Viviamo un mercato videoludico che sembra sempre più innamorato delle proprie certezze, intrappolato in un ciclo di sequel, mondi aperti sconfinati ma spesso vacui e formule di gameplay sicure ma ripetitive. In tutto questo è giusto porsi una domanda: chi ha ancora il coraggio di sperimentare?
Mentre il mercato si satura di esperienze che sembrano la copia l'una dell'altra, rischiando di affaticare anche il giocatore più appassionato, c'è chi prova ad alimentare un certo tipo di varietà, proponendo esperienze diversificate e spesso persino sperimentali.
Nintendo è un caso lampante in questo senso, ma negli ultimi anni bisogna riconoscere che Xbox, spinto dalla necessità strategica di alimentare il suo Game Pass, si sta trasformando nell'alfiere di una diversità ludica che non ha eguali nel panorama delle grandi produzioni.
Se analizziamo il panorama recente e futuro di Xbox, emerge un mosaico di generi, stili e ambizioni che si discosta nettamente dall'approccio più monolitico dei suoi diretti concorrenti. L'ultimo Xbox Games Showcase è stato una dichiarazione d'intenti, un manifesto programmatico che ha messo in fila una serie di progetti tanto diversi quanto affascinanti. Non si è trattato solo di mostrare muscoli e budget, ma di presentare una visione del gaming come un ecosistema ricco e variegato, capace di offrire qualcosa a chiunque.
Un anno straordinariamente vario
Prendiamo in esame i titoli già usciti quest'anno. DOOM: The Dark Ages (acquistabile su Amazon) è ovviamente una sicurezza che comunque ha provato a reinventarsi. Ha abbandonato, almeno in parte, i corridoi metallici delle basi marziane per un'ambientazione dark fantasy, medievale, mettendo in mano al DOOM Slayer uno scudo-motosega e facendolo cavalcare un drago. È un FPS, certo, ma è la dimostrazione che anche all'interno di un genere codificato si può e si deve osare, cambiando radicalmente ambientazione e meccaniche. Accanto a questo, troviamo South of Midnight di Compulsion Games.
Qui siamo in un territorio completamente diverso: un action-adventure in terza persona immerso nel folklore e nella magia del profondo sud americano, caratterizzato da uno stile artistico "southern gothic" e da animazioni che richiamano la stop-motion.
È un'opera che punta sull'atmosfera, sull'unicità visiva/sonora e su una narrazione profondamente legata a un contesto culturale specifico. Non potrebbe essere più lontano dall'estetica brutale di DOOM e nonostante non abbia certamente rotto il mercato con le vendite, su Steam è ancora oggi uno dei giochi Xbox Game Studios maggiormente apprezzati dal pubblico.
E poi c'è stato Avowed. In un mondo dove ogni RPG open-world sembra dover inseguire la vastità di Skyrim o Elden Ring, Obsidian Entertainment propone un approccio differente. Un gioco di ruolo in prima persona, sì, ma più contenuto, denso, focalizzato sulla narrazione reattiva e sulle scelte del giocatore, marchio di fabbrica dello studio. Non mira a essere il più grande, ma il più profondo e personale. È una scommessa sulla qualità della scrittura e sulla libertà di scelta, piuttosto che sulla quantità di chilometri quadrati da esplorare.
Questa parata di diversità non si ferma qui. Da Towerborne, un action a scorrimento con elementi RPG e uno stile coloratissimo che invita alla cooperazione alla remastered di Gears of War fino al nuovo capitolo di Grounded (un survival ancora oggi estremamente peculiare nel panorama moderno).
Il motore di questa rivoluzione, come accennato, ha un nome ben preciso: Game Pass. Il modello di business basato su abbonamento non necessita di un singolo titolo capace di vendere 50 milioni di copie, ma di un catalogo costantemente aggiornato e così variegato da giustificare il rinnovo mensile per milioni di utenti diversi. È un modello che premia la pluralità.
