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NFT e videogiochi, agli sviluppatori interessano davvero? Non esattamente

Si parla, e si continuerà a parlare, tantissimo degli NFT nei videogiochi, ma agli sviluppatori interessano davvero? Non è proprio così.

Nel 2022 continueremo sicuramente a parlare, ancora a lungo, di NFT e metaverso, che sono tra i principali temi nel mondo dell’intrattenimento, anche nei videogiochi.

Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta nei meandri di Ghost Recon Breakpoint, su cui Ubisoft ha sperimentato creando dei contenuti digitali unici.

Un tentativo che non è andato a finire bene perché ha incontrato la furia degli utenti, ma su cui l’azienda continuerà ad investire nonostante tutto.

Tra gli interessati c’è anche Square Enix, che ha rivelato quanto gli sviluppatori siano interessati al mondo degli NFT come forma di monetizzazione.

La tecnologia degli NFT permette, spiegandola brevemente, di creare delle licenze per prodotti digitali. Banalmente si può vendere un contenuto digitale facendolo diventare unico.

Sulla carta un ottimo modo per monetizzare dando qualcosa di “reale” (tra mille altre virgolette) ai videogiocatori, e che sempre sulla carta possa essere davvero interessante per gli sviluppatori.

Ma è davvero così? Stando ad un recente sondaggio, gli sviluppatori di videogiochi non sono realmente così interessati.

Analisi riportata da The Gamer, che è stata fatta durante lo State of the Game Industry Report durante la GDC, che ha chiesto a 2700 sviluppatori la propria opinione riguardo gli NFT.

Il 70% si è detto “non interessato”, e il resto si è diviso tra “più o meno interessati” per il 21%, e  il 7% di loro si sono espressi come “molto interessati” a creare progetti NFT. Percentuali che sono state condivise anche alla domanda “Quali sono gli interessi nelle criptovalute come pagamento del tuo studio”, come tematica effettivamente correlata.

Gli stessi sviluppatori sono stati interrogati anche sul loro pensiero riguardo l’idea che gli NFT siano considerati come “il futuro del gaming”. Le risposte sono state molto sprezzanti, e alcuni l’hanno anche definito come uno “schema piramidale”.

Pare però che quello di investire negli NFT sia l’obiettivo di GameStop ora, che sta cercando nuove idee per diversificare la propria offerta in futuro.

Troy Baker, invece, ci sta credendo tantissimo, perché sta investendo in una società che sta sviluppando una IA per creare NFT di doppiatori.

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