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Il nuovo PlayStation Plus non è la risposta a Game Pass, e va benissimo così

Ha davvero senso paragonare PS Plus 2.0 al 'rivale' Xbox?

Era nell’aria da settimane (anzi, a dire il vero da mesi), ma lo scorso 29 marzo è finalmente arrivato l’annuncio ufficiale: il nuovo PlayStation Plus e realtà, con un debutto previsto a giugno 2022 in tutto il mondo, per la gioia dei possessori di console Sony, current e old-gen.

La prossima estate, infatti, PlayStation Plus e PlayStation Now saranno “fusi” in un servizio di abbonamento PlayStation Plus riveduto e corretto, che offrirà di conseguenza una maggiore scelta all’utenza attraverso tre livelli di abbonamento pensati ad hoc, il tutto accompagnato da una valanga di titoli, anche e soprattutto legati alle passate generazioni PlayStation (con somma gioia dei nostalgici incalliti). PlayStation Now, servizio a cui Sony non ha mai veramente creduto fino in fondo, passerà quindi alla nuova offerta PlayStation Plus e non sarà più disponibile come abbonamento standalone.

L’abbonamento di Sony dal prossimo giugno proporrà quindi diverse tier di iscrizione, per un catalogo molto più ampio di giochi gratuiti inclusi nel servizio. Inutile dire che la prima cosa che è balenata in mente alla stragrande maggioranza di persone è il paragone con Xbox Game Pass Ultimate, servizio ormai rodatissimo e che ha permesso alla Casa di Redmond di ottenere numerosi consensi in questa e nella passata generazione Xbox.

Ora, come si suol dire in questi casi, «il gioco si fa duro». Ma i duri, più che iniziare a giocare, hanno iniziato a fare le pulci ai prezzi, ai giochi e alle disponibilità effettive messe sul piatto da Sony col suo nuovo PS Plus, in modo da comprendere a pieno se – e, soprattutto, in che modo – Xbox Game Pass possa davvero aver trovato un competitor all’altezza.

Non chiamatelo PlayStation Game Pass

Piccolo passo indietro: dopo l’annuncio, molti appassionati hanno iniziato a storcere il naso specie per via del prezzo delle iscrizioni, più elevato rispetto a quanto proposto da Microsoft. Game Pass, infatti, è disponibile in soli due livelli: quello  base, disponibile su Xbox o PC, è disponibile al prezzo di 10 euro al mese e dà accesso a una libreria di giochi Xbox One, Xbox Series X/S o PC.

Il livello superiore Game Pass Ultimate, costa invece 15 euro al mese e comprende sia la versione console che quella PC, con la possibilità di accedere al cloud gaming da qualunque dispositivo mobile in nostro possesso.

Su questo punto, c’è davvero poco su cui dibattere: se risparmiare è per voi un problema, a questo giro carta canta. L’opzione Essential di Sony è infatti proposta a 8,99 euro al mese, 24,99 euro ogni tre mesi o 59,99 euro all’anno, mentre la Extra ha un prezzo fissato a 13,99 euro al mese, 39,99 euro ogni tre mesi o 99,99 euro all’anno.

Dulcis in fundo, l’opzione Premium, proposta a 16,99 euro al mese, 49,99 euro ogni tre mesi o 119,99 euro all’anno. Tre modalità messe sul piatto senza troppi fronzoli, senza la volontà di fare la guerra a Xbox né di proporre un servizio al ribasso: vuoi tutti i migliori servizi e giochi PlayStation, modellati attorno alle tue esigenze? Prendere o lasciare.

 

Una rivoluzione dalle idee chiare

Sony ha inoltre già chiarito che non saranno inclusi nuovi giochi gratis al day-one, vale a dire neppure con l’iscrizione Premium, tanto che il confronto con la proposta offerta da Xbox Game Pass Ultimate inizia da subito a perdere credibilità.

E se Microsoft non sembra aver perso occasione per lanciare una frecciatina a Sony in seguito all’annuncio del nuovo PS Plus, i grandi vantaggi del servizio in abbonamento Xbox – chiari e lampanti come il sole – non sono mai stati messi veramente in discussione. Il fatto che il colosso di Redmond offra di fatto nuovi giochi gratis disponibili al giorno del lancio, siano questi titoli targati Xbox Game Studios o terze parti, non scomoda Sony dal puntare anche e soprattutto su un diverso tipo di utenza, meno ansiosa di dover necessariamente mettere le mani su qualcosa al day-one per il solo gusto di farlo.

