2022
Sviluppatore:
Microids
Distributore:
Microids

Inutile dire che anche quello di Syberia è un nome in grado di fare correre un brivido lungo la schiena, specie per la bravura di Benoît Sokal nel saper creare un personaggio – quello di Kate Walker – splendidamente caratterizzato e in grado di distinguersi dalla pletora di eroine tutte d’un pezzo che in quegli anni invasero il mercato dei videogiochi.

A maggio 2021, il celebre fumettista belga e autore della serie di avventure grafiche in questione è purtroppo venuto a mancare dopo una lunga battaglia contro una grave malattia, una notizia che ha ovviamente mandato nello sconforto tutti i fan della serie di Syberia. Inutile dire che la scomparsa di Sokal ha purtroppo messo a repentaglio l’uscita di Syberia The World Before, quarto capitolo della serie prodotta e sviluppata da Microids dopo il mezzo passo falso compiuto da Syberia 3.

A ottobre 2020 il team aveva in ogni caso pubblicato il prologo giocabile – e gratuito – del suo prossimo gioco, il quale ci permise di farci un’idea sommaria delle potenzialità di questo quarto capitolo, un episodio che ha il retrogusto del riscatto: ora, dopo una lunga e meticolosa gestazione (e in attesa della release ufficiale prevista per il 18 marzo 2022), siamo pronti a vestire nuovamente i panni di Kate e scoprire allo stesso tempo anche una nuova protagonista, Dana Roze, la quale sembra essere assolutamente in grado di rubare la scena alla sua illustre collega.

Bentornati, quindi, nel mondo fantasioso e steampunk di Syberia.

Un mondo a metà: la trama di Syberia The World Before

Partiamo ovviamente da uno degli elementi più importanti, come da tradizione delle avventure grafiche, ossia il comparto narrativo, che in Syberia The World Before riprende in mano quanto fatto di buono da Sokal, omaggiandolo nella maniera migliore possibile.

Siamo a Vaghen, nel 1937: Dana è una ragazza di appena 17 anni con la passione per il pianoforte, tanto che la sua carriera nel mondo della musica sembra essere ben più florida del previsto. Purtroppo, però, la giovane non ha fatto i conti  con una minaccia bellica che in breve tempo sembra voler coprire l’Europa, con il partito nazionalsocialista che si affaccia sulla società, avido di potere: la Seconda Guerra Mondiale sta per avere inizio, in tutta la sua drammaticità.

Facendo poi un salto nel tempo in avanti di quasi 70 anni, ci troviamo nella Taiga russa, nel 2004/2005: in una miniera di sale la nostra Kate è imprigionata, proprio dove l’avevamo lasciata alla fine del terzo capitolo di Syberia. Dopo essere fuggita da quel luogo angusto, e dopo aver portato alla luce un ritratto della giovane vaganese, la nostra eroina dovrà svelare il perché della sua connessione con Dana.

Chiaro quindi che The World Before, in maniera del tutto inedita rispetto a quanto visto negli episodi precedenti di Syberia, ci offre una doppia storia con due differenti protagoniste, connesse tra di loro grazie anche ad eventi e contesti storici realmente esistiti. Un inizio piuttosto lento e riflessivo accompagna per mano il giocatore all’interno di una componente narrativa mai frenetica e che ama prendersi i suoi tempi – come da tradizione dei titoli di Sokal e Microids – e in cui il colpo di scena è sacrificato a favore dell’introspezione psicologica e del piacere della scoperta.

Esplorare gli scenari di The World Before, siano essi nel ’37 o a inizio anni 2000, è infatti gradevole per gli occhi e per la mente, mentre la storia di Dana e Kate (collegata da un filo invisibile che verrà man mano chiarito con l’avanzare dell’avventura) porrà le basi per un’avventura in grado di porre l’accento prima di tutto sul fattore emotivo, prima ancora che su quello cinematografico.

Questo perché, se cercate spettacolarità, adrenalina e momenti al cardiopalma, in Syberia The World Before non ne troverete: l’intera vicenda è narrata come fosse un docufilm interattivo, avvicinandosi maggiormente ai titoli Telltale di prima generazione o a un Life is Strange piuttosto che a una qualsivoglia avventura in terza persona in cui il giocatore resta perennemente in attesa dell’ennesimo giro sulle montagne russe.

La tradizione è rispettata: il gameplay di Syberia

Non tradendo in alcun modo lo spirito classico del franchise, e cercando soprattutto di correggere i difetti che non hanno permesso al terzo episodio di farsi piacere dai fan storici, Syberia The World Before propone quanto di buono fatto in precedenza: innanzitutto l’avventura è inquadrata con la classica telecamera in terza persona dinamica, in grado di muoversi assieme al personaggio per seguirne i suoi movimenti nell’ambiente di gioco.

All’interno delle varie location, come da tradizione del genere punta & clicca, saremo chiamati ad esaminare una valanga di elementi spesso fondamentali per la risoluzione di enigmi più o meno contorti. Microids ha deciso di rendere l’interfaccia di gioco chiara e accessibile ai più, senza inutili complicanze o menu invadenti a spezzare l’azione di gioco.

