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Recensione

void* tRrLM2(); //Void Terrarium 2 | Recensione - Puoi funzionare senza reinventare?

La creatura di Nippon Ichi Software torna con un sequel pigro e non perfettamente bilanciato, ma comunque godibile.

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a cura di Francesco Bellacicco

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di void* tRrLM2(); //Void Terrarium 2
void* tRrLM2(); //Void Terrarium 2
  • Sviluppatore: NIS America
  • Produttore: NIS America
  • Distributore: NIS America
  • Piattaforme: PS4 , SWITCH
  • Generi: Roguelite
  • Data di uscita: 3 marzo 2023

Approcciarsi a un prodotto firmato Nippon Ichi Software è ormai sinonimo di riconoscibilità. La software house nipponica vanta un curriculum di tutto rispetto, e se diamo una rapida scorsa all'elenco dei titoli rilasciati fino a oggi troviamo ben più di una perla. Personalmente, credo che tra i punti di forza del developer/publisher giapponese sia da annoverare, soprattutto in tempi mediamente recenti, una certa coerenza di stile e contenuti alla quale sarebbe ingiusto non dedicare un piccolo plauso.

Plauso con cui, circa tre anni fa, venne accolto Void Terrarium (o meglio, void tRrLM(); //Void Terrarium, di cui vi abbiamo parlato nella nostra recensione), che riuscì a colpire positivamente per la commistione di generi proposta. La prima avventura di Robbie e Toriko era infatti un dungeon crawler con sfumature roguelike, RPG e strategiche, arricchito da una direzione artistica deliziosa ed estremamente riconoscibile.

Il primo titolo della serie arrivò nell'estate 2020 e adesso, a meno di tre anni di distanza, Nippon Ichi Software è qui per proporci un sequel diretto (che più diretto non si può) disponibile dal 3 marzo 2023 su Nintendo Switch e PS4.

Varrà ancora la pena darsi da fare per prendersi cura della piccola e indifesa Toriko? Vediamolo insieme.

1ª legge della robotica

Gli appassionati di fantascienza non faranno difficoltà a ricordare la prima delle tre leggi della robotica di Isaac Asimov: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno».

Anche Robbie, il protagonista di entrambi i Void Terrarium (non vogliatemene, ma da adesso in poi mi riferirò al gioco tralasciando numeri, parentesi e asterischi) sembra conoscere bene questa regola, talmente bene che la sua unica ragione di vita è proprio occuparsi della piccola Toriko nel modo migliore possibile.

Chi ha avuto modo di giocare il titolo originale sa a cosa ci riferiamo – per tutti gli altri, invece, è nostro dovere contestualizzare. Void Terrarium 2 inizia in medias res, durante l'esplorazione di un dungeon, lasciando il giocatore del tutto spaesato, soprattutto se si tratta del primo approccio all'originale creatura di Nippon Ichi Software. Nei primi minuti di gameplay non ci sarà alcun tutorial degno di nota a farvi da guida, almeno finché non metterete piede nel famigerato terrario, dove troverete Toriko, la ragazzina attorno alla quale orbita praticamente tutta l'ossatura dell'esperienza.

A questo punto vi renderete conto di essere effettivamente solo in tre: Robbie, Toriko e factoryAI, un'intelligenza artificiale che vi farà da guida illustrandovi gradualmente una lunga serie di dinamiche indispensabili per padroneggiare il titolo a dovere.

Trattandosi di un sequel che prende il via praticamente subito dopo le vicende del primo capitolo, il ruolo di factoryAI è anche quello di presentare al giocatore il setting narrativo, nel caso in cui abbia accumulato qualche lacuna di troppo o non abbia mai dato una chance al primo episodio.

In Void Terrarium 2 non troverete nessun video recap del predecessore né alcun tipo di riassunto accessibile al di fuori del gioco vero e proprio, e se deciderete di approcciarvi al sequel senza aver messo mano al primo capitolo potreste ritrovarvi leggermente smarriti, almeno all'inizio. Sono infatti numerosi i riferimenti che factoryAI farà in merito agli eventi che hanno portato Robbie e Toriko a dover continuare il loro pellegrinaggio in cerca di un porto sicuro.

Void Terrarium 2 si appoggia molto alla trama per spingere il giocatore ad andare avanti e compiere una lunga serie di azioni (spesso molto ripetitive, questo va detto, ma fa parte dell'esperienza e si tratta di una ripetitività legata a doppio filo alla narrazione, come vedremo in seguito) che si svolgono sia dentro il terrario che fuori, con un bilanciamento che, almeno inizialmente, funziona piuttosto bene, pur proponendo tutti gli elementi già presenti nel capostipite della serie (e le analogie non finiscono qui).

In breve capirete che le sorti del mondo e dell'umanità non sono delle migliori, e una misteriosa tempesta magnetica vi costringerà a portare Toriko in un posto adatto alla sua sopravvivenza, in cui costruire un nuovo, indispensabile terrario che possa proteggerla da un gravissimo inquinamento atmosferico.

