Nioh 2, il ritorno del Giappone demoniaco di Team Ninja – Recensione

Nioh 2 apporta piccole novità alla collaudata formula del capostipite e si limita a fare lo stretto necessario. Ve lo raccontiamo nella recensione.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 10 Marzo 2020 - 23:00

Dopo diverse demo e alpha che hanno accompagnato le fasi di sviluppo Nioh 2, l’idea che si è cementata attorno al soulslike di Team Ninja non è mutata granché nemmeno dopo le oltre sessanta ore di gioco della prova finale. Che Nioh 2 non volesse stravolgere la formula vincente del primo capitolo era piuttosto chiaro, così come è risultata evidente la volontà di apportare piccole migliorie per risolvere alcune delle criticità mostrate in precedenza, lasciando poco spazio alle novità davvero degne di nota.

Un nuovo eroe, muto e accondiscendente

Essendo un prequel ambientato circa un centinaio di anni prima, Nioh 2 si svincola dalle vicissitudini di William Adams e ci lascia scegliere le fattezze del nostro eroe, un metamorfo in grado di assumere una delle tre forme yokai disponibili grazie al supporto del proprio spirito guardiano, declinato in tre diverse categorie: feroce, bruto e spettro. Il primo tipo predilige la rapidità a scapito della violenza dei colpi; bruto è l’esatto opposto, mentre la tipologia spettro consente di eseguire attacchi magici dalla distanza. Riempire la barra preposta alla trasformazione non sarà tuttavia semplice e, in definitiva, la mutazione in yokai è l’asso nella manica da tenere ben stretto fin quando non si affrontano nemici molto coriacei o durante le boss fight. Anche i boss, esattamente come voi, potranno trasformarsi in versioni più potenti e devastanti, motivo per cui questa novità di Nioh 2 assume anche un ruolo strategico nell’economia degli scontri e delle diverse fasi delle battaglie.

Si consideri inoltre che all’interno delle missioni si possono trovare spesso delle aree immerse nel regno yokai, che migliora la potenza dei nemici e rende più lento il vostro recupero del Ki. Entrando all’interno di queste zone, i colori digradano d’improvviso in uno smorto bianco e nero, e per epurare questa sorta di maledizione sarà necessario sconfiggere i nemici più forti presenti nell’area, così da far tornare la situazione alla normalità e sbloccare i forzieri che erano tenuti serrati dall’incantesimo spiritico.

Nioh 2, il ritorno del Giappone demoniaco di Team Ninja – Recensione

La storia di Nioh 2 tratteggia il sanguinoso periodo Sengoku, il Giappone feudale del ‘500 in cui guerre intestine scoppiavano per decretare il dominio interno tra i signori della guerra. Prima che Hideyoshi Toyotomi succedesse a Nabunaga Oda, e prima ancora che quest’ultimo unificasse la Terra del Sol Levante, Nioh 2 reinterpreta in modo fantastico gli anni degli Stati Belligeranti facendo coesistere truppe di soldati e spiriti malevoli.

La storia è per larghi tratti molto triviale, con momenti spesso non necessari che fanno da apripista alle numerose missioni che si propongono all’interno della mappa del mondo, in maniera del tutto simile al primo Nioh. Il tenore della trama è quindi non troppo serioso, e al di là di qualche buon momento nel troncone finale, non c’è molto per cui esaltarsi. Se la narrazione e i diversi personaggi sono dunque poco più di un variopinto corollario che arricchisce in modo fantasioso la storia antica del Giappone, è il sistema di gioco evoluto ciò che farà davvero brillare gli occhi a chi ha amato il capostipite.

Oltre alla novità rappresentata dalle trasformazioni dei boss e del protagonista, a porsi in primo piano è la grande profondità nella personalizzazione del proprio stile di gioco. Si consideri infatti che determinati nemici rilasciano dei nuclei speciali che possono essere incastonati all’interno di due slot di cui ogni spirito guardiano dispone, coi costi di armonizzazione che si fanno più esosi all’aumentare del livello dei nuclei stessi. Associandoli ai tasti preposti, è possibile eseguire degli attacchi speciali che infliggono ingenti quantitativi di danni, a patto che abbiate accumulato punti sufficienti per poterli usare. Inoltre, risulta assai gradita l’aggiunta di due nuove tipologie di armi: il falcione e le accette, che ampliano ulteriormente la già vasta gamma di approcci ai combattimenti.

Nioh 2, il ritorno del Giappone demoniaco di Team Ninja – Recensione

Come se non bastasse, ciascuna arma (oltre alle magie, alle abilità da samurai e a quelle da demone) ha una sferografia in grado di far scegliere al giocatore quali elementi potenziare. Se si prediligono ad esempio impostazioni più possenti come odachi e asce ad impugnatura alta, potrete fare in modo che abilità attive e passive diano una spinta decisiva in tal senso, mentre se siete più favorevoli agli attacchi numerosi ad alta velocità e ai movimenti guizzanti, Nioh 2 vi consente di assecondare questa inclinazione, senza escludere le classiche vie di mezzo che lasciano ampio spazio a grandi sperimentazioni.

