Remothered: Broken Porcelain, non si fugge dalla paura – Anteprima

Abbiamo avuto modo di vedere coi nostri occhi una prima demo giocata di Remothered: Broken Porcelain.

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A cura di Marcello Paolillo - 25 Settembre 2019 - 10:30

I survival horror hanno visto la loro epoca doro a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000, con l’uscita di alcune serie davvero seminali ed entrate nell’immaginario collettivo. Resident Evil e Silent Hill sono solo le più note, seguite da una pletora di titoli minori più o meno conosciuti ma altrettanto validi (come Alone in the Dark). Spiace constatare come, negli anni, il genere si sia gradualmente spento, sino quasi a sparire. Fortuna vuole che alcuni piccoli fuochi di paglia abbiano riacceso la passione verso un genere, quello dell’horror, in grado di terrorizzare e inquietare come una volta (basti pensare a Resident Evil 7, maggiormente incentrato sulla tensione rispetto ai precedenti due capitoli). Nel 2018 fu però anche il turno di Remothered: Tormented Fathers, un titolo scritto e diretto da Chris Darril e sviluppato da Stormind Games. Il gioco venne pubblicato nella sua versione completa su PC, PlayStation 4 e Xbox One (e dalla fine dell’estate di quest’anno eccezionalmente anche su Nintendo Switch). Parliamo di un survival horror che strizza l’occhio ai classici nipponici del genere, in primis la saga Capcom di Clock Tower, in cui l’orrore e la tensione sono innanzitutto frutto della nostra mente e delle nostre paure più nascoste. Il successo del gioco, realmente sorprendente, ha spinto il team a mettersi subito all’opera sul secondo episodio, Remothered: Broken Porcelain. Lo abbiamo potuto vedere in anteprima.

Remothered: Broken Porcelain, non si fugge dalla paura – Anteprima

Il buio non sarà il nostro peggior nemico

Broken Porcelain sembra ripartire da zero: nuova protagonista (o protagonisti?), nuovo contesto scenico, nuovo terrore. Ma lo stesso, funzionale comparto ludico e strutturale tanto apprezzato nel predecessore. Jennifer, la quindicenne protagonista si ritrova a lavorare all’interno di un hotel, il quale sembra però nascondere alcune ‘stranezze’ che la porteranno presto ad indagare. Abbiamo potuto vedere in azione il secondo capitolo del gioco grazie a un hands-off a porte chiuse: nella demo che abbiamo ammirato in movimento (relativa a una versione alpha del gioco), la giovane ragazza sembrava doversela vedere suo malgrado con la reggente dell’edificio. Questa sembra infatti essere impazzita, arrivando a legare un corvo vivo con alcuni spaghi. Da lì, comincerà una vera e propria esclalation di terrore per la nostra Jennifer, costretta a fuggire dalla donna che sembra realmente intenzionata a farle del male senza apparente ragione.

Mosso agilmente dall’ormai rodato motore grafico Unreal Engine 4, Remothered: Broken Porcelain riesce a creare un contesto di gioco plausibile e, soprattutto, inquietante. Abbandonate le tinte gotiche e piuttosto scure del precedessore, in questo sequel le luci naturali sembrano farla da padrone, tanto che gli ambienti sembrano avvolti da uno strano alone biancastro che ricorderà moltissimo alcune sequenze giocate dei primi tre Silent Hill, specie quelle ambientate di giorno, prima che il mondo infernale prenda il sopravvento. La paura non è in ciò che non possiamo vedere, ma in ciò che abbiamo ben chiaro dinanzi a noi e di cui non conosciamo la natura. Una sensazione, resa ancora più vivida da una colonna sonora che adora crescere di intensità nelle situazioni di pericolo. Certo, come detto poche righe più in alto si tratta di una versione ancora piuttosto grezza del gioco finale, visto e considerato che i movimenti dei personaggi e alcuni dettagli di contorno (come la treccia dei capelli di Jennifer) necessitano sicuramente di piccoli ritocchi del caso. Ciò non toglie che il quadro generale, specie le sorprendenti animazioni facciali (ben distinguibili nel menu di gioco, grazie a un dettagliatissimo primo piano della protagonista), promettono grandi cose sotto il versante puramente tecnico.

Remothered: Broken Porcelain, non si fugge dalla paura – Anteprima

Il sistema hide and seek torna prepotente anche in Broken Porcelain, assieme a una gestione legata al crafting che permetterà di realizzare oggetti e trappole per bloccare o stordire gli inseguitori. Avremo a nostra disposizione anche coltelli per tentare di combattere i nemici corpo a corpo, sebbene questo approccio andrebbe considerato come ultima spiaggia, viste le scarse capacità combattive della giovane protagonista. Il fattore stealth, qui scandito dal tentare di passare inosservati agli occhi indiscreti dell’hotel (ma anche di fuggire loro nel caso venissimo scoperti), ci permetterà di intrufolarci all’interno di condotti d’areazione, armadi, casse e molto altro. Remothered: Broken Porcelain sembra infatti prendere quanto di meglio sia stato concepito sino ad ora nel genere degli horror psicologici, scontornando ogni spigolo imperfetto del predecessore. Se Storming Games seguirà la linea già intrapresa con successo in Tormented Fathers, il secondo episodio della serie ideata da Darill Arts sarà – non appena vedrà la luce, nel corso del 2020 – un horror sopraffino per veri intenditori del genere.

+ Atmosfera soffusa e intrigante
+ Meccaniche stealth sempre funzionali
- Tecnicamente ancora molto incompleto

Al netto della brevità della demo a cui abbiamo potuto assistere (oltre al fatto che si trattava di una versione preliminare ai primi stadi dello sviluppo), Remothered: Broken Porcelain sembra avere già tutte le carte in regola per bissare il successo del precedessore, grazie a un atmosfera unica e realmente inquietante, che fa della luce soffusa il suo punto di forza. Non il classico horror che fa leva sul jump scare, bensì un prodotto profondamente autoriale e che pone l’accento sull’elemento stealth e survival in maniera decisa e funzionale (esattamente come il primo Tormented Fathers). Non vediamo l’ora di poterlo provare con le nostre mani, per poter così verificare di persona la bontà di un titolo che – perlomeno sulla carta – promette di farci passare un bel po’ di notti insonne.




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