PlayStation ha aperto un nuovo sondaggio pubblico dedicato all’esperienza degli utenti su PS5, ma la consultazione si è rapidamente trasformata in un altro terreno di scontro sul futuro dei giochi fisici. Numerosi giocatori stanno infatti sfruttando gli spazi di risposta libera per contestare la decisione di Sony di interrompere la produzione dei dischi destinati alle nuove uscite.
Secondo quanto riportato da IGN, il questionario può essere compilato dal pubblico adulto e affronta diversi aspetti dell’ecosistema PS5. Le domande riguardano la qualità delle esclusive, il catalogo software, l’interfaccia della console, le prestazioni dei giochi, le funzioni online e il controller DualSense.
Il modulo si spinge anche oltre l’hardware Sony, chiedendo ai partecipanti quali altri sistemi possiedano, tra console Nintendo Switch, PC da gaming e visori per la realtà virtuale. L’obiettivo sembra quindi essere quello di ottenere un quadro più ampio delle abitudini del pubblico e del modo in cui PS5 si inserisce in un mercato sempre più multipiattaforma.
Il punto più discusso, però, non compare esplicitamente tra le domande. Il sondaggio non chiede direttamente un parere sui giochi su disco, ma alcune sezioni permettono di motivare le proprie risposte. È proprio lì che una parte della community sta inserendo messaggi contrari alla svolta digitale annunciata dall’azienda.
La reazione mostra quanto il tema resti sensibile. La protesta non si è esaurita con l’annuncio iniziale e, nelle ultime settimane, ha continuato a emergere sotto video, presentazioni e comunicazioni ufficiali di PlayStation. Anche una consultazione generale sulla soddisfazione degli utenti è così diventata un’occasione per ribadire richieste legate alla proprietà, alla conservazione e al mercato dell’usato.
Il contesto è noto: Sony Interactive Entertainment ha comunicato che da gennaio 2028 la produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation verrà interrotta. Le uscite precedenti alla scadenza non saranno coinvolte, mentre i titoli successivi saranno proposti in formato digitale sia sul PlayStation Store sia attraverso i rivenditori.
La scelta è stata motivata con il cambiamento delle preferenze dei consumatori e con il peso crescente della distribuzione digitale. Una parte dei giocatori, tuttavia, continua a vedere nel supporto fisico una garanzia di scelta, oltre che uno strumento per prestare, rivendere o conservare nel tempo i propri acquisti.
Lo stesso dibattito aveva già alimentato indiscrezioni su un possibile rinvio del piano. Come spiegato nel nostro approfondimento sul possibile slittamento dello stop ai dischi PlayStation, quelle ricostruzioni non hanno ricevuto conferme ufficiali e sono state anche contestate da figure dell’industria.
L’arrivo del sondaggio pubblico segue inoltre le notizie su una diversa consultazione rivolta agli sviluppatori. La vicinanza temporale fra le due iniziative ha riacceso le speranze di chi vorrebbe un ripensamento, ma non rappresenta una prova di un cambio di strategia. Raccogliere feedback da consumatori e partner può servire a misurare gli effetti della decisione senza implicare necessariamente una retromarcia.
Il malcontento si è già espresso attraverso altre iniziative, compreso il PS Blackout organizzato ad agosto. Il nuovo questionario offre però un canale direttamente legato alla ricerca di mercato di PlayStation, ed è per questo che molti utenti lo considerano un’occasione utile per far arrivare la propria posizione all’azienda.
Per ora, dunque, la linea ufficiale non cambia: lo stop alla produzione dei dischi per le nuove uscite resta fissato al 2028. Il sondaggio dimostra soprattutto che, a distanza di mesi dall’annuncio, la discussione sul futuro fisico di PlayStation è tutt’altro che chiusa.