A oltre undici anni dalla sua uscita, Bloodborne continua a vendere: l'action RPG di FromSoftware, caratterizzato da un immaginario lovecraftiano, avrebbe superato le 251.000 copie vendute nel 2026. Un risultato raggiunto mentre i fan continuano a chiedere nuovi porting e una rimasterizzazione dell'esclusiva PlayStation.
A fornire le cifre è Rhys Elliott, responsabile dell'analisi di mercato di Alinea Analytics, che ha pubblicato i dati in un post su X. Secondo le sue stime, le vendite complessive del gioco avrebbero raggiunto 10,4 milioni di copie, sommando così gli acquisti effettuati nel corso della sua vita commerciale.
Alle vendite si affianca l'attività legata ai giochi gratis di PlayStation Plus: secondo Elliott, a ottobre oltre mezzo milione di persone avrebbe giocato al titolo attraverso il servizio. L'abbonamento rappresenta dunque un altro canale attraverso il quale il pubblico continua a frequentarlo.
I dati dell'analista descrivono anche gli incroci con altre produzioni dello studio: il 12% di questi giocatori avrebbe giocato anche a Elden Ring nello stesso mese, il 6% a Dark Souls III e il 5% a Sekiro: Shadows Die Twice. Elliott osserva che esiste un gruppo di appassionati che passa regolarmente da un'opera di FromSoftware all'altra.
Il gioco resta legato alla versione PS4, utilizzabile anche su PS5 grazie alla retrocompatibilità. Sulla console più recente il beneficio indicato riguarda una distribuzione più regolare dei fotogrammi, mentre l'esperienza conserva sostanzialmente le caratteristiche dell'edizione originale. Non si tratta quindi di una versione realizzata appositamente per sfruttare l'hardware della nuova piattaforma.
Sul fronte dei progetti di rifacimento, Bluepoint Games avrebbe proposto un remake prima della chiusura dello studio da parte di Sony nel 2026. La squadra responsabile del rifacimento di Demon's Souls avrebbe però incontrato l'opposizione di FromSoftware: sarebbe stato lo sviluppatore originale a respingere la proposta, anziché Sony.
L'ex dirigente Sony Shuhei Yoshida ha offerto una propria interpretazione di quel retroscena, richiamando il legame personale di Hidetaka Miyazaki con l'opera. A suo giudizio, il director sarebbe interessato a occuparsene direttamente, ma i suoi numerosi impegni gli impedirebbero di farlo. Yoshida ha inoltre ipotizzato che proprio quell'attaccamento lo porti a non volere affidare il progetto ad altri autori.