[ESCLUSIVO] Intervista a Chris Darril, autore di Remothered: Broken Porcelain

Remothered: Broken Porcelain è in uscita durante l'estate 2020 su PS4, Xbox One, Switch e PC.

INTERVISTA
A cura di Marcello Paolillo - 3 Febbraio 2020 - 12:57

Remothered: Tormented Fathers è il survival horror di Darril Arts, scritto e diretto da Chris Darril, pubblicato a gennaio 2018 su PC e a luglio dello stesso anno per PlayStation 4 e Xbox One. Il gioco è poi apparso la scorsa estate anche su console Nintendo Switch, anche in edizione fisica, distribuito da Soedesco.

Il gioco – chiaramente ispirato alle atmosfere delle saghe horror Clock Tower e Haunting Ground, passando anche per Silent Hill e Rule of Rose – avrà presto un sequel, previsto durante la prossima estate. Stiamo parlando di Remothered: Broken Porcelain.

[ESCLUSIVO] Intervista a Chris Darril, autore di Remothered: Broken Porcelain

In attesa di riuscire a mettere la mani su una versione preliminare del gioco, abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere in esclusiva con Chris in persona, il quale ci ha svelato numerosi retroscena sul passato, presente e futuro della sua opera (e non solo):

Nota di redazione: all’interno dell’articolo trovate una valanga di nuovi screen inediti del gioco, mai visti prima e pubblicati in esclusiva da SpazioGames.it.

[ESCLUSIVO] Intervista a Chris Darril, autore di Remothered: Broken Porcelain

Partiamo dall’inizio: da dove è venuta l’idea base per Remothered? Cosa ti ha fatto scoccare la proverbiale scintilla verso un survival horror che strizza l’occhio ai grandi classici del passato?

Remothered nasce un po’ per gioco, sui banchi di scuola, come la base di quello che avrebbe comunque potuto essere una graphic novel, un romanzo e via dicendo. Il tutto si riduceva a pochi scarabocchi (personaggi, nemici, ambienti) e un soggetto di massima. Ben presto, nel voler dare il mio contributo al genere dei survival horror che stava vivendo un periodo tutt’altro che florido, salvo pochissime eccezioni, cominciai a svilupparne un prototipo su Rpg Maker XP, rivoluzionando i limiti dati dagli script del software e perfino i chipset consentiti dall’engine: era il 2009. Vista l’estrema somiglianza al classico di Hifumi Kono “Clock Tower”, dopo averne pubblicato un’anteprima su un forum, cominciò a fare il giro del mondo e Remothered acquisì la propria identità oltre che un solidissimo numero di fans. Lo accantonai nel 2011, il progetto 2d così come era nato andò perduto per sempre. Mi ci vollero diversi anni, collaborazioni esterne e perfino prendere parte a progetti internazionali, innanzitutto per affinare la mia esperienza di game designer e team leader, ma e soprattutto per prendere il coraggio di avventurarmi in questa nuova piccola grande scommessa: Remothered sarebbe rinato da lì a breve, nel 2016, con un più moderno engine mosso da un team vero e proprio. E così è finalmente il 2018 e Remothered debutta su pc e console divenendo, già dalle prime settimane e a mio stesso stupore, un classico, acclamato sia da critica e pubblico, superando ben presto le 100.000 copie e accaparrandosi il titolo di “Miglior Horror dell’anno”.

Nascendo come un appassionato d’arte (con una particolare predilezione per cinema e videogiochi), quali sono le tue più grandi fonti di ispirazione per dare vita all’universo orrorifico di Tormented Fathers e Broken Porcelain?

All’università ho studiato, oltre ad antropologia, tecnica e stili di regia nei nuovi media. La mia passione, non solo per i videogiochi ma anche e soprattutto per i film, nasce comunque sin da bambino. Alcune delle mie pellicole preferite hanno senza dubbio influenzato la mia visione, non solo di quest’opera isolata, ma del mio modo di vedere e concepire arte. Il canovaccio narrativo di Remothered ha difatti parecchi riferimenti, non solo all’horror popolare, ma anche al cinema di Lynch, di Hitchcock, perfino di Chazelle e Tornatore. Sarebbe impossibile non captare una vena romantica, drammatica e nostalgica dietro a tutta quell’imponente scorza di inquietudine e sgomento: difatti Remothered fa del suo essere crudo e concreto, pur narrando eventi potenzialmente incredibili, il suo punto di forza e con “Broken Porcelain” tutto questo verrà ulteriormente elevato.

La tua città, Catania, è sicuramente terreno inesplorato e vergine per lo sviluppo di videogiochi. Sei orgoglioso di aver dato nuova linfa vitale alla tua straordinaria terra d’origine, facendo sì che venisse conosciuta nel panorama internazionale? E ancora, cosa si prova a partire “dal nulla” e diventare in poco tempo un nome di riferimento per lo sviluppo italiano?

