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Migliori esclusive PS4: la classifica

Quali sono state le migliori esclusive PS4? Abbiamo provato a stilare la classifica basandoci sulle recensioni della nostra redazione.

La generazione di PlayStation 5 è ormai cominciata da fine 2020, ma mentre continuano i problemi di scorte legati alla carenza di semiconduttori possiamo dire che molti – moltissimi – ne stanno approfittando per buttare piuttosto l’occhio su PS4. La console di vecchia generazione di casa Sony ha infatti visto l’arrivo di esclusive di assoluto valore durante la sua generazione, al punto che lasciarle nel backlog sarebbe a dir poco un delitto. Quale momento migliore per tuffarcisi di quello in cui la generazione PS5 tarda a partire, vista la penuria di scorte?

Dal momento che sono molti i lettori che cercano un punto di approdo per capire quali siano le migliori esclusive PS4, ossia quei giochi disponibili solo su PS4 (ma giocabili anche in retrocompatibilità su PS5) che non bisogna assolutamente perdere, abbiamo stilato una top 10. Sono esclusi dalla classifica i giochi esclusivi di terze parti arrivati anche su PC (come Final Fantasy VII Remake). Vengono invece inclusi i giochi prodotti direttamente da Sony Interactive Entertainment e/o sviluppati dai PlayStation Studios che sono usciti eventualmente, ma sempre e solo sotto etichetta Sony, anche su PC.

Questa classifica non è basata sulle scelte personali di chi ha redatto l’articolo, ma prende come riferimento i voti ottenuti in sede di recensione dalle esclusive citate sulle pagine di SpazioGames. Risfogliando, quindi, le recensioni della scorsa generazione, ecco la nostra classifica delle migliori esclusive PS4 che potete e dovete recuperare.

Sentitevi liberi, come sempre, di raccomandare altre perle nei commenti – per aiutare altri videogiocatori a scoprirle in caso non fossero riuscite a entrare nella top 10.

Le migliori esclusive PS4

Di seguito, vi proponiamo la nostra top 10 delle migliori esclusive per PS4, in ordine crescente e basata sul voto ottenuto in sede di recensione.

10. Days Gone (2019)
09. The Last of Us Remastered (2014)
08. Uncharted 4 (2016)
07. Horizon: Zero Dawn (2017)
06. Bloodborne (2015)
05. Death Stranding (2019)
04. Shadow of the Colossus (2018)
03. God of War (2018)
02. Persona 5 Royal (2020)
01. The Last of Us – Parte II (2020)

10. Days Gone (8.8/10)

Deacon è il protagonista di Days Gone

Sappiamo che l’Oregon morente di casa Sony Bend non ha avuto il successo che il publisher si aspettava – o, almeno, questo è quello che suggeriscono le controverse notizie sull’abbattimento di un suo possibile seguito. Ciò nonostante, l’avventura open world condita di zombie, motociclette e una storia che merita di essere vissuta è riuscita a conquistarci.

Il nostro critico Domenico Musicò assegnò al gioco, uscito nel 2019 su PS4, una valutazione di 8,8/10, sottolineando come l’opera – seppur non facesse nulla per nascondere la sua natura profondamente derivativa – risultasse coinvolgente, accattivante e densa di attività.

Il commento di SpazioGames

“Nonostante sia fortemente derivativo e abbia qualche défaillance tecnica, Days Gone è un open world accattivante, convincente e denso di attività. La cura delle storie, delle missioni e dei dettagli è evidente, così come forte è stata la volontà di fare le cose in grande stile, senza risparmiarsi. Non inventa nulla di nuovo, ma ciò che propone è davvero ben riuscito ed è in grado di intrattenervi per un gran quantitativo di ore. Bend Studio ce l’ha fatta: adesso è davvero diventata grande.”


09. The Last of Us Remastered (9/10)

The Last of Us Remastered portava su PS4 il viaggio vissuto da Joel ed Ellie su PS3

Avendo lanciato il suo The Last of Us come canto del cigno della generazione PS3, Sony non impiegò molto tempo a dare i natali a The Last of Us Remastered, la versione rimaneggiata e aggiornata tecnicamente del grande titolo firmato Naughty Dog. Arrivato su PS4 nel 2014, il gioco vi pone nei panni del roccioso Joel, un contrabbandiere che si ritrova con un incarico decisamente insolito, in un mondo post-apocalittico in cui gli umani sono decimati dall’infezione di Cordyceps: deve trasportare una ragazzina, Ellie, fuori dalla città di Boston. E, nel tentativo di farlo, Joel si troverà a misurarsi con mostri indicibili. Compreso se stesso.

