Parlare di FromSoftware significa affrontare uno dei cataloghi più influenti degli ultimi vent'anni di videogiochi. Lo studio guidato da Hidetaka Miyazaki non ha solo creato un genere, lo ha ridefinito più volte, passando dai corridoi labirintici di Lordran alle praterie sconfinate dell'Interregno, dal Giappone feudale di Sekiro ai mech di Rubicon. Mettere ordine in questa produzione è un esercizio tanto affascinante quanto rischioso: ogni appassionato ha il suo intoccabile, e ogni classifica è destinata a diventare materia di discussione.
Il criterio che abbiamo adottato non è quello dell'impatto storico, né quello delle vendite. Il metro di giudizio è la coerenza qualitativa: quanto ogni gioco riesce a mantenere alto il livello dalla prima all'ultima ora, senza cali di ritmo, aree riempitive o compromessi strutturali. È un parametro che premia la rifinitura e la compattezza, e che inevitabilmente ridisegna le gerarchie a cui siamo abituati. Chi si aspetta il colosso open world in cima alla lista, per esempio, potrebbe restare sorpreso.
Nella nostra classifica completa dei giochi FromSoftware trovate otto titoli messi in fila con motivazioni puntuali, dall'opera più compiuta a quella meno riuscita. C'è il capolavoro gotico che fonde estetica, bestiario e combattimento in un unico organismo perfetto; c'è il gioco che ha riscritto le regole del parry e della gestione della postura, rinunciando alle build RPG per puntare tutto sull'abilità pura; c'è la chiusura di una trilogia che funziona anche come resa dei conti emotiva, con alcuni dei boss più memorabili mai concepiti dallo studio.
Non mancano le sorprese. Elden Ring, pur candidandosi a miglior open world di sempre per costruzione del mondo e varietà del boss design, paga alcuni cedimenti nella seconda metà e un certo effetto filler nelle aree periferiche. Armored Core 6: Fires of Rubicon dimostra invece che la grammatica FromSoftware funziona benissimo anche lontano dai souls, con una personalizzazione granulare e un polish mai raggiunto prima dalla serie mecha. E poi c'è l'originale del 2011, insuperato per il suo level design interconnesso, e il capostipite che ha piantato il seme dell'intero genere pur con una qualità altalenante tra le sue aree.
In fondo alla lista, come prevedibile, si trova il capitolo più discusso della saga: world design frammentato, scelte meccaniche divisive, eppure ancora capace di offrire alcuni dei DLC migliori mai prodotti dallo studio. Perché il paradosso di FromSoftware è proprio questo: anche il suo gioco meno riuscito resta abbondantemente sopra la media del genere.
Chiudono il quadro le menzioni d'onore dedicate ai classici minori, da King's Field a Shadow Tower, titoli datati e di nicchia ma indispensabili per capire da dove arrivano le atmosfere opprimenti e la difficoltà punitiva che oggi diamo per scontate. Potete scoprire l'ordine completo, posizione per posizione, sfogliando la galleria dedicata: siamo certi che avrete qualcosa da ridire.