Way of the Samurai

In Nioh 2 tutti gli avversari, nessuno escluso, possono esibirsi in attacchi furiosi capaci di causare enormi danni. L’aura rossa di un nemico indica che sta per sferrare proprio un attacco esplosivo, ma tramite un contrattacco eseguito col giusto tempismo è possibile ribaltare subito la situazione. Se non si tratta di una meccanica mutuata da Sekiro poco ci manca, ma nel caso di Nioh 2 la finestra in cui eseguire il contrattacco è più ampia e non esistono più direzioni da cui arrivano le offensive. Semplicemente, bisogna contrastare l’avversario poco prima di essere colpiti, infliggendo così grandi danni e aprendosi la possibilità per dare il colpo di grazia.

Nioh 2, il ritorno del Giappone demoniaco di Team Ninja – Recensione

Se in fase di anteprima si era affacciata l’ipotesi che Nioh 2 potesse essere più semplice del primo, anche e per via dell’aggiunta di queste nuove meccaniche, bisogna constatare che non è affatto così. Se è vero che tutte le esperienze post-Sekiro risultano essere ridimensionate nella loro difficoltà globale, è vero anche che Koei-Tecmo non è andata troppo per il sottile, offrendo ai giocatori un piacevole tasso di sfida che non diventa mai proibitivo, anche perché Nioh 2 vi dà sempre la possibilità di poter livellare per presentarvi in gran forma contro i nemici più forti. Lo fa attraverso le missioni principali, le numerose (e sempre molto pretestuose) secondarie, e le intransigenti missioni crepuscolo, tornate anche stavolta in tutta la loro brutalità.

Nioh 2 è un’esperienza estremamente appassionante, che incontrerà i favori del pubblico e di chi ha perso il conto delle ore trascorse col primo, ma bisogna anche sottolineare che l’impressionante riciclo di asset fa perdere l’effetto sorpresa che era presente nel primo capitolo. Si tratta di un brutto vizietto che Koei-Tecmo si porta dietro da parecchi anni, di una tendenza recidiva che infesta tutte le sue produzioni: in Nioh 2 però il senso di déjà-vu è davvero molto pressante, ed esplorare zone che somigliano sin troppo a quelle del 2017 lo fa quasi sembrare più un enorme aggiornamento, che non un seguito degno di poter essere definito tale. Se a ciò si aggiunge anche il riciclo di diversi nemici, che hanno chiaramente gli stessi moveset di tre anni fa, è chiaro che i più esperti avranno a che fare con un tasso di sfida molto più abbordabile rispetto a quello che incontreranno i novizi. Ciò nonostante, la cura del posizionamento degli avversari e un design dei livelli ancora una volta tentacolare e ricco di scorciatoie e segreti, riescono a tenere salda una struttura di gioco molto solida e con pochi punti deboli.

Nioh 2, il ritorno del Giappone demoniaco di Team Ninja – Recensione

Com’è facile immaginare in virtù di quanto detto finora, tecnicamente Nioh 2 non ha fatto passi in avanti decisivi. Ancora una volta è possibile scegliere se dare priorità ai 60 frame al secondo a discapito di una pulizia dell’immagine un po’ più sacrificata, oppure se favorire l’estetica al costo di dimezzare i frame. In un gioco del genere, dove il tempismo e l’abilità prevalgono su tutto, il consiglio non può che essere il mantenimento dei 60 frame, anche se capiterà non di rado di assistere a qualche pop-up e a una qualità delle texture e delle ombre visibilmente minore. Anche su PS4 standard gli fps reggono piuttosto bene, e sono quasi nulli i casi in cui si manifestano dei singhiozzi davvero poco percettibili.

+ Sistema di combattimento ulteriormente approfondito, con grande spazio per le personalizzazioni
+ Tantissimi contenuti e segreti
+ Piccole ma significative migliorie all'impianto di gioco
- Riciclo monumentale di asset, tra cui le musiche e gran parte dei nemici presi di peso dal primo Nioh
- Missioni secondarie molto pretestuose e con una narrativa sostanzialmente inesistente
- Sforzo creativo degli sviluppatori ridotto al minimo sindacale

8.4

Nioh 2 fa il minimo indispensabile e aggiunge poche ma efficaci migliorie al sistema di combattimento, approfondendolo ulteriormente e lasciando grande spazio alle personalizzazioni. Tuttavia, da una serie che aveva posto ottime basi, ci saremmo aspettati delle novità più importanti; Team Ninja ha invece preferito non rischiare assolutamente nulla, e il riciclo imponente di asset (tra cui metà dei nemici e persino alcune musiche) sarà un grande motivo di disappunto per i giocatori. Nioh 2 rimane comunque un titolo molto solido, appagante e appassionante, ma il pantano creativo in cui si è cacciata la serie deve far riflettere con attenzione gli sviluppatori.




TAG: koei tecmo, nioh 2, team ninja

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