-
Pro
- 60 fps, HDR, DLSS e risoluzione trasformano radicalmente l’esperienza.
- Controlli mouse precisi e sorprendentemente efficaci e divertenti.
- Update gratuito per i possessori della versione per Switch base.
-
Contro
- Multiplayer ancora assente.
- Il prezzo di vendita potrebbe far prendere le distanze.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PS4, SWITCH, PC
Informazioni sul prodotto
La prima volta che giocai a Red Dead Redemption non fu immediatamente al lancio in quell’oramai lontano 2010, ma solo qualche tempo dopo, quando uscì la celebre espansione Undead Nightmare.
Un’epoca particolare che, a pensarci oggi, non sembra nemmeno così diversa da oggi visto che già 15 anni fa, l’uscita di un nuovo titolo Rockstar era un evento capace di fermare tutto il resto e fomentare milioni di giocatori in tutto il mondo diventando un fenomeno POP.
Ricordo perfettamente l’hype che aleggiava fra i miei amici, nei forum dell’epoca e nelle community videoludiche poco prima dell’uscita del gioco. Fu proprio questo, però, a fermarmi dal tuffarmici immediatamente.
L’eccitazione quasi febbrile che trasaliva da chiunque avesse passato qualche minuto nel West più selvaggio mai visto su console mi intimorì e non volevo rischiare di immergermi in quello che a tutti gli effetti veniva già classificato come capolavoro, con una forma mentis errata.
Ciao di nuovo, John
Volevo semplicemente che quella sensazione di meraviglia mi cogliesse in maniera naturale; per i meriti di quell'opera che sembrava essere mastodontica e non perché stava contagiando anche chi non stava giocando al titolo. Aspettare fu una saggia scelta, perché con l’arrivo di Undead Nightmare non solo comprai il titolo nella sua forma completa, ma la follia collettiva si era oramai quietata.
Potei vivere finalmente la storia di John Marston senza pregiudizi, senza aspettative e senza quella fretta che ci porta, sempre più frequentemente, a finire in fretta e furia un gioco per poterne parlare con i nostri amici senza incappare in rovinosi spoiler.
Da un lato quella ricostruzione incredibilmente viva di un mondo perduto mi rapì come solo pochissimi titoli riuscirono a fare nel corso degli anni; dall’altra sponda del fiume, invece, la follia ricolma di citazioni ai film horror della mia generazione di Undead Nightmare, mi ricordò quel modo di fare videogiochi che ho sempre amato e che sempre amerò.
Nemmeno a dirlo, Red Dead Redemption entrò nel mio cuore come pochi altri giochi e più volte mi promisi di rigiocarlo tutto, sperando di goderne come la prima volta e quel momento è arrivato 15 anni dopo, grazie alla versione per Nintendo Switch 2.
Sì è vero, è uscito un secondo capitolo di Red Dead Redemption che è diventato uno dei titoli più importanti della precedente generazione di console, nonché un manifesto di come Rockstar si meriti tutto il tempo che i giocatori gli concedono fra un gioco e l’altro, vista la cura maniacale che ripongono nelle loro opere, ma per qualche motivo, per quanto io lo abbia amato, qualcosa non me lo ha fatto entrare sotto pelle come il primo episodio.
Non fraintendetemi, è un vero e proprio capolavoro. Una dichiarazione d'intenti su come si dovrebbero confezionare i tripla A prima di metterli nelle mani dei giocatori, ma per qualche ragione totalmente personale, mi è sembrato di trovarmi di fronte a un meraviglioso esercizio di stile, incapace di offrirmi le stesse sensazioni che mi infuse il primo capitolo e portandomi a pensare a come mai, per noi giocatori di vecchia data, i giochi moderni non riescono a stupirci più come una volta.
Allo stesso tempo le varie riedizioni per PS4, Xbox One e la penosa conversione per la prima Switch del 2023, mi frenarono dal rigiocarlo. Volevo semplicemente goderne al meglio, giocarlo nella sua versione più rifinita e curata. Si, è vero, è uscita la versione PC e stavo proprio tergiversando per rigiocarmelo li, quando arrivò la versione per Nintendo Switch 2.
Nuovamente aspettare fu una scelta saggia, perché la versione per Nintendo Switch 2 è un vero e proprio atto d'amore da parte di Rockstar, verso uno dei suoi titoli più amati. A mani basse non è solo la miglior versione portatile del titolo ma anche il miglior porting su console.
