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Need for Speed Unbound | Recensione – Lo stile non basta

Abbiamo giocato Need For Speed Unbound, nuovo capitolo della serie racing arcade di Electronic Arts e Criterion: leggi la recensione!

Per chi è cresciuto negli anni ’90, Need For Speed non è solo una delle serie racing più famose di sempre, bensì è una vera e propria leggenda. Uscito nel lontano 1994, il primo NfS si era imposto per la sua grafica notevole e la giocabilità velocissima, la quale discostava il gioco in questione dagli altri titoli corsistici sul mercato in quegli anni.

Need for Speed Unbound

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
29 Novembre 2022
Sviluppatore:
Criterion Games
Distributore:
Electronic Arts

Il perché è presto detto: nonostante Electronic Arts puntasse a riprodurre al meglio il comportamento su strada delle auto (curandone aspetti come i cruscotti, l’accelerazione, la frenata e la tenuta), la vera chicca era la possibilità di essere inseguiti dalle pattuglie della polizia. Questo, negli anni, permise al franchise di prendere direzioni ben più estreme rispetto a simulatori fatti e finiti come Gran Turismo, cosa che anche Need For Speed Unbound sembra voler ereditare.

Unbound (che trovate anche su Amazon) nasce infatti dall’idea vincente dell’amato Need For Speed Underground 2, uno dei primi giochi a coadiuvare gare di velocità in un contesto “aperto”, una formula che Electronic Arts sembra aver voluto far sua anche per quanto riguarda questa nuova iterazione del franchise (senza dimenticare un corposo lato spiccatamente arcade, che male non è).

Dopo anni di alti – pochi – e bassi, Criterion ha deciso di guardare al passato senza tradire il presente, offrendo di base una formula più che rodata ma con uno stile in cel shading che fa il paio con un gran numero di personalizzazioni estetiche che strizzano l’occhio alla street art. Sarà andato tutto come previsto? Scopriamolo nella recensione del gioco.

Storia e modalità di gioco

Need for Speed Unbound riprende in toto la classica trama alla Fast and Furious, in grado di fare da sfondo alle nostre scorribande su strada. Nella modalità Storia creeremo infatti il nostro protagonista e vivremo tutta la narrazione messa in piedi dagli sviluppatori, più un pretesto che altro. Partendo da uno dei modelli predefiniti potremo decidere il nostro look, modificando quindi capelli, barba, occhiali e vestiario. Potremo infatti scegliere tra i diversi capi di abbigliamento, sia quelli griffati NfS che firmati da alcuni famosi marchi come VansNapajiri o Champions.

L’avventura prenderà ovviamente il via dal garage in cui lavoriamo: assieme al proprietario Rydell e all’amica Jasmine, decideremo di rimettere a nuovo una vecchia auto, al fine di lanciarci in corse clandestine nel circuito underground di Lakeshore City (la Chicago secondo Criterion). Ovviamente tutto ciò non farà felici le forze dell’ordine della città, visto che la nuova politica recita “tolleranza zero” verso chi scende in strada per fare sgommare le proprie vetture modificate.

Non tutto andrà come previsto. Un giorno la ragazza ci chiede di recuperare un’auto per conto di una sua vecchia conoscenza: giunti sul posto della consegna, il protagonista e Rydell scopriranno però che è si trattato di un tranello per fare in modo che il garage restasse incustodito. Un gruppo di criminali si è infatti impossessato di tutte le auto da gara presenti, mettendoci di conseguenza in serissimi guai.

Ci vorranno due anni – e l’intervento di una donna chiamata Tess – per tornare a gareggiare, avendo così modo anche di vendicarci di Jasmine e recuperare il maltolto.

Need For Speed Unbound va a ricalcare l’idea alla base NfS Most Wanted, così come il sistema di creazione e personalizzazione del personaggio principale strizza invece pesantemente l’occhio al recente NFS Heat. La modalità Storia, quindi, ci vedrà intenti a fare soldi, comprare auto sempre nuove, modificarle di conseguenza e vincere poi altre gare per fare ancora più soldi. Nulla di più. La formula funziona bene, visto che parliamo di un “classico” Need For Speed in cui conta prima di ogni altra cosa la velocità, piuttosto che la nostra bravura di piloti su strada.

La struttura open world è un aspetto che gli appassionati al franchise conoscono fin troppo bene, visto che Unbound non fa eccezione proponendo una mappa a suo modo abbastanza ampia.