Catania ha veramente tanto da offrire, è una città magnifica e merita sicuramente una crescita esponenziale. Ci sono tanti sviluppatori esordienti ma anche tanti artisti di ogni genere. Essendo patriottico, molto legato alla mia terra, tipico dell’essere siciliano, è ovvio che tutto questo successo mi renda orgoglioso. Ritengo solo si possa fare di più. Come dissi tempo addietro in un’altra intervista è la visione degli altri di chi fa questo mestiere che andrebbe cambiata e solo noi possiamo far si che tutto questo accada. Non solo a Catania, ma in Italia in genere: l’idea di chi fa videogiochi è ancora un po’ limitata al “far qualcosa per hobby”, neanche un mestiere, non si ha minimamente idea dei sacrifici, del tempo, del duro lavoro e dei costi da sostenere dietro ogni buona produzione. L’idea di una Darril Arts e di una Stormind Games è quella di un team di ragazzi che si riuniscono a tempo perso per dar luce a qualcosa. Credo ci vorrà ancora del tempo ma, e posso dirlo in tutta franchezza, anche grazie a “Remothered” ed altri progetti di indubbia caratura le cose iniziano a muoversi. Siamo già sulla buona strada.

In Tormented Fathers il gioco tocca vari argomenti differenti, tra cui la paura della solitudine, la lotta d’identità e la spinosa relazione tra scienza e religione: dobbiamo aspettarci tematiche ancora più potenti e “intime” anche in Broken Porcelain?

Ho voluto approfondire tematiche esistenzialiste di proposito. Ho letto di molti altri survival horror lanciati sul mercato come “horror psicologici” ma, in tutta onestà, nulla di più sbagliato visto che questi imponevano solo trip di visioni allucinanti, creature sconcertanti ed eroi che, alla fin fine, si rivelano tutt’altro che vittime delle loro stesse fragilità. Invece i primi due “Silent Hill” ci aveva insegnato tutt’altro: era ricco di scenari terribilmente inquietanti, creature mostruose, certamente, tuttavia il baricentro di queste due gemme restava prepotentemente il pretesto di narrare un contesto d’orrore come analisi allegorica delle fragilità e paure umane. Quest’idea si è un po’ persa nel tempo, per molti credo basti l’idea di far confessare all’eroe un senso di colpa e poi farlo fagocitare in un universo sopra le righe dove combattere creature mostruose, senza realmente dargli spessore e o approfondirne la psicologia. Con “Tormented Fathers” invece ho volutamente tentato di mantenermi coerente con paure rigorosamente umane: ogni singolo personaggio rasenta il dualismo effettivo del ‘vittima e carnefice’, sono tutti mossi da paure e incertezze, si rintanano in Dio o nella medicina, sono diametralmente opposti quanto complementari tra loro e finiscono con l’essere meri pupazzi di un più grande e spietato burattino, il caso. Con “Broken Porcelain” l’indagine sarà addirittura più profonda ed estrema, l’eterna relazione di contrasto tra scienza e religione raggiungerà l’apice, approfondirò il concetto dell’importanza di preservare ed essere preservati nella memoria e vivremo l’intera esperienza nei panni di individui la cui principale paura è il flagello stesso dell’essere umani, in quanto fragili, in quanto destinati ad una fine.

Più personaggi, vuol dire un quadro d’insieme ancora più grande e complesso: per Broken Porcelain hai intenzione di proporre ai giocatori un’esperienza “interconnessa” che espanda ancora di più l’orrore iniziato con il primo capitolo?

Vi saranno indubbie correlazioni con il primo: difatti rincontreremo Rosemary Reed e certamente verranno date risposte a quei due interrogativi rimasti in sospeso. Verrà anche approfondita la storia di Celeste, la ragazzina scomparsa, alias Jennifer, perfino le relazioni tra i soci all’azienda RossoGallo, dello psicofarmaco Phenoxyl e la sorte delle suore in rosso del vicino convento. Tuttavia anche per quelli che si avvicineranno per la prima volta a Remothered con “Broken Porcelain”, non vi sarà l’esigenza di giocare il primo. Difatti di base verrà raccontata una storia ex-novo, faremo tante nuove conoscenze e avremo a che fare con una minaccia ancora maggiore oltre che ad una formula di gerarchia di nemici. Ebbene si, aspettatevi tanti nuovi stalker, molti dei quali agiranno in gruppo. Ma non solo questo: tutto sarà super dinamico, estremo, ricco di colpi di scena e testeremo di persona, e a nostro vantaggio, gli effetti del controllo delle falene.

Il primo capitolo ha superato le aspettative che lo studio si era posto. Con Broken Porcelain ritroviamo lo stesso team che ha creato Tormented Fathers, ma in numero ancora maggiore di persone al lavoro sul sequel: fare videogiochi di alto livello in Italia, nel 2020, si può?

