Nioh 2, si torna nel Giappone di Team Ninja – Provato

Abbiamo provato il nuovo soulslike sviluppato dal Team Ninja in arrivo per PS4.

VIDEO PROVATO
A cura di Marcello Paolillo - 5 Febbraio 2020 - 16:00

Quando il primo Nioh vide la luce, nel 2017, furono in molti a restare colpiti da questo particolare soulslike ambientato nel Giappone Feudale. Pur non primo di margini di miglioramento, l’action targato Team Ninja riuscì nella non facile impresa di avvicinare tutti gli orfani di Onimusha, nonché gran parte della fanbase dei titoli di Miyazaki.

Con il sequel, il team di sviluppo ha il duplice compito di svecchiare un genere che ormai inizia a mostrare il peso del tempo, oltre a potenziare e migliorare tutto ciò che nel primo Nioh funzionava, senza scadere nel banale déjà vu.

Dopo aver avuto modo di provare nuovamente il titolo con le nostre mani negli uffici di Sony Interactive Italia (e dopo aver scambiato anche quattro chiacchiere con il director di Team Ninja, Yosuke Hayashi), ci siamo fatti un’idea piuttosto chiara di ciò che ci aspetta con Nioh 2.

Nioh 2, si torna nel Giappone di Team Ninja – Provato

Una storia di spade e sangue

Partiamo subito da un concetto piuttosto semplice: Nioh 2 non vuole stravolgere nulla. Non farà cambiare idea a chi non ama i soulslike, così come non avvicinerà coloro i quali il Giappone Feudale proprio non riescono a farselo piacere. Colta la premessa, la porzione di gioco provata con mano in occasione dell’ultimo test negli uffici di Sony ci ha dato modo di saggiare oltre un’ora tratta da alcune fasi avanzate dell’avventura, una zona ricca di stanze e corridoi all’interno del castello di Kitanosho, roccaforte di Shibata Katsuiee, con tanto di duello con mid-boss e boss di fine livello. Il primo, un lanciere decisamente aggressivo, ci ha messo alla porta diverse volte, grazie a pochi attacchi dalla breve distanza davvero devastanti, il tutto senza alcuna possibilità di nascondersi dietro a strutture o altro (lo scontro avveniva all’interno di una stanza). Il secondo, un Oni di enormi dimensioni dall’aspetto antropomorfo, aveva dei pattern di attacco decisamente più standard e prevedibili, cosa questa che ci ha permesso di mandarlo al tappeto con più facilità.

Nioh 2, si torna nel Giappone di Team Ninja – Provato

La prima novità di Nioh 2 risiede nella presenza di un pratico editor per la creazione del personaggio: grazie ad esso potremo infatti vivere l’intera avventura nei panni di un uomo o di una donna, selezionando e scegliendo i consueti parametri legati all’aspetto fisico, alla forza e alla difesa William, il samurai occidentale visto nel primo episodio, lascia quindi spazio a un nuovo personaggio totalmente scelto dal giocatore. Se ciò danneggi o no la narrazione del titolo targato Team Ninja, ancora non possiamo saperlo. L’unica cosa certa – e questo nuovo test giocabile ce ne ha dato la prova – è che Nioh 2 è un videogioco che lascia ben poco spazio a cutscene e sequenze di intermezzo, preferendo l’azione (sanguinosa e spietata) da buon soulslike che si rispetti. E in tal senso, questo secondo capitolo non ha alcuna intenzione di prendere per mano il giocatore e accompagnarlo alla fine dello stage di turno. Curioso come, in casi di un combattimento particolarmente ostico, potremo chiedere il supporto di un NPC evocato per l’occasione grazie all’utilizzo delle tazze Ochoko (a mali estremi, estremi rimedi).

Nioh 2, si torna nel Giappone di Team Ninja – Provato

Come confermato da Hayashi, Nioh 2 sarà a tutti gli effetti un prequel, raccontandoci le vicende precedenti a quelle del primo capitolo. Ciò ci metterà dinanzi a una certa libertà creativa per quanto riguarda l’avventura principale, ravvisabile anzitutto nel design delle creature che affronteremo. Le ispirazioni dal folclore della Terra del Sol Levante sono più che evidenti, con gli Yokai che sembrano usciti da un vero e proprio dipinto giapponese realizzato su carta. Anche la storia che farà da sfondo alle nostre traversate servirà a svelare numerosi retroscena del capitolo principale (tanto che non è da escludere il ritorno di eroi e antagonisti visti nel primo Nioh). Inutile dire che il segmento di gioco da noi provato ci ha permesso di graffiare solo la crosta di quella che si preannuncia essere un’avventura di tutto rispetto ambientata nelle pieghe più oscure e soprannaturali del Giappone antico.