Interventi ormai dati quasi per scontati in quei titoli che cercano di rimanere papabili nel corso degli anni, soprattutto in un periodo in cui gli hardware cambiano e il numero della console di riferimento sulla scatola definisce quanto sia "datato" un gioco. Eppure, non appena lo si avvia, ci si rende conto che questa versione fa molto di più di quanto sembri.
La fluidità generale è incredibile. I 60 fotogrammi al secondo, sempre granitici, rendono Red Dead Redemption piacevolissimo da giocare, sradicandolo da ogni anzianità di servizio e riportandolo a nuova vita. È vero che oramai si può giocare dappertutto con questo frame rate, ma vederlo girare così bene sullo schermo di Switch 2 è incredibile.
Vuoi anche per un aumento della risoluzione e l’introduzione di tutte le tecnologie con cui Switch 2 è compatibile. Il celebre viaggio in Messico, uno dei momenti più iconici dell’intera esperienza, sullo schermo da 8 pollici di Switch 2 riesce a lasciare senza parole ancora oggi. La polvere sospesa nell’aria, la foschia del calore all’orizzonte, i giochi di luce restituiti dall’HDR contribuiscono a rendere quella sequenza ancora più memorabile.
Rockstar ha voluto fare un porting degno di questo nome, levandosi di dosso la pigrizia che la portò a realizzare quella pigra conversione per Switch nel 2023 e sfruttando ogni caratteristica messa a disposizione dal nuovo hardware di Nintendo per realizzare la migliore versione possibile per console. DLSS, HDR, effetti volumetrici, risoluzione più elevata e una fluidità granitica contribuiscono a restituire un’esperienza che non appare mai datata. Anzi, sorprende per quanto riesca ancora a sembrare attuale.
Quando la telecamera si posa su John Marston durante il viaggio in treno che apre l’avventura, mi è subito divenuto chiaro perché ancora oggi Red Dead Redemption sia così speciale. In quei primi istanti si percepisce l’autenticità, l’assenza di compromessi, la volontà di raccontare un’epopea western senza edulcorazioni.
Curata nella messa in scena ma allo stesso tempo realizzata con quella ruvidità imposta dall’hardware di una generazione oramai lontana. Dei limiti tecnici che venivano sfruttati a vantaggio del gameplay, permettendo all'essenza stessa del videogioco di emergere imponente senza tutti quei vincoli odierni imposti dal dover presentare delle opere che prima di tutto siano graficamente mostruose, tecnicamente avveniristiche e, solo dopo, divertenti da giocare.
L’introduzione dei controlli mouse per la mira di precisione è una di quelle aggiunte che cambiano radicalmente la percezione del gioco. Funzionano sorprendentemente bene e restituiscono una sensazione di controllo sempre precisa e accurata. Mirare con il mouse mentre si sposta Marston con la levetta analogica sembra quasi "barare", ma è così appagante e naturale da risultare assuefacente.
Non metto indubbio che la versione per PC sia una realtà oramai consolidata, l'ho anche acquistata per poterla provare sia su Steam Deck che sui vari handheld che girano per il mio ufficio, ma, al netto dell'assenza delle immancabili mod, la versione per Switch 2 risulta più curata sotto praticamente ogni aspetto.
È anche vero che in queste riedizioni il multiplayer continua a essere assente, ma questo è un dettaglio che pesa meno, soprattutto perché è normale che Rockstar non voglia cannibalizzare la base di utenti già presente sul sequel.
Il bandolo della matassa è tutto lì alla fine. Preservare un'opera è sacrosanto, volerne massimizzare le entrate continuando a renderlo disponibile sulle piattaforme più recenti è anch'essa un'operazione comprensibile. Il come farlo, però, è il vero ago della bilancia e Rockstar sembra averlo capito.
Red Dead Redemption è un titolo con un'importanza storica quasi opprimente, alla pari di mostri sacri come Ocarina Of Time, Mario 64 e Metal Gear Solid. È uno di quei titoli che invogliano a essere rigiocati, che scorrono con naturalezza, che riescono ancora a raccontare una storia potente senza bisogno di reinventarsi. Questo aggiornamento non stravolge l’esperienza originale, ma la rifinisce con intelligenza, rendendola finalmente degna della sua fama anche su hardware portatile.
La versione per Nintendo Switch 2 non stravolge l’esperienza originale, ma la rifinisce con intelligenza. Il suo essere la migliore versione per console, e la migliore versione per hardware portatile, nasce proprio dal fatto di trovarsi di fronte a un porting curato, che sfrutta a dovere l'hardware su cui gira, introducendo piccole novità interessanti e, soprattutto, non limitandosi a essere una trasposizione frettolosa, e senza amore, come quella uscita precedentemente su PC e console.