Tale, in breve, è la premessa narrativa di questo secondo capitolo, che non mancherà di colpirvi con una scrittura intrigante (seppur non troppo originale) dotata di qualche gradevole asso nella manica.

Di dungeon, tamagotchi e (tante) mazzate

In questo sequel, Toriko rappresenta il centro di gravità del gameplay, in modo molto simile a quanto avveniva nel primo episodio. La ragazzina è ancora una volta l'ultimo barlume di speranza per l'umanità in un mondo dominato esclusivamente da robot ostili e mostri votati alla distruzione di tutto ciò che capita loro a tiro.

Nei panni di Robbie, il nostro compito sarà quello di addentrarci nelle wasteland alla ricerca di preziosi materiali utili per personalizzare il terrario, provviste da consegnare a Toriko, risorse indispensabili per il crafting e altro ancora.

Void Terrarium 2 è dotato di due anime ben distinte: la prima è quella gestionale, accessibile dal terrario e tramite il Pet Nanny (una sorta di Tamagotchi con cui prendersi cura di Toriko a distanza) e la seconda è quella prettamente dungeon crawler, che ritroviamo esclusivamente nelle wasteland.

In merito al gameplay di questa seconda fase, è il caso di sottolineare che il gioco (esattamente come nel primo capitolo) si presenta come un esponente abbastanza canonico del genere, con una classica struttura a turni (in stile Shiren the Wanderer/Mistery Dungeon, per intenderci) in cui a ogni movimento/azione del protagonista corrisponde un movimento/azione di tutti i nemici presenti nel dungeon.

Una volta allontanatosi dal terrario per cercare cibo e risorse da destinare alla cura di Toriko, Robbie avrà la possibilità di scegliere tre percorsi: due condurranno ad altrettanti tutorial (uno sull'esplorazione e uno sul combattimento; vi consigliamo di giocarli entrambi soprattutto se non avete familiarità col genere) entrambi ben più approfonditi rispetto ai semplici pannelli mostrati nelle fasi iniziali, mentre il terzo condurrà alle wasteland vere e proprie.

Qui avrete la possibilità di raccogliere quattro tipi di risorse: organiche, inorganiche, energetiche o contaminate, indispensabili per la creazione di oggetti da inserire nel terrario, la cui creazione consentirà inoltre di sbloccare delle abilità permanenti per Robbie.

È proprio nelle wasteland (nient'altro che dei classici dungeon) che si manifesta l'anima roguelike del gioco. Ogni esplorazione sarà infatti diversa dalla precedente, grazie a dei livelli generati proceduralmente ad ogni nuova incursione.

Eppure, in Void Terrarium 2 (su Amazon potete trovare la Deluxe Edition con colonna sonora e artbook) la morte non coinciderà con la perdita degli oggetti fondamentali per portare a compimento una specifica missione. Una volta esaurita la barra della vita o quella dell'energia (che ci consente di muoverci e si scarica di un punto ogni 10 turni) ci ritroveremo nuovamente nel terrario.

Gli oggetti accumulati verranno persi definitivamente, ma trasformati in risorse, mentre quelli legati alla trama rimarranno intatti. È una meccanica che scoprirete fin dalle prime ore di gioco e che consente al titolo di essere un po' meno frustrante nei frangenti più ostici.

I dungeon sono costellati di consumabili, armi, scudi, progetti per il crafting e numerosi tipi di power-up attivi e passivi, che contribuiscono a rendere ogni esplorazione diversa dalla precedente, con dei picchi di fortuna e sfortuna abbastanza repentini, ma limitati principalmente alle fasi iniziali dell'esperienza.

Proseguendo nella storia sarà infatti possibile applicare dei focus aggiuntivi che permetteranno di personalizzare le spedizioni di Robbie in base ai nostri bisogni. Potremo scegliere di dare priorità all'espansione dell'inventario, alle armi, alla rigenerazione della salute e a numerosi altri parametri in base alle nostre esigenze e, soprattutto, ai requisiti di completamento della quest in corso.

L'apoteosi della fetch quest

Insomma, fin qui tutto okay. Le varie anime del gioco si amalgamano abbastanza bene, riuscendo a vivacizzare il ritmo quando è troppo disteso o a renderlo più rilassante nel caso in cui ci si voglia prendere una pausa dalle frequenti esplorazioni per dedicarsi alla personalizzazione di Toriko e del terrario.

Eppure, malgrado qualche timida aggiunta, il problema di Void Terrarium 2 è l'eccessiva somiglianza con il predecessore. A livello tecnico i due giochi sono talmente simili da essere quasi irriconoscibili, stesso discorso vale per la struttura dei combattimenti e dell'esplorazione.

