Indivisible, quando un metroidvania incontra gli RPG a turni – Provato

Abbiamo provato con mano Indivisible, il nuovo platform/RPG di Lab Zero Games.

PROVATO
A cura di Marcello Paolillo - 6 Settembre 2019 - 21:01

Sin dall’annuncio, Indivisible di Lab Zero Games e 505 Games ci è parso un titolo estremamente particolare. Il suo stile grafico di tratti tipicamente nipponici, le meccaniche metroidvania unite a un impianto da JRPG a turni (specie per quanto riguarda le battaglie coi nemici) hanno fatto si che l’interesse verso il gioco in questione salisse settimana dopo settimana. Avendo avuto ora modo di provare con mano il tutto alla recente Gamescom di Colonia, abbiamo potuto saggiare con mano le potenzialità di un platform/RPG davvero unico nel suo genere. A patto di avere una gran manualità ed esperienza con il genere di appartenenza.

Indivisible, quando un metroidvania incontra gli RPG a turni – Provato

Salta, esplora, combatti, ripeti.

Il pretesto narrativo di Indivisible è tanto scontato quanto funzionale: nei panni di Ajna, dovremo intraprendere un viaggio per cercare di capire il motivo dietro i suoi straordinari (e misteriosi) poteri straordinari. Durante l’avventura incontreremo un gran numero di personaggio non giocanti, oltre a malvagi avversari e consueti boss di fine livello. Lo stage che abbiamo avuto modo di provare ci ha catapultati in una suggestiva città avvolta dalle ombre della notte, coi suoi abitanti intenti a svolgere attività tipiche di chi il buio lo reputa un piacevole alleato: Lab Zero Games, autori del precedente Skullgirls, hanno ricreato un mondo disegnato a mano e animato unico nel suo genere e animato altrettanto perfettamente, tanto che il comparto grafico di Indivisible è, senza possibilità di rettifica, puro zucchero negli occhi. Una palette di colori impressionante, ambientazioni in 2D ricche di dettagli e più in generale una resa che sembra tranquillamente uscita da un film animato di fascia alta. Vedere per credere. Nota finale: la strepitosa colonna sonora di Hiroki Kikuta, già compositore di Secret of Mana.

Indivisible, quando un metroidvania incontra gli RPG a turni – Provato

Attenzione, però: Indivisible è innanzitutto un videogioco che non ama accompagnare per mano il giocatore, specie nelle fasi iniziali. Perché se il sistema di combattimento a turni, per quanto non velocissimo e piuttosto ripetitivo sulla lunga distanza (ne parleremo tra qualche riga), riesca ad essere meno punitivo di quanto si creda nei confronti del giocatore, lo stesso non possiamo dire delle fasi puramente platform. In maniera piuttosto simile all’altrettanto suggestivo Ori and the blind forest, Indivisible propone livelli da esplorare in lunghezza e in altezza, ricchi di passaggi nascosti, piattaforme e porte da aprire. Ajna può infatti saltare e utilizzare le sue abilità per raggiungere punti elevati della mappa e nel farlo sarà chiamata a sfruttare anche la sua lancia e un’ascia. (la quale potrà essere letteralmente conficcata nelle pareti). Il bello sarà quando saremo chiamati a saltare con la lancia su vari generatori di corrente per cercare di evitare di rimanere folgorati, in un modo che richiamerà in tutto e per tutto il Pogo Jump di Zio Paperone visto nel celebre videogioco Ducktales targato Capcom.

La possibilità di effettuare un vero e proprio scatto in avanti che ben presto si tramuterà in una corsa a perdifiato (utile per sfondare porte e cancelli precedentemente bloccati), oltre al wall jump, alla scivolata e tutta una piccola serie di altre (utilissime) abilità secondarie, vi avranno fatto capire che Indivisible non è certo un titolo per chi non mastica – da parecchio – il genere dei metroidvania. Abbiamo davvero perso il conto delle morti accidentali in cui siamo incappati durante l’ora di gioco a Colonia, cosa che – nonostante un iniziale senso di frustrazione – si è presto tramutata in soddisfazione non appena una certa confidenza con il sistema di controllo ci ha permesso di superare i passaggi più angusti. Poiché si sa, la pratica rende perfetti.

Discorso a parte per il sistema di combattimento contro i vari nemici che incontreremo sul nostro cammino: strutturato come un gioco di ruolo di matrice nipponica, il combat system si pone a metà strada tra un Valkyrie Profile e un classico action RPG, proponendo meccaniche ludiche piuttosto basilari, tra combo, mosse speciali, parrying e ogni genere di abilità classica di un battle system di stampo giapponese. Fondato interamente sull’utilizzo in contemporanea di quattro combattenti in tempo reale, il sistema a turni di Indivisible ci consente di adottare diverse strategie per portare a casa la vittoria, nonostante una certa ripetitività – e lunghezza – degli scontri non ci hanno del tutto convinti, portandoci spesso a evitare i mostri incontrati lungo il cammino (sperando che nel gioco completo la varietà in tal senso non manchi).

+ Visivamente strepitoso.
+ Colonna sonora di gran classe.
- Fasi platform troppo frustranti
- Combattimenti a turni piuttosto ripetitivi.

Dopo una prima oretta di gioco, pad alla mano, Indivisible ci è parso un titolo davvero straordinario da vedere, ma forse non altrettanto perfetto da giocare. Il suo essere decisamente macchinoso nelle fasi puramente platform, unito a una certa ripetitività nel combat system a turni, fanno si che il titolo Lab Zero Games e 505 Games inciampi quando si tratta di estrarre gli artigli e proporre un’ossatura di gioco valida e compatta. In ogni caso, si tratta anche di un prodotto dal fascino indiscusso e potenzialmente molto interessante, da tenere sotto stretta osservazione in attesa della release prevista per il mese di ottobre 2019.




TAG: indivisible