Kingdom Hearts, la Via dell’Alba #4 | Terra-Xehanort

Bentornati a La Via dell’Alba, la retrospettiva su Kingdom Hearts incentrata sui personaggi. Se l’esordio è stato ovvio (Sora) e il seguito complementare (Riku), con la terza puntata abbiamo parlato della componente femminile della triade, con Kairi e Aqua e il loro percorso di consapevolezza di essere donne e portatrici del Keyblade. Ma dove in altre saghe questi tre protagonisti sarebbero già sufficienti, Kingdom Hearts ci ricorda che per lui non lo è. Ecco quindi che oggi iniziamo a parlare degli antagonisti, e non possiamo che partire dal più grande: Terra-Xehanort e i suoi derivati Ansem e Xemnas.

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Una crudele macchinazione

Per quanto pubblicato solo successivamente, molte risposte riguardo gli antagonisti della storia cominciano da Birth By Sleep. Dall’ingenuo Terra, vittima delle macchinazioni dell’orribilmente ambizioso Maestro Xehanort, nasce Terra-Xehanort. Costui non è altro che la personalità del Maestro che ha preso possesso del corpo del ragazzo. Ciononostante la volontà residua del giovane continua a contrastare la volontà del perfido grande nemico. Nei fatti da Birth By Sleep in poi abbiamo assistito a una grossa virata narrativa per la saga. Se prima era prima di tutto una lotta contro l’Oscurità divenuta poi una “sfumatura di grigio” coi Nessuno, a partire dall’avventura di Terra, Aqua e Ven la saga vira sul contrasto dei piani (diretti e indiretti) del Maestro Xehanort.

Nel finale di Birth By Sleep la maestra Aqua capisce la cosa e decide di sacrificarsi per impedire che l’amico sprofondi nell’Oscurità. Non è difficile immaginare che per salvarlo la giovane abbia inconsciamente scelto il luogo più imbevuto di Luce che ricordava, cioè il Giardino Radioso. Terra-Xehanort viene così riportato in superficie atterrando proprio in tale posto, dove viene ritrovato dallo studioso Ansem il Saggio. Purtroppo la salvezza gli è costata la perdita di memoria, a parte una sola parola: Xehanort.

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Così egli sarà noto da quel momento in poi, e deciderà di divenire assistente proprio del suo salvatore. Il Saggio sta infatti portando avanti degli esperimenti riguardanti l’Oscurità, tentando di capire i legami di essa con i cuori e con i mondi ormai poco comunicanti. Xehanort si dimostra incredibilmente predisposto, e il suo essere senza passato lo rende ben presto spregiudicato e moralmente ambiguo. Comincia a sperimentare per conto proprio, incontrando prima la rassegnazione e poi il rifiuto da parte del suo maestro. L’episodio più grave (mostrato in Kingdom Hearts II) si ha qualche anno dopo il suo arrivo. Topolino, che prima che re era amico di Ansem il Saggio, era a colloquio con lui riguardo la stabilità dei mondi. A un certo punto Xehanort viene a chiedere il permesso per un esperimento. Egli stava infatti studiando i concetti delle porte tra i mondi e dell’esistenza del Kingdom Hearts, il cuore di tutti i mondi. Ansem il Saggio reagisce sorprendentemente male alla richiesta, sentenziando una secca e immotivata proibizione. Contrito Xehanort finge di obbedire, ma una simile reazione del suo maestro lo porterà a continuare sottobanco le sue ricerche.

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Usurpatore di confusione

Xehanort comincia così a sentirsi moralmente svincolato dal suo maestro. Anzi, probabilmente comincia a vederlo come una persona limitata dalla paura di spingersi “oltre”. Di nuovo a livello inconscio, la mente fredda del Maestro Xehanort spinge il suo nuovo corpo a perseguire senza freni morali. Arriva a far complici delle sue azioni tutti gli assistenti del Saggio, fino a che non succede il peggio. Capita infatti un grosso incidente, le cui vittime sono tutti i colleghi di Xehanort e i cittadini del Giardino Radioso (Radiant Garden). Le dinamiche dell’incidente rimangono ancora oggi poco chiare, ma fatto sta che le conseguenze sono gravissime: oltre ai cittadini, lo stesso Ansem il Saggio viene disperso nell’Oscurità. Infine l’apprendista stregone Xehanort riprende inconsciamente il proprio piano originario e si trafigge da solo col proprio Keyblade, scindendosi quindi in un Heartless e in un Nessuno.

