PlayStation è tornata a celebrare i suoi primi trent'anni con un oggetto decisamente fisico. PlayStation: The First 30 Years, il monumentale volume realizzato insieme all'editore britannico Read-Only Memory, è ordinabile nell'edizione Standard e inizierà a essere spedito nel novembre 2026.
Il progetto si presenta come una cronaca visiva della storia dell'hardware Sony. Le sue 400 pagine in grande formato aprono gli archivi di ricerca e sviluppo dell'azienda, mostrando prototipi mai visti, bozzetti, modelli di lavorazione e studi di design: dai primi esperimenti rimasti negli uffici fino alle forme definitive delle console che hanno portato il marchio da PS1 a PS5.
Non si tratta, insomma, di un semplice libro celebrativo. Il volume misura 375 × 295 millimetri, pesa 5 chilogrammi ed è stampato su carta artistica opaca con inchiostro argentato. Tra i contributi figurano quelli di figure centrali nella storia di PlayStation, come Ken Kutaragi, Teiyu Goto e Yujin Morisawa, mentre le fotografie sono firmate da Benedict Redgrove.
La pagina ufficiale di Read-Only Memory propone l'edizione Standard a 95 sterline, con custodia lavorata, dettagli tipografici in lamina e quattro segnalibri. La Deluxe costa 245 sterline, è limitata a 1.994 copie e aggiunge rilegatura a vista, cofanetto e una stampa firmata: al momento risulta già esaurita.
È però il formato stesso dell'opera ad aver acceso la discussione. Una parte del pubblico trova quantomeno ironico che Sony celebri la propria storia con un costoso oggetto da collezione mentre prepara l'uscita dal mercato dei giochi su disco. Nei commenti social sono tornati slogan come “No Disc, No Purchase”, insieme a domande sarcastiche sull'eventuale esistenza di un'edizione digitale del libro.
Il contesto rende la reazione facilmente comprensibile. Sony Interactive Entertainment ha annunciato che la produzione di dischi per tutti i nuovi giochi PlayStation terminerà da gennaio 2028. I titoli pubblicati prima di quella data non saranno coinvolti, ma le nuove uscite successive verranno distribuite soltanto in formato digitale.
La scelta è stata motivata con il cambiamento delle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso il digitale. Eppure il tema resta tutt'altro che chiuso: dati recenti hanno mostrato che le copie su disco pesano ancora nelle vendite PlayStation, soprattutto quando si parla di produzioni di richiamo e di pubblico console.
Per molti giocatori, infatti, il supporto fisico non è soltanto una confezione da esporre. Significa poter prestare, rivendere e conservare un gioco senza dipendere interamente da un account o dalla permanenza di un servizio online. È proprio questa idea di proprietà a rendere il confronto con il nuovo libro così immediato.
Naturalmente un volume da collezione e un videogioco sono prodotti diversi, con filiere e funzioni differenti. Il contrasto d'immagine, però, resta potente: PlayStation affida a carta, inchiostro e cinque chilogrammi di materiali la memoria del proprio passato, mentre il futuro dei suoi giochi si prepara a diventare interamente digitale.
Per gli appassionati di design industriale, PlayStation: The First 30 Years rimane un oggetto notevole e ricco di materiale raro. Per una parte della community, invece, il suo arrivo rischia di trasformarsi nell'ennesimo promemoria di ciò che il marchio ha deciso di lasciare indietro.