void tRrLM () – // Void Terrarium, il pittoresco dungeon crawler targato NIS – Recensione

Void Terrarium ci porta in una fiaba dalle tinte oscure

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 10 Luglio 2020 - 10:01

Nippon Ichi Software è da decenni, ormai, una garanzia per gli amanti del mondo videoludico nipponico. I titoli di questo talentuoso sviluppatore sono spesso di nicchia, ma l’amore che non riescono a ricevere dal grande pubblico viene compensato dall’attenzione con cui i fan seguono ogni passo del team. Sicuramente, dunque, molti di voi non conosceranno void tRrLM () – // Void Terrarium, l’ultima fatica dello studio (non preoccupatevi, per amor di semplicità ci riferiremo a questo scioglilingua con il solo nome di Void Terrarium nel corso della recensione).

Come da tradizione, il gioco ha ricevuto una release anticipata in terra nipponica, e i nostri lontani colleghi di Famitsu gli hanno riservato una buona. Questo fatto, unita alla squisita direzione artistica apprezzabile già dai primi filmati di gioco, ha aumentato a dismisura la nostra voglia di provare con mano Void Terrarium. Adesso possiamo finalmente darvi il nostro parere, ricordandovi che il gioco è in uscita il 17 Luglio su PlayStation 4 e Nintendo Switch.

La speranza è l’ultima a morire

Nonostante la direzione artistica quasi fiabesca, Void Terrarium si apre con uno scenario dalle tinte piuttosto cupe. La premessa narrativa vede infatti la razza umana ormai sull’orlo dell’estinzione, e fin da subito è chiaro che quelle che stiamo vedendo altro non sono che le macerie del mondo che conosciamo.

Nel gioco vestiremo i panni di un simpatico robottino, Robbie; il nostro primo incontro sarà quello con un’Intelligenza Artificiale, un computer che sembra darsi la colpa di quanto successo all’umanità. Dal suo racconto, capiamo che sono stati gli uomini a costruire le zone sotterranee in cui ci troviamo, nella speranza di trovare nuove aree in cui riuscire a sopravvivere. Quale sia stato il destino degli uomini e che cosa sia successo nel mondo, è qualcosa che non intendiamo svelarvi adesso; quello che invece vi diciamo è che presto vi accorgerete che ci sono ancora flebili segnali di speranza e di vita, precisamente nella forma di una bambina.

Dopo averla trovata in stato morente, Robbie e l’IA decidono insieme di aiutare la povera umana, cercando innanzitutto del cibo per lei. Proprio dalla bambina, dunque, prende il via la nostra storia, ed il nostro primo obiettivo sarà quello di salvarle la vita.

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L’intreccio narrativo è di buona fattura, nonostante non sia certamente di qualità stellare. Void Terrarium non è, in sostanza, un gioco che ricorderete per la sua storia o per i suoi personaggi, principalmente perché molto di quello che ha da offrire in termini narrativi è stato già proposto altre volte.

Come dicevamo in apertura, però, Void Terrarium ha dalla sua una direzione artistica che, lo abbiamo ammesso, ci ha colpiti fin dai primi trailer. Le ambientazioni, in particolar modo l’hub, sembrano appartenere ad una fiaba dark piuttosto che ad un’ambientazione post-apocalittica, così come i personaggi; questo apparente contrasto tra il tono della storia e la direzione artistica ci è piaciuto particolarmente, ed ha contribuito a dare un tocco di personalità in più a Void Terrarium.

Per quanto riguarda il lato squisitamente tecnico, il gioco non ci ha dato alcun tipo di problema nella versione da noi testata su PlayStation 4; tuttavia, visto che non parliamo certamente di un titolo che sfrutta al massimo la potenza della console Sony, possiamo dire con una buona dose di sicurezza che anche la versione per Nintendo Switch non avrà problemi. Un altro punto positivo va anche al comparto sonoro, ben curato e in grado di rimarcare nel giusto modo la peculiare atmosfera del gioco.

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I dungeon possono nascondere molti tesori

Void Terrarium si divide sostanzialmente in due sezioni: l’hub e i vari dungeon di gioco. Nell’hub, controlleremo il nostro Robbie come se ci trovassimo di fronte ad un plaftorm in 2D, ma le nostre interazioni saranno limitate. Sostanzialmente, l’hub serve come punto di ristoro e di preparazione, per equipaggiarsi al meglio in vista del prossimo dungeon da esplorare. Una volta arrivati finalmente nel primo dungeon, ci mettiamo poco a comprendere che, anche sotto il profilo del gameplay, Void Terrarium non ha molto di nuovo da dire rispetto a tutti i dungeon crawler che sono venuti prima di lui.