Nella nostra recensione, firmata da Aligi Comandini, il gioco portò a casa un importante voto di 9/10, che premiava gli sforzi di Naughty Dog profusi per portarlo rapidamente anche su PS4, non lasciandolo all’obsolescenza della generazione precedente. Tuttavia, il titolo rimaneva grossomodo lo stesso (il che è anche un bene), motivo per cui The Last of Us Remastered non poté ambire a una valutazione ancora più alta.

Il commento di SpazioGames

The Last of Us è e resta un capolavoro, e la nostra valutazione per quel titolo rimane invariata. La cosa non vale anche per questa edizione Remastered, non tanto per la qualità del lavoro svolto, quanto per la scarsa utilità dell’operazione. Le migliorie grafiche sono piacevolissime, ma non così marcate da costringere all’acquisto chi ha già gustato l’opera di Naughty Dog su PS3, e contenutisticamente non ci sono extra davvero significativi al di fuori dei DLC. In parole povere, è un must have solo per coloro che non hanno mai avuto modo di giocarlo e possiedono una PS4. Tutti gli altri possono riaccendere la loro vecchia console. L’eccellenza, ad ogni modo, se la merita tutta.”


08. Uncharted 4: Fine di un ladro (9/10)

Uncharted 4 ha segnato la chiusura dell'epopea di Nathan Drake

Il percorso di crescita di Naughty Dog su PS4 è passato indelebilmente per Uncharted 4: Fine di un ladro. L’epilogo delle avventure di Nathan Drake riesce a mettere insieme l’adrenalina dell’azione all’umanità e la delicatezza della narrazione, regalando un viaggio davvero memorabile ai videogiocatori – e, semplicemente, un motivo validissimo per portarsi a casa una PlayStation.

Nella recensione a cura di Matteo Bussani il gioco portò a casa una valutazione di 9/10, forte di un gameplay più vario rispetto ai capitoli precedenti e di un comparto tecnico che si ergeva a punto di riferimento della generazione.

Il commento di SpazioGames

Uncharted 4 è un titolo imperdibile per tutti coloro che possiedono PS4. Per quanto riguarda il single player il gioco brilla sotto tutti gli aspetti. La narrativa è quella a cui ci hanno abituato i Naughty Dog nel corso degli anni, con flashback ben orchestrati, personaggi carismatici e dialoghi coinvolgenti. Il gameplay, pur rimanendo molto semplice, riesce a tenere incollati i giocatori allo schermo durante l’arco di tutta la campagna, anche se si poteva fare di più riguardo l’intelligenza artificiale che risulta un po’ ballerina in alcuni frangenti. Tecnicamente il gioco è praticamente perfetto e presenta il miglior comparto grafico visto finora su questa generazione di console, regalando paesaggi da cartolina tra una scalata e l’altra. Il multiplayer è solido ma non perfetto, con una scarsezza di fondo, di mappe, modalità di gioco e del sistema di progressione che lascia l’amaro in bocca, considerata la varietà offerta dalle precedenti iterazioni. In questo caso l’engine rinuncia alla qualità dei modelli e delle texture in cambio dei 60FPS, che rendono più fluida e dinamica l’azione.”


07. Horizon: Zero Dawn (9/10)

Horizon: Zero Dawn ha messo le basi per un mondo straordinariamente unico

Quando presentò il suo Horizon: Zero Dawn, Sony affermò di essere intenzionata a fare di Aloy un’icona del suo mondo videoludico – e in effetti così è stato. La prima avventura che la vedeva protagonista, arrivata nel 2017, era un open world ricchissimo e unico, che raccontava la nuova organizzazione tribale di un mondo del futuro in cui gli esseri umani hanno superato confini dai quali non conoscevano la via del ritorno.

Cresciuta senza una madre in un mondo matriarcale, Aloy si trovava così a dover affrontare un viaggio alla scoperta di se stessa e del suo passato, in uno scenario ricchissimo di attività da completare e il cui immaginario, in cui la fauna è stata sostituita da pericolosissime macchine senzienti, dove ogni lotta è all’ultimo respiro.

