Fallout: New Vegas e l’apocalisse spiritosa – Speciale

L'apocalisse nucleare porta morte, disperazione, mutazioni e... tizi strani

IL DETTAGLIO
A cura di Francesco Ursino - 29 Novembre 2019 - 10:25

Nell’ultimo periodo, Obsidian Entertainment è salita agli onori delle cronache per The Outer Worlds, titolo piuttosto apprezzato nella nostra recensione, e capace di meritarsi una nomination per il gioco dell’anno ai prossimi Game Awards 2019. Il numero de Il Dettaglio di questa settimana sceglie allora di tornare a un altro gioco dello studio californiano, altrettanto apprezzato a suo tempo, ovvero Fallout: New Vegas.

Fallout: New Vegas e l’apocalisse spiritosa – Speciale

Fallout: New Vegas era un gioco allegro, dopo tutto

Una delle caratteristiche della serie di Fallout, soprattutto dei capitoli pre-Bethesda, era l’umorismo nero. Fallout: New Vegas è forse il titolo dell’era moderna che riprende di più questa specifica vena ironica, anche perché l’ambientazione in sé, probabilmente, lo consentiva maggiormente. Nel titolo Obsidian, a questo proposito, era possibile personalizzare il proprio avatar virtuale con i tratti. Questi modificavano alcuni particolari del gameplay, e portavano quindi a cambiare in qualche modo l’esperienza di gioco.

La cosa carina è che i tratti portavano dei benefici, ma anche dei malus. Un tratto, allora, permetteva di sparare più velocemente, sacrificando però la precisione. Un altro dava vantaggi quando si indossavano occhiali, mentre un altro ancora regalava più punti azione ma rendeva più letali tutti gli attacchi subiti.

E poi c’era il tratto Zona Contaminata Selvaggia, Wild Wasteland nella versione in inglese, che modificava l’esperienza di Fallout: New Vegas in modo del tutto particolare…

Fallout: New Vegas e l’apocalisse spiritosa – Speciale

Horatio Cane può sopravvivere anche all’apocalisse (forse)

Con il tratto Zona Contaminata Selvaggia ci si poteva imbattere in personaggi decisamente più bizzarri di quelli normalmente incrociati in Fallout: New Vegas. Era un po’ come giocare impersonando Claptrap in Borderlands: The Pre-Sequel: non sapevi mai cosa poteva capitarti, ma in fondo il punto era proprio quello.

Attivando questo tratto, nello specifico, si aveva accesso a quindici incontri unici nel corso del gioco, oltre che a una versione speciale dei titoli di coda, che per idea ricorda un po’ quella degli speciali di Halloween dei Simpson. Ogni volta che ci si avvicinava a queste stramberie, era possibile sentire un caratteristico effetto sonoro, e la grafica del gioco mostrava un’immagine del Vault Boy in alto a sinistra, spesso accompagnata da tre puntini sospensivi.

Tra questi incontri, uno dei più bizzarri avveniva all’Ultra-Luxe, uno dei casino della Strip. Durante l’esperienza di gioco normale, infatti, si poteva avere a che fare con un investigatore che, per motivi che ora sarebbe lungo spiegare, poteva venire ucciso. Con il tratto Zona Contaminata Selvaggia, l’investigatore cambiava completamente aspetto. Era rosso di capelli, con gli occhiali scuri, e si chiamava Crusoe. Si trattava, con probabile evidenza, di un rimando a David Caruso, che nel 2010, anno in cui uscì Fallout: New Vegas, imperversava in TV con CSI: Miami (dato che ci siamo, gustatevi qualche momento del detective dalla battuta pronta con questo video).

Vale la pena segnalare che sempre nel corso della stessa missione secondaria, attivando il tratto Zona Contaminata Selvaggia era possibile ascoltare un Securitron mentre pronunciava: “Vivo o morto, tu vieni con me.” Si trattava, come avrete già capito, della mitica frase simbolo di Robocop.

Fallout: New Vegas e l’apocalisse spiritosa – Speciale

Gli incontri bizzarri, in ogni caso, erano tanti altri. Ci si poteva imbattere in una banda di nonnette decisamente bellicose (citazione dei Monty Python), ma anche in rimandi di Alien, Star Wars, Star Trek, Doctor Who. Se si era in compagnia del cane Rex, inoltre, si poteva anche assistere a un omaggio al mitico Lassie.

Ancora, se ci si aggirava nei pressi della Fattoria Howoritz, poi, ci si poteva imbattere niente meno che in una navicella schiantata (simile a sua volta a quella di Fallout 3), con tanto di alieni a fare da guardia. Alieni che erano incredibilmente resistenti, ma che una volta sconfitti permettevano di entrare in possesso di armi interessanti, come il Blaster. Un gingillo con pochissime munizioni, ma molto molto potente.

Non poteva mancare, poi, un frigorifero.

Lo strano rapporto tra i frigoriferi e Fallout

Quello di Fallout e i frigoriferi è un rapporto piuttosto stretto (e piuttosto strano). In uno speciale precedente, ad esempio, parlavo di Billy, il piccolo ghoul di Fallout 4 che era sopravvissuto per 200 anni all’interno di un frigo. Una storia piuttosto bizzarra e che poteva anche concludersi – a seconda delle scelte del giocatore – con un lieto fine.

La stessa sorte non sembra essere toccata al misterioso figuro che era possibile incontrare in Fallout: New Vegas. Sempre grazie al tratto Zona Contaminata Selvaggia, era possibile imbattersi in un frigo che conteneva, al suo interno, uno scheletro con tanto di cappello. Si trattava, evidentemente, di una citazione di Indiana Jones e il Regno del teschio di cristallo. Solo che nel film Indy sopravviveva, mentre in questo caso la sorte toccata all’ignaro avventuriero era stata un pochino peggiore (qui si vede l’esatta posizione del frigo).

Fallout: New Vegas e l’apocalisse spiritosa – Speciale

Aprendo una piccola parentesi, il rapporto tra i frigoriferi e Fallout è continuato in Fallout 76, ovviamente in modo polemico. Durante uno degli ultimi aggiornamenti, infatti, è stata inclusa la possibilità di acquistare un frigorifero – per conservare i cibi – alla modica cifra di 7 dollari (o 700 atomi).

Fallout: New Vegas era un gioco tutt’altro che banale. Vivere la storia del titolo Obsidian con il tratto Zona Contaminata Selvaggia, poi, dava quel tocco di assurdità in più che non faceva mai male. Vi ricordate di aver attivato questo tratto durante le vostre scorribande nei dintorni della diga di Hoover?




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