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La lotta contro l’Heartless creatosi da Terra-Xehanort è basilarmente la trama del primo Kingdom Hearts. Come specificato infatti fin da questo primo capitolo, l’Heartless è per definizione un essere che agisce guidato dal puro istinto. E tale lui è: l’Heartless di Terra-Xehanort usurpa il nome del suo maestro e si fa chiamare Ansem. Delle ricerche e della (minima) etica che aveva da umano non restano che la bruciante ambizione dell’Oscurità e del Kingdom Hearts, e per ottenerli agisce appunto con l’istintuale spietatezza del predatore alfa. Riparte dalle rovine di Radiant Garden (che ribattezza Fortezza Oscura) e crea la fabbrica di Heartless, che nutre con cuori per generarsi un esercito artificiale. Infine sfrutta Malefica, rapisce le sette principesse e soggioga Riku per i suoi scopi. I suoi piani procedono agilmente finché non arriva Sora a contrastarlo, liberando Riku dalla sua malevola influenza. Ma l’interferenza del portatore di Keyblade lo fa solo rallentare. Ormai ha raggiunto il suo scopo: il Cuore di Tutti i Mondi è a portata, e lui è pronto a farsi riempire dalla sua suprema Oscurità. Eppure, egli è destinato al fallimento: ai Confini del Mondo viene distrutto proprio dal Cuore che aveva tanto anelato, che lo inonda di Luce facendolo sparire in un’aura iridescente.

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Il manipolatore supremo

Alla fine, l’Heartless di Terra-Xehanort ha una profondità psicologica relativa. Per quanto sia paradigmaticamente malvagio come Vanitas, il suo agire rimane pur sempre quello di un Heartless, per quanto di livello superiore. Anche la scelta di usurpare il nome del suo mentore è dovuta all’autorità che vi avrebbe guadagnato. Egli è dominato dalle sue emozioni, e cerca nutrimento nell’Oscurità ubbidendo ai dettami della propria “specie”. È da notare come in Kingdom Hearts Dream Drop Distance si assista a un piccolo retcon, facendo viaggiare l’Heartless indietro nel tempo per contattare il sé stesso più giovane. Si tratta comunque di una variazione minima, che non inficia la condotta altrimenti istintuale del personaggio. Tutto quello che non ha è appunto rimasto nel suo corpo, diventato un Nessuno: Xemnas. Un nemico di tutt’altra foggia: per quanto egli abbia perso buona parte delle emozioni, ha ereditato l’intelligenza spregiudicata del suo “io” originale. Ed è proprio questo a renderlo interessante, nonché uno dei personaggi più stimati dell’intera saga.

La sottile ragnatela di relazioni, patti e carisma che va costruendo sin da Kingdom Hearts: Chain of Memories gli fanno adeguatamente meritare il titolo di “Superiore”. La differenza sostanziale nell’approccio con Sora sta nel fatto che Xemnas non vede il portatore del Keyblade come un ostacolo, ma come un mezzo. Il Nessuno vuole tornare completo, e per farlo ha bisogno di un cuore. L’unico modo possibile per ottenerlo sarebbe quello di richiederlo proprio al Kingdom Hearts, ma i Nessuno sono esseri rinnegati e il Cuore di tutti i Mondi non ascolterà mai le loro richieste. Xemnas capisce che non c’è altra via se non quella di creare lui stesso un Kingdom Hearts, e per farlo fonda l’Organizzazione. Per ottenere cuori ha bisogno di un portatore di Keyblade, che sfoghi la sua voglia di giustizia sugli Heartless liberando cuori che poi lui raccoglierà per formare il suo sogno.