La pazienza è la virtù dei forti

Parlando di gameplay in senso stretto, il layout dei comandi è rimasto pressoché inalterato rispetto a quanto visto nel primo Nioh (e anche in base ai nostri due test precedenti). Troviamo la possibilità di infierire colpi leggeri e colpi pesanti, con lo scatto e la schivata uniti alla possibilità di agganciare i nostri nemici. Sfruttare le armi a distanza, come il potentissimo arco, rappresenta una gradita novità in termini di gameplay (sebbene l’arma andrà a consumare una considerevole fetta della nostra stamina e non sarà quindi possibile abusarne), inclusa la presenza della nuova falce cremisi. Ma non solo: la possibilità di assumere la forma e le capacità di uno Yokai, cosa questa che si rivelerà fondamentale per uscire indenni da situazioni particolarmente spinose (inclusi ovviamente gli scontri contro i boss). Importante, per non dire fondamentale, è la gestione del Ki, ossia la stamina in nostro possesso, visto che esaurirla in combattimento si tradurrà quasi automaticamente in morte certa. All’interno delle ambientazioni è anche possibile trovare oggetti, armi o parti di corazza da equipaggiare per migliorare le statistiche del nostro personaggio, un elemento tipicamente RPG che risulterà decisamente fondamentale sulla lunga distanza. Anche lo sviluppo dell’albero delle abilità, legato al tipo di arma utilizzata (fra spade, armi dalla lunga distanza e molto altro) ci permetterà di arricchire il nostro repertorio di mosse.

Nioh 2, si torna nel Giappone di Team Ninja – Provato

La difficoltà riscontrata in questo terzo test giocabile ci è parsa essere quella che ricordavamo, anzi, forse anche lievemente più ostica rispetto a quanto visto nel primo capitolo. Agli avversari basterà infatti colpirci anche solo due o tre volte per mandarci al creatore, sebbene chiunque abbia masticato negli anni il genere dei soulslike saprà benissimo come ogni passo è una conquista e ogni nemico abbattuto una benedizione. Ciò che purtroppo non ci ha colpito particolarmente, è il comparto tecnico: al di fuori di uno stile estetico sicuramente affascinante e ben conscio delle proprie potenzialità sceniche, a livello di dettaglio Nioh 2 non sembra essere di certo un gioco di fine generazione, snobbando virtuosismi tecnici a favore di una fluidità solida e senza particolari rallentamenti (60 fotogrammi al secondo costanti). Anche i vari effetti visivi – tra cui quello del fuoco, particolarmente frequente nella demo da noi provata – sembravano usciti da un titolo di almeno 4 o 5 anni fa, cosa questa che farà storcere il naso a chi si aspettava di vedere qualcosa di realmente sorprendente all’alba della next gen ormai alle porte. Staremo a vedere se i pro e i contro riusciranno a bilanciarsi a partire dal 13 marzo prossimo, giorno in cui Nioh 2 raggiungerà gli scaffali dei negozi in esclusiva su console PS4.

+ Combat System rodato e funzionale
+ Editor dei personaggi
+ 60 fotogrammi al secondo
- Tecnicamente piuttosto arretrato
- Poche novità rispetto al primo capitolo

Dopo aver avuto modo di provare nuovamente con mano Nioh 2, la sensazione è stata quella di avere tra le mani un sequel (o sarebbe meglio parlare di prequel), in grado di limare le imperfezioni del predecessore, senza necessariamente stravolgere l’impianto di gioco. Un combat system ancora più profondo e sfaccettato, un’interfaccia pressoché invariata e più in generale un feeling in linea con quello del capitolo originale, rendono la nuova opera del Team Ninja un soulslike ben conscio delle proprie qualità (e dei propri limiti, soprattutto dal versante grafico). Il tutto, in attesa di provare il gioco completo previsto in esclusiva PS4 il 13 marzo 2020.




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