Il terremoto tra Huawei e gli USA | Le novità tech e social

Tra le notizie tech e social della settimana, soprattutto il terremoto che sta scuotendo il mercato di Huawei in USA

SPAZIO TECH
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 21 Maggio 2019 - 9:50

È una settimana che si farà ricordare, quella che stiamo vivendo. In queste ore, infatti, sta tenendo banco la questione legata a Donald Trump e al ban di Huawei negli Stati Uniti, con i dispositivi del produttore cinese che si stanno schiantando, letteralmente, contro un muro e con la compagnia che ovviamente non ci sta. Vediamo da vicino tutte le ultime novità nel nostro appuntamento con SpazioTech.

C’era una volta, Instagram Direct

In settimana, vi abbiamo riferito dell’annunciata chiusura di Instagram Direct, ma la parte più interessante è che, con ogni probabilità, non ne conoscevate nemmeno l’esistenza. L’applicazione è il corrispondente di Messenger su Facebook, ossia un’applicazione standalone pensata per consentire lo scambio di messaggi istantanei tra gli utenti del social – in questo caso, Instagram.

instagram direct

Tuttavia, sembra proprio che l’applicazione non abbia riscontrato le attenzioni che Facebook Inc. si aspettava, al punto che ne è stata annunciata la chiusura. Entro il prossimo mese, non ci sarà più modo di utilizzarla e le conversazioni al suo interno saranno trasferite direttamente sulla schermata Direct di Instagram, dove già da ore potete scambiare messaggi con altri utenti senza passare per un’app apposita.

Verso WhatsApp Dark

Continuano anche i lavori sulla versione Dark di WhatsApp, sempre richiestissima dagli utenti: senza dilungarci troppo, in settimana vi abbiamo riferito che i nelle fasi di beta sono stati apportati alcuni ulteriori cambiamenti, che mirano proprio alla release per il grande pubblico, ormai molto vicina.

Le schermata dell’app in fase di test ci mostrano la schermata in cui prevale (ovviamente) il nero, ideale da utilizzarsi soprattutto in ambienti in cui l’illuminazione è scarsa e il tipico bianco/verde dell’interfaccia di Photoshop risulterebbe estremamente sgradevole.

Eccoti qui, Asus ZenFone 6

Dopo le tante indiscrezioni, è arrivata la presentazione ufficiale di ASUS Zenfone 6, il nuovo smartphone di casa ASUS che punta su alcune particolari peculiarità. La prima, confermata dopo i rumor, è la sua batteria: parliamo di 5000 mAh, per una capienza estremamente generosa e una capacità di utilizzo che dovrebbe superare anche il giorno intero – così da non tediare l’utente con la necessità di repentine ricariche.

Confermata, rispetto ai rumor, anche la peculiare fotocamere ribaltabile: la medesima ottica si può ruotare per essere utilizzata sia come camera posteriore che come frontale, in maniera tale che il display non abbia bisogno di notch o fori per ospitare la fotocamera per i selfie. Il risultato estetico, lato design, è sicuramente gradevole.

Tra le altre specifiche, Zenfone 6 si affida ad Android 9 con ZenUI 6 Pie, chipset Snapdragon 855 Qualcomma e 6 GB di memoria RAM. In merito all’archiviazione, si parla di 64 GB, estendibili però fino a 2 TB con Micro SD. Il display è un pannello da 6,4″, con 403 ppi di densiltà e protetto da Gorilla Glass 6. Lo smartphone è già in vendita al costo di listino di 499€ per il taglio da 64 GB, 559€ per i 128 GB e 599€ per i 256 GB.

Tecnologia o politica? Il caso Huawei-USA

In passato ci siamo già ritrovati a parlare delle ruggini tra gli Stati Uniti e gli smartphone di produzione cinese, identificati come veri e propri terminali “spia” di cui veniva sconsigliato l’acquisto ai cittadini americani che svolgano lavori di responsabilità per lo Stato. Tuttavia, dopo che la situazione sembrava essersi rasserenata dopo le tensioni di qualche tempo fa, è arrivata la notizia che Donald Trump ha bandito i terminali Huawei dagli USA. Questo significa che la compagnia non può più acquistare tecnologie statunitensi, se non con apposite autorizzazioni, né può vendere le sue nel Paese a stelle e strisce.

La novità, che non è retroattiva (ossia, chi possiede un Huawei non dovrà buttarlo), è già valida e si applica al mercato dei soli Stati Uniti. Come era immaginabile, non è arrivata senza conseguenze: la compagnia cinese ha dichiarato che questa decisione inciderà su migliaia di posti di lavoro in USA e ha anticipato che si rivolgerà a tutte le sedi legali competenti per tutelare il suo mercato.

huawei logo

Nel frattempo, però, si è già attivato un effetto domino: Google e Intel, ad esempio, hanno già sospeso rispettivamente le licenze e gli accordi con Huawei, in virtù della decisione della Casa Bianca. In particolare, Google in merito ad Android ha fatto sapere che non supporterà più ufficialmente il suo sistema operativo sui terminali Android, che dovranno accontentarsi di accedere alla versione open source dell’OS. Questo è valido anche per l’Europa, poiché Google sospende il supporto ad Android in tutti i territori all’infuori della Cina. Inoltre, questo comporta anche l’addio ad applicazioni come Play Store e Gmail.

A queste due compagnie, seguono anche le sospensioni degli accordi di Qualcomm e Broadcom, che hanno fatto inferocire ulteriormente il produttore cinese.

Queste notizie arrivano nel momento in cui Huawei sta vivendo un periodo roseo, essendosi affermata come il secondo venditore di smartphone al mondo, alle spalle della sola Samsung. La compagnia coreana detiene il 22,8% del mercato, Huawei il 18,8%, Apple il 12,8%, Xiaomi l’8,9% e Oppo l’8,7%. Tutti gli altri, si spartiscono il 28%, per un giro d’affare da 314 milioni di unità nel solo Q1 2019.

Come si muoverà Huawei? Quale sarà la risposta della Cina? Gli USA commenteranno ulteriormente la decisione? Per ora, le incognite sono infinite e non possiamo che attendere novità dalle parti coinvolte.

Di solito, su queste pagine, ci ritroviamo a parlare di videogiochi, cinema, serie TV, tecnologia. La sensazione, chiudendo questo numero di SpazioTech, e di essere finiti con il parlare di quella che è più che altro una questione politica. Il nostro augurio è che siano tutelati consumatori e lavoratori che prestano le loro ore e i loro servigi a Huawei, in mezzo a tutto questo.




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