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Pro
- Gotham open world completa e fluida in esplorazione.
- Umorismo, doppiaggio italiano e rispetto del canone.
- Batcaverna enorme e ottima in portatile.
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Contro
- 30 fps bloccati senza alternative.
- Modalità Caos breve e poco rigiocabile.
- Texture sfocate, pop-in e scatti sulla TV.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Informazioni sul prodotto
Quattro mesi. È il tempo che i possessori di Switch 2 hanno passato a guardare Gotham dalla finestra, mentre su PS5, XBOX Series X|S e PC il Cavaliere Oscuro di mattoncini girava da maggio. Quattro mesi sono un'eternità per un porting, e quando l'attesa si allunga così la domanda diventa una sola: ne è valsa la pena?
LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro approda sull'ibrida Nintendo il 18 settembre, in edizione Standard e Deluxe, e lo fa con l'intero pacchetto sotto braccio. TT Games e Warner Bros. Games ci hanno abituati a pensare che un rinvio equivalga a rifinitura, a un lavoro di lima fatto con calma per presentarsi senza macchie.
Il punto allora non è se il gioco sia bello, perché lo è già stato su tutte le altre piattaforme, ma se il tempo guadagnato si veda a schermo. La risposta, come vedremo, è meno lineare di quella che il marketing vorrebbe farci credere.
Questa recensione non rifà da capo il lavoro sulla campagna, che resta quella delle altre versioni. Guarda invece a ciò che interessa davvero a chi ha solo una Switch 2: che cosa si perde per strada, che cosa si guadagna girando per Gotham in treno o sul divano, e se la Mayhem Collection della Deluxe, con Joker e Harley Quinn al comando, giustifichi la spesa extra.
Bruce prima di Batman
La storia riparte dall'inizio, perché Bruce Wayne non nasce con il mantello. C'è il trauma, c'è l'ombra della famiglia Falcone, c'è il viaggio di formazione che lo porta fino a Ra's al Ghul e alla Lega delle Ombre, e infine c'è la nascita del simbolo. È un percorso che qualunque fan conosce a memoria, eppure il filtro LEGO riesce a renderlo nuovo senza tradirlo, con un rispetto del canone che sorprende in un gioco costruito per far sorridere.
Il merito è di un equilibrio che di solito salta. Da una parte c'è il Batman cupo, notturno, quello dei fumetti e dei film; dall'altra c'è il nonsense dei mattoncini, con le sue gag a ripetizione e i suoi personaggi che si prendono in giro da soli.
Qui le due anime non si pestano i piedi: la trama pesca da ottant'anni di fumetti, film e serie animate, e salta con disinvoltura da un immaginario all'altro, cucendo tutto in una biografia unica. L'umorismo non invade mai, e quando arriva funziona.
La galleria di comprimari e nemici fa il resto. Gordon, Catwoman, Robin, Nightwing e Batgirl compongono la famiglia allargata del Cavaliere Oscuro, mentre dall'altra parte della barricata si schierano Joker, Pinguino, Mr. Freeze, Poison Ivy e Bane.
I personaggi giocabili sono sette, Talia al Ghul compresa, e per i titoli di coda servono circa venti ore. Non è una campagna esile, è un viaggio con una durata onesta e un ritmo che non si perde per strada.
Il gioco che sa benissimo cosa vuole essere
Questo è un gioco LEGO, e chi cerca profondità sistemica ha sbagliato indirizzo. Il ciclo è quello di sempre, raccogli, costruisci, distruggi, ricostruisci, vai avanti. Il combattimento si ispira al flusso libero della trilogia Arkham, con attacchi concatenati, contrattacchi a tempo e un contatore di combo che premia chi non si fa toccare. Funziona, diverte, ma ha un limite: il ritmo degli scontri è identico per tutti, e dopo metà campagna la ripetizione si fa sentire.
Fuori dalle missioni c'è una Gotham open world divisa in quattro isole che si aprono man mano. Non è enorme, ma è densa, piena di scorci da cartolina, e la si attraversa planando col mantello, lanciandosi col rampino da un tetto all'altro o guidando la Batmobile.
Tra una missione e l'altra spuntano criminali da stanare, sfide a tempo, puzzle sui tetti e gare in auto. Qualche attività secondaria si somiglia troppo, e la parte stealth resta più decorativa che funzionale, ma sono difetti che scivolano via.
Il vero cuore pulsante, però, è la Batcaverna. Parte come una grotta piena di pipistrelli e si trasforma in una base operativa con oltre 250 oggetti, un centinaio di costumi e più di venti veicoli da sbloccare e piazzare dove si vuole. È il genere di meccanica che ti ruba le serate senza chiederti il permesso: sai che dovresti proseguire con la storia, e invece sposti un trofeo di due centimetri. Su una console portatile, per sessioni brevi, è un'idea quasi perfetta.
