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Pokémon Unite sarà il prossimo fenomeno di Twitch?

Con molto ritardo, i Pokémon si danno ai moba. E fanno bene.

Vedendo Pokémon Unite, viene da pensare perché nessuno abbia mai pensato a realizzare un moba sui mostriciattoli di Nintendo non dico dieci anni fa, ma almeno cinque, soprattutto con la crescita prepotente di Twitch. Quando il titolo fu annunciato l’anno scorso ci fu una reazione abbastanza tiepida, perché pensare di poter entrare nell’affollato settore dei giochi strategici competitivi di questo tipo nel 2021 è abbastanza una follia. Ma non tutti hanno la licenza più forte del mondo videoludico, una delle più potenti di tutta la cultura pop odierna.

Mentre aspettiamo che anche Nintendo provi a fare uno spin-off di Smash in versione moba, le creature tascabili sembrano fatte apposta per essere incasellate nelle classiche categorie dei personaggi di un moba. Snorlax è il tank, Scorbunny un dps, Machamp un lottatore, Wigglypuff il support e Gengar il jungler. Davvero, The Pokémon Company, perché non ci avete pensato anni fa? Non serve neanche stare ad inventarsi neanche il granché di mosse perché, pure lì, basta pescare a caso per creare lo skillset dei personaggi.

Negli anni SMITE, Wild Rift, Arena of Valor e ovviamente i mostri sacri League of Legends e DOTA 2 (pace all’anima di Heroes of the Storm, che ho tanto amato ma che ormai è praticamente un’ombra) hanno tutti trovato il loro posto ormai. Se il titolo di Riot Games è un fenomeno culturale che travalica ormai il videogioco da anni, gli altri hanno tutti la loro nicchia affezionatissima di pubblico che difficilmente si smuove da una piattaforma all’altra. Però quando qualsiasi cosa con scritto Pokémon sopra si butta sul ring è necessario fermarsi almeno un attimo a capire come stanno le cose.

Pronti.

Ho provato Pokémon Unite appena uscito pur non essendo un grande fan del brand. L’ho abbandonato da anni e lo seguo da lontano da curioso, tornandoci giusto quando capita con qualcosa che mi stuzzica particolarmente come New Pokémon Snap (qui trovate la recensione), ma gioco ed ho giocato per molto tempo ai moba. Soprattutto alla versione mobile di League of Legends, su cui ho passato moltissimo tempo.

Il titolo è curato da Tencent Games e TiMi Studio, sussidiaria del colosso cinese che ha sviluppato Call of Duty: Mobile. Gente che sul mercato del mobile gaming ha fondato la propria fortuna recente, che ha il polso della situazione e soprattutto ha le forze produttive per produrre dei videogiochi per smartphone e tablet che non sembrino delle pallide imitazioni di qualcos’altro. Perché sebbene Pokémon Unite sia disponibile da qualche ora su Nintendo Switch nella sua versione definitiva, il vero obiettivo di Tencent è quello di sfondare e distruggere il mercato mobile, dove le microtransazioni sono accolte senza ostruzionismo e videogiochi del genere fanno sfaceli.

Non fosse evidente questo obiettivo, sappiate che oltre all’inglese le lingue disponibili al momento sono il cinese, il cinese semplificato, il coreano e il giapponese. Pokémon Unite prima deve farsi strada su Twitch, dove ha le carte in regola per farsi notare, e poi piombare in picchiata sul mercato orientale dei giocatori da smartphone. E la bella notizia è che è pure dannatamente divertente.

Snorlax è un tank, con alcune mosse che addormentano i nemici.

Pokémon Unite all’assalto di Twitch, smartphone e tablet

TiMi ha fatto i compiti, li ha fatti bene ed ha evidentemente studiato tutto ciò che il segmento dei moba ha prodotto – nonché centrato perfettamente il target di riferimento. Le partite di Pokémon Unite durano dieci minuti (letteralmente, c’è un timer), il gameplay è accessibile ma nasconde tanti piccoli tecnicismi che lo rendono appetibile per chi vorrà cimentarsi nelle partite classificate o nel gioco più impegnato, ma soprattutto funziona, è divertente, ed è bello da vedere.