Gran parte delle novità del titolo di Nippon Ichi Software sono infatti dedicate proprio al terrario, ovvero la casa di Toriko. La coltivazione delle piante è sì un'interessante new entry che introduce elementi gestionali aggiuntivi quali il controllo dell'umidità e della temperatura, ma allo stesso tempo si rivela abbastanza fine a sé stessa e poco incisiva nel contesto generale.

Discorso analogo vale per la personalizzazione dei vestiti di Toriko ("novità" che la software house giapponese sta proponendo abbastanza spesso ultimamente, vedi Yomawari: Lost in The Dark) e per la possibilità di gestire più terrari. Tutto gradevole e ben curato, ma è come se le novità sbilanciassero l'esperienza a favore di una sola delle due anime del gioco.

Considerando che fin dall'esordio il titolo è apparso dotato di una struttura da classico dungeon crawler, qualche cambiamento anche in quell'ambito non avrebbe guastato, anzi. Invece le meccaniche di combattimento ed esplorazione sono letteralmente identiche al primo Void Terrarium, qui semplicemente riproposte.

Anche l'estetica delle wasteland, al netto di qualche nuovo bioma, è essenzialmente la stessa. Se è vero che il brand non ha interesse né bisogno di sfoderare un comparto tecnico da urlo, è anche vero che riproporre dungeon praticamente identici a quasi tre anni di distanza rischia di rivelarsi una scelta un po' indigesta.

Idem per quanto riguarda la struttura delle missioni. Difficilmente  ci verrà chiesto di portare a termine compiti che non siano delle semplici fetch quest tramite cui recuperare oggetti, cibo, progetti o risorse specifiche per portare avanti (a volte un po' forzatamente) la trama principale.

Nonostante questi innegabili difetti, è bene precisare che il gameplay loop proposto dal gioco riesce comunque a essere ancora una volta soddisfacente. Il merito è di un certo ordine generale e di una lunga serie di parametri da tenere sotto controllo, che riescono a spezzare un'evidente ripetitività contenutistica.

Due anime in conflitto

Void Terrarium 2 ha dalla sua un'estetica deliziosa, resa ancora più godibile dalle nuove possibilità di personalizzazione di cui vi abbiamo parlato poco fa, e questo è indubbiamente un punto vincente del brand firmato NIS. Il senso di sacrificio e responsabilità che il giocatore prova lanciandosi in spedizioni su spedizioni mentre tiene d'occhio la salute di Toriko riesce ancora a coinvolgere, anche grazie a una trama ben scritta.

Purtroppo lo stesso non si può dire del gameplay vero e proprio. Se è vero che variabili quali il meteo (in grado di rendere più o mento contaminate le risorse e gli alimenti da consegnare a Toriko, la cui qualità avrà un impatto diretto sulla sua salute generale) e i Knack – con cui applicare focus specifici a ogni nuova esplorazione e la sufficiente varietà di armi, armature e power-up – contribuiscono a valorizzare l'esperienza, è anche vero che il titolo si salva per delle dinamiche esterne al dungeon crawling, decisamente più curate rispetto al resto, e non brilla di certo per originalità, né in confronto al predecessore, né in confronto ad altri titoli dello stesso genere.

Malgrado i difetti, Void Terrarium 2 costituisce una proposta più che sufficiente per tutti gli appassionati di un certo paradigma videoludico nipponico, i quali saranno probabilmente propensi a chiudere un occhio su alcuni aspetti del titolo che, a nostro parere, sarebbe stato meglio svecchiare almeno un po'.

Al netto delle succitate mancanze, il prodotto riesce comunque a veicolare un certo senso di solidità e coerenza generale, principalmente grazie a un'estetica che ben bilancia elementi dark, distopici e fiabeschi (e la colonna sonora è davvero niente male).

Versione recensita: PS4

Voto Recensione di void* tRrLM2(); //Void Terrarium 2 - Recensione


7.2

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Trama ben scritta...

  • La commistione di generi funziona ancora una volta...

  • Il terrario è ancora bello da guardare

  • Le nuove opzioni di gestione e personalizzazione del terrario costituiscono una gradevole aggiunta

Contro

  • ... seppur non molto originale

  • ... ma è tutto troppo simile a quanto proposto nel primo capitolo

  • Tecnicamente arretrato

Commento

Void Terrarium 2 è una tappa (quasi) obbligata solo per chi ha adorato la commistione di generi proposta da Nippon Ichi Software nel primo capitolo. Le novità purtroppo si limitano a una sola delle anime del gioco, tralasciando lo zoccolo duro del gameplay per focalizzarsi su feature gestionali e opzioni di personalizzazione indubbiamente gradevoli ma poco incisive quando inserite nella globalità del contesto. Il prodotto è comunque intrigante e solido nella sua generale ripetitività, e l'estetica che lo caratterizza riesce ancora una volta a convincere (più fuori che dentro i dungeon). Se Void Terrarium 2 vi incuriosisce, comunque, rimane valido il consiglio di recuperare il primo capitolo prima di gettarvi a capofitto nel sequel.
***

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