La fortuna sembra arridergli quando incontra il Nessuno di Sora, che battezza Roxas e mette al lavoro per tale scopo. Eppure il suo progetto di creare una replica perfetta di Sora partendo dal Nessuno di quest’ultimo fallisce ed è quindi costretto a cambiare piano, manipolando direttamente l’originale. Inizialmente lo lascia agire liberamente, ben sapendo che pure se Sora salva i singoli mondi non potrà nulla sul lungo termine. Le cose cambiano però quando è scoperto da Topolino, che durante la “Battaglia dei 1000 Heartless” capisce la sua natura di usurpatore. Inutile dire che sempre in tale occasione Sora viene a sapere di stare inconsapevolmente facendo il gioco dell’Organizzazione. Da qui in poi lo scopo di Xemnas diventa mettere in difficoltà Sora non sul piano fisico ma mentale, e ci riesce benissimo: c’è un momento in Kingdom Hearts II in cui il Custode dei Mondi arriva a dubitare di tutto, da sé stesso alla sua missione.

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Nel buio, dove tutto è iniziato

Non è stato confermato, ma probabilmente Xemnas è anche il Nessuno più antico, il primo a essersi generato. Ostenta con forza la sua “mancanza di emozioni”, eppure egli per primo ne prova non poche. Al di fuori della sua personalità manipolatrice egli pare aver ripreso solamente le parti negative del suo “io” originale, che ha usato come mezzi per raggiungere il suo obiettivo. Nonostante ciò ci sono delle ombre: se la sua inflessione teatrale e melodrammatica sono atteggiamenti ridicolizzanti di uno stereotipato “genio del male”, ma egli ha dimostrato anche un’inedita inclinazione a ricordarsi di amicizie passate. Ci sono alcuni filmati in Kingdom Hearts II Final Mix che lo mostrano muoversi nei sotterranei del Castello che Non Esiste, in cui si mette a parlare con l’armatura logora di Aqua chiamandola “amica mia”. Non è difficile capire che tale sia il legame residuo del suo “altro” Terra, che ancora anela rivedere i suoi amici sani e salvi. Non a caso, la password che egli digita sul computer del suo vecchio studio è “another”, che non solo significa “altro” ma è anche l’anagramma di “no heart” (nessun cuore) e del nome Xehanort se privato della X. Tra l’altro, tali scene furono aggiunte nel Final Mix appunto per collegarlo al futuro Birth By Sleep.

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Eppure Xemnas rimane sempre un Nessuno, e in quanto tale non è in grado di comprendere quello che un essere umano completo può provare. Può essere machiavellico, intrigante, cospiratore e cinico, ma comunque è limitato. Ha un solo obiettivo, e non mostra risentimenti o rimorsi quando vede i suoi compagni cadere l’uno dopo l’altro. Ormai la sua volontà è quella di ottenere un cuore, ma la sua stessa natura di Nessuno gli fa provare solo odio, dolore, sofferenza e risentimento. Emozioni che possono sprigionare una potenza e una forza a dir poco immense, ma al terribile prezzo di non riuscire più a capire di essere andato troppo oltre. E quando svanisce anche lui nell’arena di nulla dove Sora e Riku l’hanno sconfitto, nei suoi occhi gialli non vediamo più il delirio di onnipotenza, ma la disperazione di un essere smarrito.

In questa puntata abbiamo riassunto e ripercorso la storia di due (poi rivelatisi uno) antagonisti principali della saga, Ansem e Xemnas. Il tentativo è stato dare un’introspezione psicologica che vada oltre la loro natura di “boss finale”. Se Ansem ha rappresentato la pura istintualità, appena spruzzata d’astuzia, Xemnas è invece il manipolatore supremo, guidato dalla rabbia. Contemporaneamente però abbiamo anche visto come il suo delirio di onnipotenza non fosse altro che il prodotto di un essere smarrito, che voleva solo tornare completo. La vicenda del secondo Kingdom Hearts diviene così un altro esemplare di “buon proposito portato avanti con mezzi efferati”. Ancora adesso, non possiamo sapere come andrà a finire in Kingdom Hearts III. Sappiamo tuttavia che a seguito della sconfitta prima dell’Heartless e poi del Nessuno, Xehanort è tornato intero. Tramite un’estremizzazione dei metodi di entrambi i suoi “io”, si prospetta l’ultima grande battaglia tra Keyblade. Rimanete con noi per l’ultima puntata!