Purtroppo, però, al netto di un certa bellezza ambientale, Lakeshore City è tendenzialmente un luogo estremamente vuoto: saremo infatti chiamati il più delle volte a spostarci da un punto A a un punto B, magari solo per prendere parte a una gara o tornare al campo base. C’è infatti ben poco altro da fare nella città messa in piedi da Criterion, cosa questa che vanifica un senso di libertà che – come altri illustri titoli hanno saputo dimostrare – in un racing game può essere un valore aggiunto non da poco.

Se decideremo invece di buttarci nel gioco online, esiste una modalità a parte, nella quale l’open world è fine a se stesso e potremo sfidarci con altri giocatori collegati alla rete. Saremo chiamati a creare un secondo personaggio – diverso quindi dalla modalità single player – e scegliere una fra le tre auto di partenza, con circa 150mila dollari per poter potenziare il veicolo o acquistarne un secondo.

Man mano che sfideremo altri piloti presenti sul nostro stesso server, saliremo di rango, accumuleremo soldi (tanto per cambiare) e vinceremo o perderemo gare sulle piste che abbiamo imparato a conoscere nella campagna principale. Anche in questo caso, gli sviluppatori non sembrano essere voluti andare troppo oltre la formula usata in precedenza per gli altri Need For Speed, con tutti i pro e i contro del caso.

Grafica, stile e giocabilità

Unbound riprende ovviamente le meccaniche classiche dei NfS, in cui la derapata gioca ancora un ruolo fondamentale, a cui si lega il fattore Nitro: questo si ricarica automaticamente ogni qual volta eseguiremo acrobazie o stunt particolari, cui verrà accostato anche un secondo tipo di nitro, nota come Turbo Speciale, ossia una seconda barra posta accanto al Nitro classico suddivisa in tre segmenti, che si riempiranno inanellando combinazioni di vario genere.

Anche la distruttibilità ambientale è presente come da tradizione, sebbene anche l’altrettanto celebre sistema di alternanza fra giorno e notte è stato invece implementato in maniera poco incisiva rispetto al passato. Anche gli inseguimenti con la polizia sono resi in maniera meno convinta rispetto a Underground o Heat, così come le varie gare a disposizione esauriranno il loro potenziale nel giro di una manciata di corse.

Come era più che palese già dal primo trailer, l’estetica di Unbound è – ovviamente – uno dei punti di forza del gioco: abbracciando lo stile street art, Criterion ha messo in piedi un gioco dai colori sgargianti, contraddistinti da tanta vernice da bomboletta spray utilizzata in modo dinamico (il tutto grazie al motore grafico Frostbite, ancora in grado di dare le sue soddisfazioni).

Anche i personaggi sono stati infatti realizzati in cel shading, conferendo al titolo EA classe da vendere. L’unica cosa che stona, tendenzialmente, è il fatto che se effetti ed esseri umani sono realizzati con uno stile senza dubbio originale – incluse le sgommate e molto altro – gli scenari  e le autovetture presentano invece una grafica maggiormente realistica. Perché non applicare lo stile in cel shading a tutto il mondo di gioco non ci è dato sapere, sebbene a conti fatti questo “limite” legato alla street art fa un po’ storcere il naso.

Avendo provato il gioco su Xbox Series S: su next-gen il tutto si muove fluidamente a 4K e 60 fotogrammi al secondo, senza intoppi o problemi di sorta, mentre su Series S il risutato in upscaling per mantenere i 60 fps è molto gradevole. Anche il comparto audio è più che buono, grazie a una soundtrack a tema ricca di generi differenti.

Da sottolineare anche un doppiaggio in italiano di ottima fattura, il quale è in grado di chiudere un quadro tecnico tutto sommato soddisfacente, seppur con qualche spigolo di troppo.

Versione testata: Xbox Series S

7,5

Need for Speed Unbound

Piattaforme: pc, ps5, xsx
Al netto delle qualità, Need For Speed Unbound è un racing game open world forse un po' tradizionale, al punto da risultare troppo simile al suo diretto predecessore. Il gioco Criterion ha in ogni caso dalla sia una profonda personalizzazione dei veicoli, oltre a un multiplayer vincente e a uno stile che i fan masticano da generazione. Ciò che proprio non funziona, in Unbound, è un comparto tecnico che – tolto lo stile da street art – mostra il fianco alle critiche, oltre a una certa ripetitività di fondo. Insomma, il titolo che avrebbe dovuto lanciare la serie di Need For Speed nella nuova generazione, è sceso in strada con il freno a mano tirato. E un po' dispiace, nonostante tutto.

Pro

  • Ottimo stile grafico
  • Tantissime opzioni di personalizzazione
  • Lakeshore City è suggestiva...

Contro

  • ... ma estremamente vuota
  • Alla fine della fiera è il 'solito' Need For Speed
  • Tolto lo stile, manca la sostanza
7,5