Nella sua recensione, Domenico Musicò ha lodato proprio il magnetismo dell’universo di Horizon: Zero Dawn, che vi richiama a sé fino a quando non avrete esplorato ogni anfratto, consacrando Guerrilla Games a livelli a cui il team olandese non era mai arrivato prima. Livelli che hanno regalato al gioco una valutazione di 9/10.

Il commento di SpazioGames

“Una volta giunti alla fine e aver scoperto ogni più recondito segreto di Horizon, vi accorgerete all’istante di quanto vi mancherà e quanto vogliate ancora sospendere il vostro tempo all’interno di questo mondo affascinante e unico. Sebbene si potesse fare qualcosa in più per quanto riguarda la narrazione, il peso delle scelte, degli elementi non proprio originali e alcune mancanze che probabilmente sottolineano una comprensibile prudenza, Guerrilla ha fatto davvero centro, aprendo un nuovo ciclo per la propria carriera e presentando al pubblico un’IP di grande valore e con enormi potenzialità per il futuro.”


06. Bloodborne (9/10)

Le atmosfere di Bloodborne sono tutt'oggi impareggiabili

Se c’è una esclusiva PS4 che ha bisogno di poche presentazioni, quella è sicuramente Bloodborne. Il magnificente lavoro di From Software è tutt’oggi disponibile solo su PS4 e, mentre alcune esclusive di casa Sony stanno arrivando anche su PC, al momento non ci sono indizi che possa accadere lo stesso anche con questo gioco.

L’ambientazione gotica della decaduta Yharnam, un combat system accattivante e capace di farsi magnetico in pochissimo tempo, una direzione artistica inebriante e soprattutto il delicato ed eccellente equilibrio tra stimolo e difficoltà spietate hanno fatto di Bloodborne un’icona della passata generazione, consacrandolo indubbiamente tra i capolavori di Hidetaka Miyazaki.

Nella recensione, Aligi Comandini premiò il gioco con una valutazione di 9/10, sottolineando come Bloodborne riuscisse a incarnare alla perfezione quelle «grandi cose» che tutti si aspettano da un’etichetta come From Software.

Il commento di SpazioGames

“Dal ritorno di Miyazaki alle redini dei From ci aspettavamo grandi cose. Non siamo rimasti delusi. Bloodborne è un agglomerato di allucinazioni, violenza e angoscia, che ha il coraggio di distaccarsi dalla serie che gli ha dato i natali per offrire ai giocatori un’esperienza tanto malata quanto esaltante, impegnativa e appagante. L’ultimo lavoro del team nipponico ha segreti a bizzeffe, sfrutta una lunga serie di idee brillanti e rappresenta, al momento, il miglior motivo per possedere una PlayStation 4. Alcuni puristi potrebbero venir infastiditi dall’abbandono di certi elementi e dalla mancanza di volontà di rendere l’online un’esperienza realmente intuitiva, ma ci riesce impossibile punire un titolo di questa qualità per tali motivi. Perdetevi in questo delirio e non rivorrete più il senno.”


05. Death Stranding (9.4/10)

Death Stranding è quel gioco in cui sparare con delle armi... ucciderà voi

La prima opera della neonata Kojima Productions non avrebbe potuto offrire niente di più sorprendente di Death Stranding. Al timone del suo primo gioco originale dall’addio a Konami e a Metal Gear, il game director Hideo Kojima ha confezionato un open world visionario e profetico, nel quale le divisioni tra gli esseri umani e la loro tendenza a costruire i muri è arrivata all’estremizzazione.

L’eremitismo a cui gli abitanti del mondo di Death Stranding si costringono viene mitigato solo dall’opera del giocatore, che in un universo dove il confine tra vivi e morti non esiste più, perché si inizia tangibilmente a morire dalla nascita, veste i panni del corriere Sam Porter Bridges, permettendo a tutti di sopravvivere. Così, tra una scarpinata in assoluta solitudine, una colonna sonora maestosa e un’interpretazione magistrale da un cast stellare, il gioco dava sorprendentemente il meglio di sé nel multiplayer asincrono, che permetteva di lasciarsi aiutare dagli altri giocatori e di avere solo interazioni positive. E in un mondo in cui la solitudine è diventata all’ordine del giorno, non c’è bisogno di altro.