Se avete già giocato titoli di questo genere, dunque, ci metterete davvero poco a familiarizzare con il gameplay. I dungeon sono sostanzialmente labirinti, generati randomicamente ad ogni nostro nuovo ingresso; i movimenti avvengono su una griglia invisibile, e ad ogni nostra azione corrisponde il passaggio di un turno. Il nostro obiettivo sarà solitamente quello di raccogliere un certo numero di materiali, o di trovare un oggetto specifico all’interno di un particolare livello: per soddisfare la richiesta dovremo attraversare diversi piani ed affrontare nemici.

I combattimenti sono anch’essi piuttosto semplici: abbiamo un attacco base a cui vanno ad aggiungersi attacchi speciali, che dovranno essere acquisiti mano a mano che saliamo di livello. L’attacco normale ha un basso valore di danno inflitto, ma può essere ripetuto ad ogni turno; gli attacchi speciali, invece, sono più potenti ma necessitano di un periodo di cooldown tra uno e l’altro.

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Giostrarsi tra le due tipologie di offesa, dunque, sarà fondamentale per riuscire a sopravvivere all’interno dei dungeon – soprattutto perché, nonostante la semplicità delle meccaniche, Void Terrarium sa essere dannatamente impegnativo, quando vuole. Non prendetelo sotto gamba per via dei personaggi carini, dunque, perché saprà darvi del filo da torcere – anche perché durante le nostre scorribande nei labirinti dovremo tenere d’occhio due indicatori: la barra della vita e la barra energia. Quest’ultima ci segnala l’autonomia rimasta a Robbie, e una volta terminata cominceremo a perdere punti vita ad ogni nostra azione.

Fortunatamente, possiamo prepararci alle esplorazioni grazie ad oggetti e ai classici potenziamenti derivanti dall’aumentare di livello: ad ogni livello acquisito, potremo infatti scegliere tra due potenziamenti, che includono, tra le altre cose, nuove mosse, miglioramenti delle statistiche ed altro ancora. Alla fine della nostra esplorazione, gli oggetti che abbiamo raccolto verranno convertiti in materiali, che a loro volta serviranno per craftare oggetti nell’hub, spesso necessari per la prosecuzione della storia.

Tirando le somme, Void Terrarium non fa niente di nuovo rispetto ai canoni classici del genere, né riesce a brillare particolarmente sotto alcuni aspetti, andandosi a definire come un nuovo classico. Quello che fa è riprendere una formula rodata e sicura senza stravolgerla, inserendola in un contesto  narrativo interessante ma non strabiliante, graziato da una direzione artistica che, questa sì, è davvero sopra la media.

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Per questi motivi, i primi a cui consigliamo il gioco sono i veri appassionati del genere, quelli che non si sono fatti sfuggire le molte, valide uscite arrivate tanto su PlayStation 4 quanto su Nintendo Switch; se rientrate in questa categoria, Void Terrarium sarà una valida aggiunta alla vostra collezione, che vi saprà tenere impegnati per circa dodici ore di gioco. Se, invece, non rientrate in questa categoria, potrebbero esserci opzioni migliori per tuffarvi nel mondo dei dungeon crawler – pensiamo, ad esempio, a Pokémon Mystery Dungeon, che abbiamo recensito su queste stesse pagine pochi mesi or sono.

Potete prenotare la vostra copia di Void Terrarium, in una speciale Limited Edition, al prezzo minimo garantito su PS4 e Switch.

- Direzione artistica deliziosa
- Storia già sentita ma godibile
- Gameplay solido...
- ... ma anch'esso già visto e rivisto
- Poche novità rispetto ai canoni del genere

7.3

void tRrLM () – // Void Terrarium ci porta all’interno di un mondo affascinante, merito soprattutto di una deliziosa direzione artistica e di una storia che, pur senza raccontare qualcosa di davvero nuovo, risulta comunque godibile. Il gioco utilizza la formula rodata dei dungeon crawler, senza avere la pretesa di voler rivoluzionare alcunché; ed è proprio questo il suo più grande punto debole, la mancanza di elementi che lo distinguano dalla massa di altri titoli una volta che ci addentriamo nel territorio del gameplay. Void Terrarium non innova e non fa nulla di strabiliante al punto di meritarsi un posto tra i classici del genere; il nostro consiglio, dunque, è quello di tenerlo a mente nel caso in cui abbiate già giocato i migliori dungeon crawler e abbiate ancora fame di labirinti da esplorare, o nel caso in cui la squisita direzione artistica vi abbia colpito tanto quanto ha fatto con noi.




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