Se un giocatore si abbona per Call of Duty: Black Ops 7 (che arriverà al lancio), potrebbe poi scoprire e innamorarsi di un gioiello narrativo come Pentiment, un'avventura investigativa ambientata nella Baviera del XVI secolo con uno stile da manoscritto miniato, o lasciarsi travolgere dal ritmo di Hi-Fi Rush, un rhythm-based action game che è stata la sorpresa più bella di due anni fa. Questi giochi, in un mercato tradizionale, avrebbero forse faticato a raggiungere un pubblico di massa.
All'interno del Game Pass, diventano tesori nascosti che arricchiscono l'offerta e fidelizzano l'utenza, dimostrando che non servono budget colossali per creare esperienze memorabili.
Un futuro ancora migliore
Questa filosofia si estende anche al futuro a lungo termine. Il reboot di Fable promette di riportare in vita un RPG dall'inconfondibile umorismo britannico, un'alternativa fiabesca e satirica ai toni epici e seriosi di gran parte del fantasy moderno. Clockwork Revolution, di inXile Entertainment, ci proietterà in un universo steampunk, un RPG in prima persona basato sulla manipolazione del tempo, un concept ambizioso che si preannuncia complesso e affascinante.
E non dimentichiamo pilastri consolidati che già mostrano questa eterogeneità: la simulazione ultra-realistica di Microsoft Flight Simulator, l'approccio arcade e spensierato di Forza Horizon e quello più tecnico di Forza Motorsport, persino la gestione strategica di una comunità in un mondo post-apocalittico come quella promessa da State of Decay 3 o esperienza strategica di varia natura come ARA, Age of Empires o Age of Mythology.
Ovviamente, un approccio così audace e sperimentale non è esente da rischi e da inciampi. Il percorso dell'innovazione è lastricato di progetti che non vedono la luce o che impiegano un tempo indefinito per trovarsi. Titoli come Everwild, Perfect Dark e Contraband (tutti cancellati), rappresentano il lato oscuro della sperimentazione: quando si cerca di creare qualcosa di veramente nuovo, il fallimento è una possibilità concreta.
Purtroppo sono convinto che vedremo altri fallimenti in questa apertura creativa di Xbox, ma anche certo che da questi fallimenti vedremo anche esperienze uniche sbocciare. Giochi come Grounded, Towerborne, Sea of Thieves, Pentiment e la prossima IP di Double Fine, Keeper, esistono perché c'è libertà creativa, ma soprattutto volontà di variegare l'offerta.
C'è poi tutta la parte puramente legata all'ecosistema che non va sottovalutata. Sì, perché i giochi sono solo una parte delle sperimentazioni e a volte l'evoluzione tecnica va esaltata quanto quella creatività.
Ad oggi, l'opportunità di aver due versione dello stesso gioco grazie al Play Anywhere, le potenzialità del Quick Resume (un vero e proprio game changer di questa generazione) o poter avviare in streaming i giochi acquistati, sono solo una minuscola parte di ciò che l'azienda di Redmond sta realizzando.
Sicuramente tutto è dovuto anche principalmente a una posizione di mercato che obbliga a provare soluzione diverse, ma questo sta portando vantaggi evidenti a noi giocatori e consumatori.
Mentre la maggior parte dei publisher sembrano a volte spaventati dalla propria ombra, preferendo la sicurezza del "more of the same", Xbox, insieme a Nintendo che da sempre fa dell'innovazione il suo credo, sta offrendo un'alternativa da non sottovalutare.
La strategia di Microsoft, dettata dalle esigenze del Game Pass, si sta traducendo in un beneficio tangibile per tutti i giocatori: la libertà di scelta.
La libertà di passare da un simulatore di volo a un'avventura gotica, da uno sparatutto brutale a un RPG satirico, tutto all'interno dello stesso ecosistema. Non tutti gli esperimenti avranno successo, e non tutti i giochi saranno capolavori. Ma in un'epoca di stagnazione creativa, l'impegno incontestabile nel provare a creare mondi diversi, meccaniche diverse e storie diverse non è solo lodevole: è necessario.
È una boccata d'aria fresca che ci ricorda perché ci siamo innamorati di questo medium: per la sua capacità infinita di sorprenderci. E in questo momento, poche aziende sembrano averlo capito meglio di Xbox.