Nella recensione, la caporedattrice Stefania Sperandio ha assegnato al gioco una valutazione di 9,4/10, sottolineando la perfetta sovrapponibilità tra il comparto narrativo di Death Stranding e le sue meccaniche di costruzione e collaborazione a distanza, che rappresentano tutt’oggi un unicum assoluto nel mondo dei videogiochi.

Il commento di SpazioGames

“Da diverso tempo, Hideo Kojima ha sottolineato l’importanza dell’autorialità nel videogioco e non ci sono dubbi che Death Stranding incarni pienamente la sua visione: non preoccupandosi di correre dietro alle caratteristiche che lo avrebbero reso un po’ popolare tra tutti, il gioco vuole invece essere molto popolare tra chi ama prodotti di questo genere, in cui il videogioco non si limita al solo compito di svagare l’utente, ma diventa mezzo di comunicazione espressivo, armato del pregio unico dell’interattività. La somma di queste parti dà vita a un prodotto ricco di elementi da vivere e scoprire, ma anche di evidenti iterazioni e di momenti di pura contemplazione virtuale. La sensazione è che questo gioco abbia l’unicità, la stravaganza e la personalità di un progetto indipendente, votato interamente alla visione del suo autore, alle quali si affiancano però i valori tecnici e produttivi di un AAA.

Sono videogiochi unici come Death Stranding, senza dubbio, a far crescere la considerazione globale che il mondo ha verso questo mezzo di comunicazione. E sono videogiochi come Death Stranding, di questo siamo ancora più sicuri, a rimanere impressi indelebilmente nell’animo e nella memoria di chi lascia loro aperta la porta.”


04. Shadow of the Colossus (9.5/10)

Shadow of the Coossus è il grande capolavoro di Ueda

Non ci sono davvero motivi per non partire alla volta del remake di Shadow of the Colossus. Il grande e straordinario capolavoro di Fumito Ueda è un viaggio nella solitudine, nella dedizione e nei silenzi, uno di quelli che cambiano chi gioca e che rimangono semplicemente impressi – di fronte ai quali le parole sembrano superflue e sprecate. Unico, audace, rappresentativo, contemplativo, significativo: Shadow of the Colossus è tutte queste cose insieme e riesce, facendolo quasi sembrare facile, a intrattenere, emozionare e commuovere un passo alla volta – ancora di più, con la nuova veste grafica su PS4.

Nella recensione, il deputy editor Domenico Musicò ha assegnato una valutazione di 9,5/10, evidenziando come qualsiasi sia la piattaforma, non ci sono scuse per non giocare Shadow of the Colossus.

Il commento di SpazioGames

“Come è ormai consuetudine nei giochi moderni, una volta terminato Shadow of the Colossus avrete accesso al new game plus e a delle prove a tempo a difficoltà standard e difficile, ma anche alla modalità “Mondo Speculare”, curiosa ma non poi così rilevante. Ciò che vi rimarrà scolpito nella memoria, però, è uno dei più bei videogiochi mai realizzati, e indiscutibilmente l’opera migliore e più ambiziosa di Fumito Ueda. Questo remake coi fiocchi ne enfatizza ogni aspetto e non fa altro che rinverdire i fasti di un tempo.”


03. God of War (9.5/10)

Il nuovo inizio segnato da God of War ha dato nuova linfa vitale a Kratos

Far tornare Kratos con un cambiamento così sostanziale non era facile, ma Sony Santa Monica lo ha fatto – e lo ha fatto bene. Stiamo parlando di God of War, il videogioco reboot che riprende le vicende dell’iracondo dio della guerra portandolo dall’epoca della mitologia classica all’universo della mitologia norrena.

Questa volta, però, Kratos dovrà anche badare a suo figlio Atreus – in un’opera di formazione che non coinvolge solo il fanciullo, ma anche e soprattutto la figura del padre, complicata perfino per chi ascende al divino. Il lavoro diretto da Cory Barlog si trasforma così in un videogioco di azione e avventura capace di mettere tra le mani del giocatore un combat system coinvolgente da subito, a cui si affiancano uno scenario e una storia da cui non riuscirete più ad allontanarvi.

Nella recensione, Matteo Bussani ha premiato il gioco con una valutazione di 9,5/10, mettendo anche in evidenza l’impressionante lavoro svolto da Santa Monica sul comparto tecnico del gioco – davvero notevole.

