Sony ha assegnato una ricompensa da 50.000 dollari a un ricercatore noto come Jordy per la segnalazione di una vulnerabilità critica di PS5. Il caso ha però acceso una dura discussione nella scena homebrew, perché quella falla avrebbe potuto mantenere aperta la strada all'esecuzione di Linux sulla console.
Secondo il resoconto pubblicato da IGN, il problema riguarderebbe l'hypervisor di PS5 e le versioni del firmware comprese tra la 13.60 e la 14.00. Una vulnerabilità a questo livello può permettere l'esecuzione di codice nel kernel, superando uno degli strati con cui la console protegge il proprio sistema.
Jordy ha raccontato di aver individuato il bug con l'aiuto dell'intelligenza artificiale generativa e di averlo poi segnalato attraverso HackerOne, la piattaforma usata da PlayStation per il suo programma di bug bounty. L'IA, quindi, non avrebbe scoperto e documentato la falla in autonomia: il ricercatore l'avrebbe impiegata come strumento durante l'analisi tecnica.
La vulnerabilità non sarebbe stata del tutto sconosciuta alla comunità. Andy Nguyen, ingegnere di Google conosciuto online come theflow0, avrebbe trovato lo stesso problema nel 2025 mentre lavorava alla possibilità di avviare Linux su PS5. Jordy sostiene che inizialmente i due avessero concordato di non inviare subito la segnalazione a Sony, ma la comparsa di un altro ricercatore capace di arrivare alla stessa scoperta avrebbe cambiato la situazione.
Il nodo della polemica è soprattutto il tempismo. Una parte della scena homebrew avrebbe voluto conservare la falla almeno fino al debutto di GTA 6, previsto per il 19 novembre, così da aggiornare PS5 al firmware richiesto dal gioco senza perdere la possibilità di avviare Linux. Il tema si intreccia con le notizie recenti sul firmware PS5 14.10 e le conseguenze per GTA 6.
La modifica descritta dagli sviluppatori sarebbe una soluzione temporanea: il cosiddetto soft-mod scomparirebbe dopo un riavvio, consentendo alla console di tornare al funzionamento normale. Con una correzione distribuita da Sony, però, chi vuole preservare l'accesso alla vulnerabilità potrebbe dover mantenere la propria PS5 offline e rinunciare agli aggiornamenti più recenti.
Non ci sono indicazioni che i normali possessori di PS5 debbano compiere azioni particolari. La segnalazione offre invece a Sony l'opportunità di correggere la falla prima che possa essere sfruttata su larga scala. Un aggiornamento del firmware è già arrivato nei giorni scorsi, anche se non è stato confermato pubblicamente se sia stato distribuito proprio per chiudere questo specifico exploit.
La controversia mette così di fronte due prospettive difficili da conciliare. Da una parte, la comunità homebrew vede nell'exploit uno strumento per sperimentare con hardware regolarmente acquistato; dall'altra, il programma di bug bounty premia la divulgazione responsabile perché una falla nell'hypervisor può aprire scenari ben più ampi del semplice avvio di Linux.
Jordy ha spiegato che la ricompensa gli permetterà di trascorrere più tempo con la famiglia e di assistere la madre gravemente malata. Ha inoltre difeso la scelta di segnalare il problema: se più persone possono arrivare allo stesso risultato usando strumenti basati su modelli linguistici, mantenere il segreto diventa progressivamente più difficile.
Il caso mostra infine come l'IA stia accelerando anche la ricerca sulle vulnerabilità. Per Sony significa dover reagire più rapidamente; per la scena homebrew, invece, significa che gli exploit più preziosi potrebbero avere una vita sempre più breve prima di essere scoperti, segnalati e corretti.