Anche sul fronte dell'accessibilità il gioco fa le cose per bene. La difficoltà si regola in qualsiasi momento, dalla modalità Classica con vite infinite fino all'Absolute, arrivata gratis su tutte le piattaforme in concomitanza con l'uscita su Switch 2.
Rigiocare i livelli in modalità libera non è obbligatorio per goderne il grosso, e questo è un passo avanti rispetto ai vecchi LEGO. Il neo è il cooperativo, limitato al locale a schermo diviso per due giocatori: niente online, e su una console da portare in giro è un'occasione sprecata.
La Modalità Caos funziona?
La Modalità Caos è il contenuto esclusivo della Deluxe Edition, il cui upgrade si può comunque acquistare anche se si possiede la versione standard. Non è un'estensione della campagna: Joker e Harley Quinn non si possono usare liberamente nell'avventura principale, perché la modalità è un'esperienza separata, raggiungibile dal menu in qualsiasi momento, anche prima di aver iniziato la storia del Cavaliere Oscuro.
Si parte benissimo. Una breve missione tra le mura dell'Arkham Asylum mette in scena la dottoressa Harleen Quinzel mentre cade nel fascino folle del suo primo paziente, il Joker, e la fuga che ne segue ha quel misto di ironia e cattiveria che il fumetto ha sempre saputo maneggiare. A dare la caccia ai due ci pensano Amanda Waller e la Task Force X, ed è una gioia, per una volta, stare dall'altra parte della barricata.
Il nucleo del gioco è un ibrido tra roguelite ed extraction shooter, con tutte le varianti del caso. Scegli il punto d'ingresso, completi gli obiettivi a schermo, raccogli più gettoni possibile e scappi col bottino prima che scada il tempo e arrivino Batman e Robin a farti perdere parte del malloppo.
Poi si torna al covo, nell'Amusement Mile, per spendere, comprare costumi e reclutare nuovi alleati. È un'idea intelligente e le prime incursioni, brevissime, sono un mordi e fuggi che funziona.
Il problema è quanto dura. Il breve arco narrativo si chiude e tutto lo sbloccabile si porta a casa in meno di cinque ore, dopodiché la voglia di rilanciare una partita a tempo solo per scorrazzare con Joker e Harley si spegne in fretta. Ha tutte le carte per diventare una modalità infinita e invece si limita a sfiorare l'idea. Un peccato vero, perché con un po' di profondità in più sarebbe stata la ragione principale per comprare la Deluxe, e invece resta un bonus simpatico.
I compromessi di una Gotham tascabile
Veniamo al punto che interessa a tutti. Su Switch 2 il gioco gira a risoluzione dinamica fino a 1080p, con framerate bloccato a 30 fps, senza una modalità prestazioni e senza una modalità qualità. Quello che vedi è quello che prendi. Su PS5 la stessa Gotham arriva in 4K e fino a 60 fps, quindi la distanza esiste ed è la prima cosa che salta all'occhio per chi viene dalle altre versioni. Per il download servono circa 23,7 GB, quindi un po' di pulizia sull'archiviazione conviene farla prima.
In portatile, invece, il risultato convince. Lo schermo piccolo nasconde molto, i 1080p dinamici restano nitidi, la Gotham notturna fatta di neon e pioggia fa ancora la sua figura e la batteria regge sulle tre o quattro ore di gioco continuo.
È la modalità in cui questa versione ha più senso, quella che giustifica da sola l'esistenza del porting. Un'intera città aperta senza caricamenti nell'esplorazione, nelle tue mani, mentre sei sul treno: all'epoca di Batman Arkham sarebbe sembrata fantascienza.
Sulla TV i limiti emergono. Le texture in lontananza si sfocano, i riflessi restano gradevoli ma sotto le altre versioni, e il pop-in si nota soprattutto quando si plana sopra i tetti. Nelle sequenze più affollate arrivano i cali di fotogrammi, e le difficoltà maggiori si concentrano proprio nella Modalità Caos, che sembra aver bisogno di ancora un po' di pulizia.
La verità sta nel mezzo, e va detto senza giri di parole. Chi parla di fluidità da manuale esagera, chi lo bolla come una catastrofe pure: il lavoro di TT Games è dignitoso, a tratti brillante, ma non è il capolavoro tecnico che un rinvio così lungo prometteva. Una patch di ottimizzazione farebbe bene a tutti, e la cosa migliore è che il gioco sotto non cambia. Se ti è piaciuto altrove, qui lo ritrovi tutto intero, con qualche sacrificio visivo da mettere in conto.