Il commento di SpazioGames

God of War mette nelle mani dei giocatori un titolo che rievoca il passato più di quanto si possa immaginare, e lo fa in una maniera che concede al giocatore il tempo di comprendere i cambiamenti, parallelamente a un Kratos che ha a che fare con i suoi. La quantità di attività è notevole, per un totale di 40 ore e più di gioco tra storyline ed end-game, che per il genere action sono sicuramente un vanto. Il sistema di combattimento è concreto, ma frenetico, si esalta nei pattern di attacco serrati dei nemici e nella continua lotta in un’inferiorità numerica senza sosta. L’apparente libertà potrebbe prima o poi stare stretta ai giocatori abituati all’open-world, ma l’appagamento, tra scene epiche e scontri al cardiopalma, è sempre dietro l’angolo. Sembra dunque che Asgard sia destinata a vivere le fiamme di una divinità greca che non vuole proprio saperne di trovare la propria pace.”


02. Persona 5 Royal (9.6/10)

Persona 5 è a mani basse il miglior JRPG della generazione

I fan dei JRPG non hanno mai dimenticato i bei tempi in cui tantissime grandi produzioni sperimentavano con il genere, regalando avventure indimenticabili. È anche quanto ha fatto, molto più di recente, Atlus, che con Persona 5 e con la versione estesa Persona 5 Royal poi ha creato un gioco di ruolo a turni leggendario che è indubbiamente il migliore della sua intera generazione.

Gigantesco nei contenuti, meraviglioso nella direzione artistica, magnetico nel combat system con l’uso delle Persona e impreziosito da un roster di protagonisti che rubavano il cuore del giocatore, Persona 5 Royal ha pochissimi rivali. Probabilmente, nessuno.

Nella recensione, il critico Gianluca Arena ha premiato il gioco con una valutazione di 9,6/10, per un’opera che è praticamente esente da difetti importanti.

Il commento di SpazioGames

“Non ci sono davvero più scuse per non giocare Persona 5 Royal, adesso: la sottotitolazione italiana consente anche ai meno anglofili di comprendere ogni risvolto della trama, e la marea di contenuti aggiuntivi, tra il nuovo personaggio, il semestre inedito e il nuovo quartiere di Tokyo ispessiscono un’offerta ludica che era già straordinaria nella sua versione base. Siamo senza dubbio dinanzi ad uno dei cinque (tre?) migliori giochi di ruolo di stampo giapponese di tutti i tempi, nonché ad una delle esperienze di gioco più longeve e ricche di stile di tutta la generazione che ci stiamo per lasciare alle spalle. La qualità del gameplay, la versatilità del sistema di combattimento e la strabordante quantità di contenuti lo rendono consigliabile anche a quanti avessero un’avversione per i JRPG: se non vi ricredete con il capolavoro Atlus, probabilmente non lo farete mai più.”


01. The Last of Us – Parte II (10/10)

The Last of Us - Parte II migliora in tutti gli aspetti il suo illustre capostipite

The Last of Us – Parte II, ve lo avevamo già detto, è per la nostra redazione il gioco migliore dell’intera generazione scorsa. Cinque anni dopo gli eventi del primo gioco, ritroviamo una Ellie diciannovenne che tenta di ricostruirsi una vita nella piccola e pacifica comunità di Jackson. Dal momento, però, che il passato ha la memoria lunga, la ragazza si ritroverà coinvolta in emozioni e pericoli che sperava di non dover mai incontrare, chiamata a tirare fuori le parti più risolute e più spaventose di se stessa.

Nel viaggio, reso potentissimo dall’interazione, il giocatore si ritrovava così a seguire le salite e le cadute di Ellie, scoprendo che la ragione spesso siede solo temporaneamente dalla parte del proprio punto di vista.

Nella recensione, Domenico Musicò ha premiato il gioco con 10/10, definendolo semplicemente il «manifesto di una generazione» videoludica.

“Il merito di Naughty Dog va al di là della bellezza oggettiva e della godibilità di questo secondo capitolo, poiché abbraccia lo sdoganamento totale di temi sociali delicati, la truce rappresentazione della violenza mai fine a se stessa, il realismo di un mondo per nulla dissimile da quello reale e la capacità di narrare un dramma vibrante e intenso sgretolando ogni filtro tra personaggi e giocatore.

The Last of Us – Part 2 non è solo il gioco più importante dell’anno, ma dell’intera generazione.”