Metro Exodus, ultima prova prima della recensione

Sta per concludersi il viaggio di avvicinamento a Metro Exodus, terzo capitolo della serie di sparatutto targati 4A Games e pubblicati da Deep Silver. A dettare i tempi di questo percorso sono state diverse anteprime che sono culminate nell’ultima, riassuntiva, di qualche giorno fa. La build conteneva sia le sezioni già viste, affrontate in occasione dell’E3 e della Gamescom, e una nuova che si è rivelata la più interessante delle tre. Ricapitoliamo, dunque, le premesse del titolo. Prendendo il via dal finale “Redenzione” di Last Light, l’esodo di Metro è quello di Artyom e degli Spartan a bordo della locomotiva Aurora attraverso le lande largamente desolate della Russia post-nucleare della finzione narrativa. Le vicende del capitolo coprono l’intero anno che servirà al gruppo per arrivare al finale, che se dovesse mantenere la struttura tipica, si biforcherebbe al termine.

La chiave di lettura del viaggio, oltre a dare una sfumatura particolare alla serie, agisce direttamente sulla natura del gameplay. Gli imprevisti dell’Aurora sono il motivo delle soste dei viaggiatori nelle mappe di gioco che tendono teoricamente al concetto di open-world. Metro Exodus è costituito dall’insieme di questi pezzi, al cui interno il giocatore si muove liberamente tra missioni principali, secondarie indicate ed emergenti che arricchiscono l’universo del nuovo capitolo, con retroscena e approfondimenti. Il tutto amplia a dismisura l’offerta dei precedenti capitoli, che si arricchiscono anche di un sistema di crafting che si amalgama con l’atmosfera survival della serie. 

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Metro Exodus: il più ambizioso

Semplificando si può azzardare che questo sia il capitolo di Metro più ambizioso di sempre. Anche perché per 4A Games la sfida è doppia, sul fronte tecnico e nel riuscire a non intaccare quella formula più lineare ma molto efficace che caratterizzava i primi due capitoli.  C’è da dire che le potenzialità che sono state messe in atto in un’avventura a più ampio respiro, come quella di Metro Exodus, sono davvero molteplici. Potremmo soffermarci ancora una volta sul gameplay più vario, la libertà di scegliere e affrontare il fluire dell’intreccio, stavolta però ad averci colpito è la caratterizzazione stagionale degli ambienti della Russia post-nucleare.

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Un continente per tutte le stagioni

Aver distribuito su un anno solare l’avventura ha permesso ai ragazzi del team di sviluppo di mostrarci non un’unica ambientazione, ma molteplici, ciascuna caratterizzata dalla relativa condizione climatica. Inverno, primavera, autunno e, con la demo in questione, estate sono più che accessori, sono concause dei problemi e degli avvenimenti che dettano il ritmo del procedere dell’avventura. Certo, tutta questa apertura e varietà potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio e l’incedere più spaesato già si fa sentire. In alcuni momenti non possiamo negare di aver visto il titolo mostrare il fianco al ricordo della natura ansiogena e claustrofobica che ci aspettatavamo di rincontrare. 

Queste sono le sensazioni che ci hanno portato all’atto conclusivo della prima parte della scoperta di Metro Exodus. 

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The Caspian: l’ultima demo

The Caspian è il nome della mappa dell’ultima demo e sono passati tre mesi dall’inizio del viaggio.  Si è alla ricerca di un posto privo di radiazioni per accamparsi definitivamente, ma non ci sono nemmeno le risorse per avanzare nel viaggio, senza considerare che l’Aurora non è nelle migliore condizioni. Non c’è più acqua per la caldaia del motore e il carbone è agli sgoccioli. L’unica soluzione è avventurarsi nel deserto per cercarli. Tra una tempesta di sabbia e l’altra, nonché una mappa che sembra rievocare talvolta il primo Rage e Mad Max, si scopre che i predoni sono in possesso di ciò che cerchiamo. Addirittura all’aperto otteniamo già alla prima missione un veicolo che protegge dalle tempeste di sabbia e velocizza il viaggio sulla mappa.

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Si sviluppano così due filoni dell’avventura strettamente legati: il primo che conduce alla lotta contro i predoni per l’acqua e il combustibile, che fa il verso alle due influenze di cui sopra; Il secondo invece più vicino alle tinte tenebrose di metro, che porta nei sotterranei di una vecchia installazione infestata di ragni alla ricerca delle mappe che segnano lo stato di radioattività del continente.

E’ evidente che il secondo, che gioca nella zona confort della serie, funziona meglio di quello desertico, che intrattiene, ma non offre nessuno spunto veramente particolare.

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Cambia la psicologia dello shooting, per esempio, che nell’open world lascia margine per un maggiore recupero di risorse e proiettili, offrendo spesso vie di fuga per evitare lo scontro e nei cunicoli dei dungeon senza via di fuga si appesantisce fino a rendere fatale ogni azione del giocatore.

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Se il gameplay perde in intensità, ne guadagna la narrativa grazie al fattore emergente, che arricchisce di molto lo svolgimento tipico fatto di dialoghi e cutscene, pur con il compromesso del rallentamento. Sul fronte tecnico il gioco beneficerà del supporto al Ray Tracing sulle schede Nvidia di nuova generazione, e infatti il motore di gioco offre scorci e dettagli paesaggistici da brividi. Metro Exodus, sembra d’altro canto perdersi un po’ troppo sulle animazioni dei personaggi. I movimenti sono legnosi e le espressioni poco espressive, forse perché l’offerta dell’attuale generazione è arrivata a livelli tali da farci notare tutto ciò che non raggiunge le stesse vette.

L’avventura di Artyom in Metro Exodus si tramuta in viaggio. L’atmosfera “on the road” sui binari che dirigono l’Aurora alla meta è affascinante, anche se talvolta sembra allontanarsi da ciò che la serie ci ha sempre proposto. La demo The Caspian ambientata nella desertica Russia post-nucleare, vittima del torrido clima estivo, ha mostrato molto della varietà che possiamo aspettarci dal prodotto finito, tra missioni lineari, narrativa emergente e alternative da “open-world”, tutti ben realizzati. A questo punto aspettiamo solamente di concludere la nostra avventura in compagnia del gioco con la recensione, che si aspetta nelle vicinanze dell’uscita, fissata su PS4, XBOX One e PC il 15 febbraio.