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PlayStation si schiera sul diritto all’aborto, dopo le polemiche

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la sentenza sul diritto all'aborto.

Il tema dell’aborto è sicuramente molto delicato, specie negli Stati Uniti d’America. Ora, Sony PlayStation sembra essersi ufficialmente schierata sull’argomento.

Dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la sentenza sul diritto all’aborto, legalizzato nel 1973, i singoli Stati potranno applicare le leggi in materia liberamente.

Texas e Missouri lo hanno già vietato all’interno dei loro territori, cosa questa che sta facendo seriamente discutere.

In precedenza, Sony sembrava favorire una posizione più neutrale, sostenuta dall’amministratore delegato di PlayStation Jim Ryan che, secondo quanto riferito in una mail aziendale interna, avrebbe affermato che i dipendenti dovrebbero “rispettare le differenze di opinione” sui diritti all’aborto.

Tuttavia, con la notizia di oggi relativa alla Corte Suprema, diversi studi sotto il marchio PlayStation hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno dei diritti dell’aborto (via The Gamer), tra cui Sucker Punch, Santa Monica, Guerrilla Games, Media Molecule, Sony London Studios, Bend Studio, Naughty Dog e Insomniac.

Le dichiarazioni sono state rilasciate a getto continuo, tutte a sostegno del diritto all’aborto, tanto che anche altri studi appartenenti a Sony potrebbero rilasciare dichiarazioni simili nel corso della giornata.

A quanto pare sembra esserci stato un cambiamento di opinione all’interno dell’azienda, soprattutto vista la posizione controversa di Ryan, sebbene resta anche aperta la possibilità che tutti questi studios stiano rilasciando dichiarazioni senza l’approvazione di Sony stessa, anche se a tal proposito mancano le conferme del caso.

Al di fuori dell’industria del videogioco, molte altre grandi aziende hanno dimostrato il loro sostegno ai diritti dell’aborto offrendosi di coprire le spese di viaggio per i dipendenti che desiderano abortire al di fuori del proprio Stato.

Disney, Netflix e Amazon sono solo alcune delle aziende che si sono impegnate a rimborsare le spese di viaggio dei propri dipendenti, anche se resta da vedere se questa diventerà una politica a livello mondiale oppure no.

Cambiando per un attimo argomento, il nuovo PlayStation Plus è arrivato in tutto il mondo, ma i giocatori stanno riportando dei problemi con i giochi classici.