Gli oggetti con cui potremmo interagire saranno sempre messi in evidenza da un utile indicatore, mentre un diario ci darà sempre e comunque modo di tenere traccia dei nostri progressi oltre che degli oggetti raccolti, sia nel passato di Dana che nell’epoca moderna di Kate.

 

Forse, specie rispetto ai primi due capitoli di Syberia, The World Before cerca di abbracciare quanto più pubblico possibile, non proponendo di fatto nessun passaggio particolarmente ostico o enigma davvero insormontabile. Un po’ un peccato, considerando che i giocatori smaliziati – o meglio, coloro che hanno avuto la fortuna di vivere a pieno l’epoca d’oro delle avventure grafiche del passato – troveranno l’enigmistica fin troppo elementare in alcuni frangenti, cosa questa che farà storcere il naso alla fetta di appassionati storici a cui il gioco è rivolto.

Vero anche che tutti coloro che si avvicineranno a Syberia per la prima volta resteranno piacevolmente colpiti dal modo in cui viene legata la storia a delle meccaniche di gameplay mai troppo complesse. La possibilità di essere aiutati da suggerimenti a schermo, inoltre, permetterà ai giocatori meno pazienti di avanzare senza troppi problemi all’interno dell’avventura, sebbene il nostro consiglio sia sempre e comunque quello di prendersi il tempo necessario per risolvere un particolare rompicapo (la soddisfazione, in caso di risoluzione, sarà doppia).

Inoltre, Microids ha palesemente immaginato il sistema di controllo via pad, quindi – pur avendo avuto modo di testare il gioco su PC – abbiamo utilizzato un controller tipico non avendo mai avuto nostalgia del classico mouse.

L’arte di Benoît Sokal: la grafica di The World Before

Tecnicamente, Syberia The World Before fa di tutto per farsi piacere, specie dal versante artistico: la scelta di raccontare la storia da due punti di vista dà modo di abbracciare un maggior numero di scenari ed ambientazioni, tutte puntuali nel tratteggiare due linee temporali differenti.

Un universo, quello nato dalla fantasia del compianto Sokal, che fonde sapientemente malinconia e gioia, tristezza e piacere per la scoperta, in una forma che è quasi la summa di quanto proposto negli scorsi anni, specie nei primi due episodi della saga di Syberia. Si torna inoltre a quel look mai troppo solare, contraddistinto da ruggine e ingranaggi, che da sempre caratterizza la serie ormai da generazioni.

Il salto grafico rispetto al terzo capitolo è inoltre piuttosto marcato, tratteggiando un mondo sicuramente più vivo e pulsante rispetto al passato, nonché anche maggiormente dettagliato (specie per il fatto che non vi servirà giocare con chissà quali requisiti minimi o raccomandati).

Vero anche che, soprattutto durante le numerose scene di intermezzo, saltano all’occhio alcune storture grafiche che tradiscono un piccolo passo falso da parte degli sviluppatori: le animazioni, così come alcuni modelli poligonali, non sembrano infatti essere stati curati con il massimo dell’attenzione, cosa questa che tradisce forse un budget non troppo elevato o una certa leggerezza in fase di realizzazione.

Anche alcuni cali di frame rate faranno storcere il naso ai più, nonostante la poca frenesia a schermo ve ne farà accorgere di tanto in tanto, senza particolari traumi o impedimenti.

A ridestare il nostro interesse, la splendida colonna sonora nuovamente da Inon Zur, celebre per aver composto le partiture musicali di giochi come Prince of Persia, Fallout 4 e Dragon Age Origins, tanto per citare i più celebri. Infine, importante sottolineare come il gioco sia localizzato in italiano con sottotitoli, ma doppiato (molto bene) solo in lingua inglese.

Versione analizzata: PC

Se volete recuperare i primi due episodi di Syberia, magari su Nintendo Switch, potete farli vostri a prezzo speciale su Amazon Italia!

7,8

Syberia The World Before

Piattaforme: pc
Syberia The World Before è un omaggio alla fantasia di Benoît Sokal, l'autore belga scomparso nel 2021, un'avventura punta e clicca dal sapore antico e nostalgico, forte di una doppia linea temporale che si traduce necessariamente in una storia doppiamente appassionante, specie rispetto al passo falso visto con Syberia 3. Certo, non si tratta certo di un titolo perfetto, né tantomeno del miglior esponente di un genere molto in voga negli anni '90, ma il ritorno di Kate Walker (questa volta "accompagnata" dall'altrettanto coraggiosa Dana Roze) è sicuramente consigliabile per chi vuole immergersi in un universo narrativo davvero unico nel suo genere.

Pro

  • Atmosfera e look inconfondibili
  • Due storie, due personaggi ben tratteggiati
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Enigmistica fin troppo semplicistica
  • Qualche stortura lato tecnico
7,8