SEGA accusata di minacciare i lavoratori che chiedono sindacalizzazione

Con un'accusa pesantissima, SEGA of America sembra che abbia minacciato di licenziare gli sviluppatori che chiedono di creare sindacati.

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a cura di Valentino Cinefra

Staff Writer

Il tema del lavoro nel mondo dei videogiochi è particolarmente sentito in questo 2023, con la serie di licenziamenti che hanno colpito l'industria e che, nel caso di SEGA of America, sono usati come minaccia per chiunque chieda di creare dei sindacati.

L'azienda produttrice di Sonic, il cui ultimo capitolo trovate su Amazon, è al centro di una storia molto pesante che riguarda, appunto, il rapporto con la propria forza lavoro.

Come riporta Games IndustryCommunications Workers of America (CWA) hanno presentato una pratica di lavoro sleale per conto della Allied Employees Guild Improving Sega (AEGIS) dopo che SEGA avrebbe proposto un piano per "eliminare gradualmente" i lavoratori temporanei entro febbraio 2024 e esternalizzare i ruoli in Europa e Giappone.

Elise Willacker, tester temporanea del QA e membro di AEGIS, ha affermato che ciò interesserebbe circa 80 persone nell'unità di contrattazione del sindacato.

Willacker ha spiegato la situazione:

«I miei colleghi del comitato di contrattazione non sono stati informati del fatto che questa proposta sarebbe stata annunciata al resto dell'azienda poche ore dopo l'incontro, e prima che qualcuno avesse la possibilità di rivedere o formulare una risposta. È scoraggiante vedere tali azioni da parte di Sega, poiché dimostra inequivocabilmente una contrattazione in malafede e un rifiuto di riconoscere i preziosi contributi di una parte significativa dei nostri colleghi.»

Il mondo dei videogiochi non ha sempre a disposizione un sindacato per ogni categoria che ne fa parte, e non sempre capita che gli sviluppatori riescano a crearne uno come capitato a CD Projekt Redad esempio. E, quando c'è anche l'ostruzione delle aziende, la creazione di uno di essi è ancora più complicato.

«A SEGA non sarà permesso di farla franca con questo comportamento illegale», continua Willacker, dichiarando le intenzioni del gruppo di cui fa parte:

«Chiediamo alla società di rendere permanenti tutti i dipendenti temporanei e di tornare al tavolo delle trattative in buona fede. Non c'è altra giusta alternativa.»

Attendiamo a questo punto un chiarimento ufficiale da parte di SEGA, perché la questione è decisamente importante. E pensare che, qualche ora fa, il COO aveva parlato in maniera entusiasta degli studi di proprietà dell'azienda nipponica.