I 12,99 euro mensili del piano Xbox Game Pass Ultimate sono infatti un’offerta che definire enorme è poco, vista anche la possibilità di giocare in streaming via cloud, usufruire del multiplayer di Xbox Live Gold e anche di EA Play. Ma la rinnovata offerta di Sony si fonda su basi quasi diametralmente opposte, o perlomeno abbastanza diverse da giustificare un prezzo più alto e un elenco di abbonamenti pensati in primis verso i nuovi clienti, con quelli attuali utenti chiamati a sottoscrivere i piani Extra o Premium così da mettere mano a un enorme pezzo di storia videoludica.

Un catalogo che conta «fino a 400 giochi PS4 e PS5» che dovranno essere scaricati e che includerà titoli di prime e terze parti. Perle come Death Stranding, God of War, Marvel’s Spider-Man, Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, Mortal Kombat 11 e Returnal, ha preannunciato Sony. La vera punta di diamante è però un’altra: i videogiochi PS1, PS2 e PSP rientreranno nell’offerta riservata a chi si iscriverà a PS Plus Premium, ovvero il tier più elevato del servizio in abbonamento.

Premium, quindi, probabilmente prenderà in toto il catalogo attuale di PlayStation Now – che ancora per qualche settimana sarà disponibile per i suoi abbonati – dando modo di recuperare una quantità di perle, 340 giochi dalle librerie di PlayStation 1, PlayStation 2, PSP e PlayStation 3.

Ma non è tutto: la possibilità di scaricare i giochi per PS1, PS2, PS4, PS5 e PSP e riprodurne alcuni in streaming, sarà un modo realmente sorprendente di mandare in brodo di giuggiole i nostalgici incalliti e i gamer più esigenti, nonché di dare modo alle nuove generazioni di godere di grandi classici la cui memoria storica va assolutamente preservata. E no, non potrete scaricare giochi per PS3. Potrete solo eseguirli in streaming, che vi piaccia oppure no.

Altra notevole differenza tra i due servizi in abbonamento è che Xbox mette i suoi giochi first party su Game Pass al momento del lancio. Sul nuovo PS Plus, Sony non adotterà questa strategia, almeno non da subito. In poche parole, ci saranno le esclusive Sony al day-one? No. Il boss di PlayStation Jim Ryan ha affermato, in una recente intervista, che al momento non c’è alcun motivo per farlo. E come dargli torto: giochi AAA come Horizon Forbidden West o Gran Turismo 7 sono già dei must buy in grado di scalare le classifiche senza bisogno di alcuna “spintarella”, né dell’immediatezza di un servizio in abbonamento. Ergo, God of War Ragnarok disponibile su PS Plus è e resterà un miraggio.

Il futuro è PlayStation Plus 2.0

Insomma, mettere i due servizi a stretto contatto, immaginando di trovarli sullo stesso piano, è un concetto che lascia il tempo che trova. Il nuovo PS Plus ha obiettivi completamente diversi, un target quasi del tutto diverso e – ovviamente – dei prezzi completamente differenti. La mossa di Sony viaggia quindi su un binario parallelo a quello della Casa di Redmond e riconferma, come se ce ne fosse bisogno, che il mondo del gaming è in continua trasformazione. E con lui, il mercato intero.

Se ciò sarà o no un bene per l’industria dei videogiochi nella sua interezza lo scopriremo con probabilità solo nei prossimi anni, quando questa current-gen entrerà veramente nel vivo sganciando i suoi pezzi da novanta.

Ora come ora possiamo solo immaginare come questo sia solo l’inizio di una nuova filosofia del gaming che vede nel nuovo PlayStation Plus (o PS Plus 2.0) e nell’offerta in abbonamento Microsoft la loro massima ragion d’essere. E va benissimo così.

Se volete entrare nella next-gen di casa Microsoft, potete approfittare dell’offerta di Amazon su Xbox Series S; se invece siete interessati a una recente e apprezzata esclusiva PlayStation, Horizon Forbidden West può essere vostro a un prezzo speciale.