L’amministrazione Trump potrebbe colpire i produttori di console con aumenti di tasse del 25%

Nel conflitto commerciale con la Cina degli USA, entrano anche i videogiochi

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A cura di Stefania Tahva Sperandio - 24 Maggio 2019 - 14:34

Non è una novità – anche se non è argomento consono alle nostre pagine, all’infuori della questione tech con Huawei – il fatto che gli Stati Uniti e la Cina stiano vivendo un conflitto commerciale. È notizia delle ultime ore che l’amministrazione del Presidente Donald Trump stia valutando la possibilità di dare una stangata alle tasse sull’importazione dei prodotti dalla Cina – con la quota che passerebbe dall’attuale 10% al possibile 25%.

La misura, ancora in fase di discussione, potrebbe entrare in vigore entro la fine di giugno e avrebbe ripercussioni anche sul mercato delle console per videogiochi. Sony, Microsoft e Nintendo producono infatti alcune delle componenti delle loro console proprio nel Paese del Dragone, il che significa che dovrebbero pagare sensibilmente di più per far uscire questi prodotti dalla Cina e riportarli in Occidente.

donald trump

(AP Photo/Evan Vucci)

Se la misura si concretizzasse, insomma, per i videogiocatori potrebbe tradursi in un importante aumento del prezzo delle console (più salgono i costi di produzioni, più può salire il prezzo al dettaglio), anche considerando che Sony e Microsoft vendono le piattaforme già in perdita, quando le lanciano.

La misura che gli Stati Uniti stanno valutando potrebbe influenzare il prezzo di PlayStation 5Xbox Scarlett? È ovviamente un’opzione, ma bisogna prima aspettare di vedere se e come la normativa diventerà effettiva. Per il momento, l’ESA (Entertainment Software Association) si è già espressa in difesa del mercato videoludico, sottolineando che una manovra simile danneggerebbe l’economia dell’industria, oltre ai suoi lavoratori.

Rimaniamo in attesa di novità da riferire sull’argomento.

Fonte: GameDaily, Nintendo Enthusiast




TAG: nintendo switch, playstation 4, videogiochi, Xbox One

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