Si può, con le dovute difficoltà, ma si può. Non ci aiuta di certo partire in ritardo rispetto ad altre realtà internazionali e neanche subire tra delle più alte tassazioni in Europa (specie se rapportate alle possibilità e ai compensi) tuttavia proprio per queste ragioni stiamo dimostrando in lungo e in largo una determinazione senza eguali, il desiderio reale di voler dare una scossa al nostro territorio con una professione che, a conti fatti, sta decisamente dando i suoi frutti e mira con orgoglio al futuro.

Cinema e videogiochi (ma anche serie TV e videogiochi) vanno spesso a braccetto (lo conferma anche la tua straordinaria partecipazione come membro della giuria dei BAFTA Awards – British Academy of Film and Television Arts). Hai mai pensato di dare vita a un prodotto cross-mediale che guardi “oltre” il Remothered inteso come videogioco in senso stretto?

Mi sembra incredibile pensare che questo 2 febbraio calcherò anche io il red carpet dell’Albert Royal Hall ed aver l’incommensurabile onore di condividere lo splendore della sala con alcune leggende del calibro di Scorsese, Tarantino, De Niro, Mendes etc. Per me questo rasenta il coronamento di un sogno e che quanto fatto fin ora deve aver veramente dato qualcosa agli altri. La mia passione per il cinema va di pari passo con quella per i videogiochi, del resto entrambi rappresentano due correnti artistiche tanto vicine da risultare sorelle. Sin da “Tormented Fathers” abbiamo voluto introdurre al pubblico l’idea di un’opera videoludica dalla forte componente cinematografica e con “Broken Porcelain” non vi saranno eccezioni, anzi! Il team sta dimostrando progressi notevoli, e non solo in campo visivo, e senza ombra di dubbio anche sceneggiatura e regia ne stanno guadagnando. Detto questo, Remothered è, senza ombra di dubbio, un’opera che si presterebbe in toto a prodotti cross-mediali. Ad essere franchi, sono già stati avvicinato per una versione su celluloide, perfino per una trasposizione in serie, così come per una versione graphic novel partendo da uno spin-off isolato. Ma, così come per il momento ho dovuto accantonare collaborazioni illustri per altri interessanti progetti videoludici, devo il mio tempo e la mia assoluta concentrazione all’imminente “Broken Porcelain”. Vorrei potervi rivelare di più ma resto dell’idea che sarà il tempo stesso a dirci.

Non dimentichiamo infine la direzione artistica dell’edizione 2019 di Etna Comics, a cui si aggiungono anche gli Uzeta Awards. Cosa ci puoi anticipare relativamente alla prossima e attesa edizione?

Un evento straordinario e che ha davvero fatto tanto per Catania e, in generale, non solo per tutto il Sud Italia, ma per l’intera nazione. E’ una realtà con la quale sono cresciuto poiché la prima edizione risale addirittura a 10 anni fa e che mi ha certamente spinto nell’intraprendere questo mio percorso professionale. Aver potuto prender parte all’organizzazione dell’evento sin dalla scorsa edizione è impagabile: tutto il team lavora con estremo affiatamento, ti senti subito parte di una grande famiglia. Persone ultra competenti, oneste, tremendamente poliedriche ed estimatori di tutte le forme d’arte e, in generale, della cultura pop. L’occasione di istituire e dirigere, in occasione del festival, la prima edizione degli “Uzeta Awards” per celebrare le diramazioni multimediali (il cinema d’animazione, le serie tv ed i videogame) si è poi rivelato la ciliegina sulla torta. Tante leggende da ogni parte del mondo: da Keiichiro Toyama (Silent Hill), Swery65 (Deadly Premonition), Charles Cecil (Broken Sword), Jean Luc-Cano (Life is Strange), Ian Livingstone (Tomb Raider), Alfred Nguyen (Forgotton Anne), Rachele Doimo (GTA V) fino a Tony Bancroft (Il Re Leone, Mulan), Shiyoon Kim e Jihyun Park (Frozen), Johnny Galecki (The Big Bang Theory) e Giancarlo Esposito (Breaking Bad) e quest’anno non sarà da meno, ne vedrete delle belle. Ci saranno tanti nuovi ospiti illustri, vip di elevatissima caratura, tante nuove sorprese e, ovviamente, la seconda edizione degli “Uzeta Awards” che, ancora una volta, premieranno la migliore serie tv, il miglior film d’animazione ed il videogioco dell’anno. Ahimè non posso ancora rivelarvi molto ma, credetemi sulla parola, restereste a bocca aperta. Mi raccomando, non perdete l’appuntamento anche quest’anno: dal 29 maggio al 2 giugno 2020, preso il centro fieristico “Le Ciminiere” di Catania. Io ci sarò senz’altro!

Ricordiamo che Remothered: Broken Porcelain è in uscita durante l’estate 2020 su PS4, Xbox One, Switch e PC. Scritto e diretto da Chris Darril per Darril Arts, è sviluppato da Stormind Games e distribuito da Modus Games.




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