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PS Vita, Sony ha provato a farla fuori per anni? “Era un fallimento”

La chiusura del suo store era inevitabile? Ce ne parla un ex dipendente Sony.

È passata poco più di una settimana dall’annuncio di Sony in cui svelava la chiusura imminente di PlayStation Store per le console old-gen, comprese le sue portatili come PS Vita.

Lo store digitale di PS3 e di PSP rimarrà attivo fino al 2 luglio, mentre quello di PS Vita chiuderà il prossimo 27 agosto.

I giocatori non hanno preso molto bene la notizia, poiché in seguito alle date prestabilite non sarà più possibile recuperare tutte quelle opere che non sono mai state pubblicate in versione fisica.

La casa giapponese ha rassicurato gli utenti, dichiarando che prima della chiusura sarà possibile effettuare nuovi acquisti e scaricare i contenuti comprati in precedenza.

Tuttavia la questione sembra non essere così semplice, poiché due fastidiosi errori continuano ad apparire ad ogni tentativo di download sullo store.

Ad inasprire ulteriormente gli utenti una recente notizia secondo la quale Sony avrebbe avuto in programma di interrompere il supporto di PS Vita già dal 2016/2017.

Come riportato da PlayStation LifeStyle, a dichiararlo è stato un ex dipendente Sony, che durante un AMA su Reddit ha detto che «Sony vede PS Vita come un fallimento».

La fonte anonima ha anche aggiunto che la console portatile avrebbe «mancato praticamente tutti gli obiettivi di vendita».

Durante lo stesso AMA, i motivi dello shutdown di PlayStation Store per la vecchia console online erano stati ricondotti principalmente ai costi legati alla manutenzione.

A detta dell’informatore, la casa giapponese avrebbe iniziato a considerare l’idea di staccare la spina in seguito al famigerato hack del 2011:

«Fin dall’incubo dell’hacking del 2011, Sony è terrorizzata dalla parola “hack”o da qualsiasi potenziale intrusione di rete.

Proprio per questo, in seguito a quell’evento è stata accantonata anche l’idea che prevedeva dei trofei per PSP».

Per la stessa ragione, abbiamo appreso, il platform owner nipponico avrebbe optato per un formato proprietario per le sue memory card anziché uno di quelli già affermati sul mercato.

Alla domanda di un utente riguardo alla propensione di Sony ad abbandonare delle IP tanto amate, l’ex dipendente ha risposto che il gigante di Tokyo tende ad accantonare tutti i progetti che non funzionano dal punto di vista commerciale.

Questo spiegherebbe soltanto parzialmente l’accantonamento di Days Gone 2, in favore prima di Uncharted 5 e poi di una nuova proprietà intellettuale con maggiori chance in termini di popolarità.

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