Overlord Recensione

By |1 settimana fa|Categories: CINEMA, IN EVIDENZA|Tags: , , |

Ci ragionavo di recente in uno speciale dedicato alla Seconda Guerra Mondiale e gli zombi. La combinazione vincente, che videoludicamente ha trovato la sua forma a partire da Return to Castle Wolfenstein, manca ancora di un degno capostipite nella cinematografia, nonostante il recente passato abbia cercato di affrontare questo accattivante mix in più di un’occasione. I risultati in questo campo, però, non sono stati sempre entusiasmanti a causa di un’interpretazione spesso troppo parodistica o fallacemente seriosa.

Parafrasando in termini culinari la faccenda, senza ricetta non bastano gli ingredienti portare a termine a un buon piatto: sono fondamentali tecnica e metodo. Immaginatevi una pasta alla carbonara in cui si fanno cuocere insieme in acqua bollente pasta, uova e guanciale. Non può essere considerata certamente una carbonara, e oltretutto il risultato appare men che meno invitante.

A maggior ragione per  una nuova ricetta, bisogna continuare a sperimentare tentativo dopo tentativo, sperando che ogni volta possa essere quella definitiva.

Così abbiamo varcato la soglia del cinema allestito per l’anteprima di Overlord, il nuovo film di J. J. Abrams e Lindsey Weber diretto da Julius Avery e scritto da Billy Ray e Mark L. Smith , e abbiamo trovato la soluzione a questo dilemma.

Un manipolo di soldati è pronto per paracadutarsi al di là del fronte nazista, che sta cercando di resistere all’avanzata dello sbarco alleato sulle coste francesi. Le nuvole del cielo sono squarciate dai boati dell’antiaerea tedesca. I bombardieri colpiti dal rosso delle esplosioni cadono, mentre alcuni militari rimangono uccisi dalle mitragliatrici pesanti che perforano facilmente le fusoliere.

Tutto sembra fermarsi, la guerra sembra decretare la morte come l’unica vincitrice del conflitto, tra la battuta di chi è troppo duro da farsi spaventare, mentre il debole, si chiede incessantemente chi gliel’abbia fatto fare. Alla fine in pochi arrivano al punto di ritrovo, circondati da più nazisti di quelli che ci si potrebbe immaginare. Nonostante le scarse risorse umane, rimane l’obiettivo imprescindibile di far saltare una torre radio, tramite cui i tedeschi potrebbero anticipare l’arrivo della seguente ondata di bombardieri nemici e organizzare la controffensiva e distruggere i sogni di speranza dell’attacco alleato.

Come se non bastasse, proprio in quell’avamposto uno scienziato pazzo effettua strani esperimenti sui cadaveri che riprendono vita dopo la morte e che sembrano decisamente più forti di qualunque umano. 
Per fortuna una ragazza e il fratellino, nel loro buon cuore, sono pronti a interrompere i veri orrori che vivono quotidianamente e nascondono gli americani in città con la voglia di aiutarli nella loro impresa, per ritrovare l’agognata libertà.

Overlord è evidentemente prima di tutto un tentativo. E’ un esperimento sorretto da un modo di fare cinema d’esperienza che mette a schermo una sceneggiatura da War Movie, macchiata dalla presenza di zombi quasi inconsapevolmente dal tanto risulta naturale. Con grande sorpresa il mix funziona su tutte le chiavi di lettura. Il climax horror è costante e incessante, parte da un inizio insospettabile e culmina nelle scene finali in cui dà libero sfogo al paradosso zombi.

Parimenti anche lo sviluppo da War Movie non tradisce e dopo un inizio a elevata intensità, rallenta in attesa dell’apice conclusivo. Entrambi i filoni narrativi seguono la propria strada per poi unirsi ed esaltarsi a vicenda l’un l’altro. Nessuno dei due risulta particolarmente coraggioso o inedito, ma insieme trovano indubbiamente la chiave vincente.

Come anticipavamo il plot non racconta niente di nuovo, ma lo fa con grande coerenza, con l’ impatto di una recitazione diretta, un’ambientazione forte e una fotografia satura, vivida. Quest’ultima è evidentemente in contrasto con gran parte della produzione dei film di guerra che tende ad allontanare nei colori tenui un contenuto emotivamente forte.

Fin da subito su questo punto si percepisce una nota dissonante nella marcia di Overlord che trova ragion d’essere nella chiave della sonata macabra degli zombi, come un accordo diminuito che cade poi sull’accordo minore. Un’integrazione totalmente indolore, che rimane sempre in bilico tra il serio e l’improbabile, in una cornice della Seconda Guerra Mondiale che non ci fa mai capire se gli “orrori” sono quelli commessi dai nazisti o quelli dei mostri scatenati dal morbo, oppure tutti e due.

Immaginatevi di togliere i muscoli e le super armi a William B.J. Blazcovice ai nazisti e il risultato è incredibilmente vicino a quello di Return to Castle Wolfenstein, mentre a livello di ambientazione, colori e atmosfere lo spin off del nuovo reboot, the Old Blood, sembra proprio un evidente punto di ispirazione per Overlord.

Il cast alla cui guida troviamo Jovan Adepo, seguito da Wyatt Russell, Jacob Anderson, Pilou Asbæk, Iain De Caestecker, John Magaro, Bokeem Woodbine. manca di un effettivo nome di richiamo. Tutti dimostrano comunque una buona esperienza generale e una grande immedesimazione nei ruoli, nonché un’ottima scelta in fase di casting. Ogni attore calza a pennello nelle vesti del suo personaggio e, pur senza virtuosismi, non abbiamo trovato a memoria problemi con l’interpretazione, cha abbiamo potuto apprezzare in lingue originale.

+ Estremamente credibile nel suo essere incredibile
+ D'impatto in ogni singolo aspetto
+ Ricalca le incredibili atmosfere di Wolfenstein
- Potrebbe spiazzare

8.6

Se siete alla ricerca di una originale trasposizione cinematografica dell’esperienza videoludica di Wolfenstein, siete nel posto giusto. Overlord dimostra che war movie e zombi possono convivere in una riproposizione da “horror di guerra” senza per forza scadere nel parodistico o essere traditi dalla propria eccessiva serietà. Vibrante nei colori, dalle immagini forti, eccessivo nelle scene senza arrivare al punto di rottura, il film 20th Century Fox è un esperimento riuscito, molto. Funziona sia come film di guerra a patto di avere uno stomaco forte e come zombi movie, a patto che accettiate il fatto che i non morti non sono gli unici orrori che vi troverete innanzi. Provare per credere.