L’unica cosa di cui ancora non sono convintissimo è il sistema economico, perché Pokémon Unite viene definito in alcune sedi un “free-to-start” e non sono ancora incappato nel paywall che di solito viene inserito in questi contesti. Non c’è nessun elemento del genere nei menù di gioco, che come sempre è pieno di negozi differenti ed altrettante valute che servono a confondere proverbialmente l’utente – e non ha nemmeno senso che ci sia, considerato che il gioco deve durare potenzialmente all’infinito.

Ma i Pokémon possono essere sbloccati semplicemente con la valuta di gioco, e anche gli oggetti che si possono equipaggiare non costano così tanto da rappresentare realmente una meccanica pay-to-win. Di fatto ne bastano 4-5 per tutta la vostra schiera di personaggi visto che non si possono redistribuire prima di ogni partita.

Quando si schiaccia a canestro ci sono alcuni secondi di invincibilità da sfruttare.

Il fatto è che Pokémon Unite è puramente divertente, nel senso più semplice del termine. Il sistema di punteggio contribuisce in maggior misura a renderlo un moba fresco rispetto a tutti gli altri. Per vincere bisogna collezionare più punti possibile entro la fine del countdown, i quali si raccolgono abbattendo i Pokémon selvatici, oppure vengono lasciati dagli altri Pokémon degli allenatori che vengono sconfitti. I punti vanno schiacciati a canestro dentro dei bersagli, due per ogni corsia e uno centrale davanti allo spawn della squadra, i quali si distruggono quando raccolgono 100 punti.

In questo modo più si sta vincendo e più si deve avanzare verso il nucleo del team avversario, andando a ribaltare la spirale esplosiva che di solito si ha nei moba quando si comincia ad avanzare parecchio. Nei due minuti finali della partita, inoltre, tutti i punti ottenuti vengono raddoppiati, quindi una squadra ben organizzata ha la possibilità di ribaltare la partita o, chiaramente, solidificare il proprio vantaggio.

I Pokémon possono evolvere durante la partita, quelli che possiedono evoluzioni almeno.

Altra chicca: il punteggio della partita non è mai visibile. Viene comunicato attraverso dei messaggi testuali durante la partita che descrivono la differenza tra le due squadre come “stiamo vincendo con distacco”, “facciamo fatica a recuperare”, “è una lotta serrata”, e così via. Questo elemento aggiunge pepe alla partita, perché di fatto non si è mai sicuri di come stia andando veramente il match, se non per proprie supposizioni e calcoli.

Il gioco poi è veloce, i cooldown delle abilità sono brevi e non c’è mana da spendere per lanciarle, così come il respawn arriva a circa venti secondi massimo negli ultimissimi istanti della partita. Il tutto gira a 60fps, anche in portabilità, che possono essere scalati anche a 30 nelle impostazioni nel caso abbiate una connessione non troppo performante (magari in wireless) o non vogliate sovraccaricare la batteria della vostra Switch.

Sì sì ok, fammi giocare.

E, siano lodate le divinità del multiplayer online, c’è un sistema di lobby e group party decente. Ci voleva Tencent (e ovviamente il futuro cross-play su mobile) per costruire finalmente un’esperienza multiplayer made in Nintendo che fosse degna del nome stampato sulla copertina. Gli inviti per gli amici di Pokémon Unite sono facili da gestire (con ID della lobby in vista perfetta per giocare con la community di Twitch), così come gestire il matchmaking e la chat vocale. Venendo da una serie di esperienze su console Nintendo che mi hanno messo a dura prova in questo senso, da Super Smash Bros. Ultimate a Mario Golf: Super Rush, passando per Super Mario Party, tutto questo non sembra vero.

Al di là delle polemiche che sono scaturite dall’annuncio, ce ne fossero di esperienze multiplayer online così solide su Switch. Pokémon Unite ha anche una corposa supercazzola per i fan della serie che giustifica l’esistenza di un’arena in cui dei Pokémon si prendono a ceffoni, devono catturarne altri, e poi tirare delle palle energetiche dentro ad un canestro. Tutto poco interessante onestamente, ma va bene che ci sia. Aspetto solo che inseriscano Squirtle anche nella versione finale del gioco.

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