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Google Stadia è arrivato alla fine, il servizio verrà chiuso per sempre

Google Stadia arriva alla fine del suo ciclo vitale, perché il gigante della tecnologia ha dichiarato ufficialmente la fine del servizio.

Google Stadia era partito con buone intenzioni, ma oggi è arrivato ufficialmente alla fine del suo percorso.

Il servizio di streaming non era partito granché bene, ma aveva avuto un ritorno di fiamma con Cyberpunk 2077 (lo trovate su Amazon), visto che la piattaforma di Google era il modo migliore per giocarlo senza spendere una fortuna in un PC da gaming di alta fascia.

Titolo che, a sua volta, sta avendo di recente un ritorno di fiamma di per sé, tanto da aver emozionato anche i membri di CD Projekt Red.

Google Stadia ci ha provato in ogni modo a tenere alto l’interesse, anche con iniziative molto golose per i fan, ma non c’è stato niente da fare.

Come un fulmine a ciel sereno, anche se non esattamente inaspettato, La Grande G ha annunciato che chiuderà il suo servizio di streaming.

I giocatori continueranno ad avere accesso alla loro libreria di giochi e a giocare fino al 18 gennaio 2023, dopodiché Google Stadia smetterà di esistere.

La notizia è arrivata direttamente dai canali ufficiali di Google, con un comunicato che vi riportiamo per intero:

«Per molti anni, Google ha investito in molteplici aspetti del settore dei giochi. Aiutiamo gli sviluppatori a creare e distribuire app di gioco su Google Play e Google Play Games. I creatori di giochi stanno raggiungendo il pubblico di tutto il mondo su YouTube attraverso video, live streaming e cortometraggi. E la nostra tecnologia di streaming cloud offre un gameplay coinvolgente su vasta scala.

Alcuni anni fa, abbiamo anche lanciato un servizio di giochi consumer, Stadia. E sebbene l’approccio di Stadia ai giochi in streaming per i consumatori sia stato costruito su una solida base tecnologica, non ha guadagnato l’attrattiva che ci aspettavamo con gli utenti, quindi abbiamo preso la difficile decisione di iniziare a chiudere il nostro servizio di streaming Stadia.

Siamo grati ai giocatori dedicati di Stadia che sono stati con noi dall’inizio. Rimborseremo tutti gli acquisti di hardware Stadia effettuati tramite Google Store e tutti gli acquisti di giochi e contenuti aggiuntivi effettuati tramite lo Store Stadia. I giocatori continueranno ad avere accesso alla loro libreria di giochi e a giocare fino al 18 gennaio 2023 in modo da poter completare le sessioni di gioco finali. Prevediamo che la maggior parte dei rimborsi sarà completata entro metà gennaio 2023. Abbiamo maggiori dettagli per i giocatori su questa procedura nel nostro Centro assistenza.

La piattaforma tecnologica alla base di Stadia è stata testata su larga scala e trascende i giochi. Vediamo chiare opportunità per applicare questa tecnologia in altre parti di Google come YouTube, Google Play e i nostri sforzi per la realtà aumentata (RA), oltre a renderla disponibile ai nostri partner del settore, in linea con la direzione in cui vediamo il futuro dei giochi. Rimaniamo profondamente impegnati nei giochi e continueremo a investire in nuovi strumenti, tecnologie e piattaforme che alimentano il successo di sviluppatori, partner del settore, clienti cloud e creatori.

Per il team di Stadia, lo sforzo di costruire e supportare Stadia da zero è stato alimentato dalla stessa passione per i giochi dei nostri giocatori. Molti dei membri del team di Stadia porteranno avanti questo lavoro in altre parti dell’azienda. Siamo così grati per il lavoro rivoluzionario del team e non vediamo l’ora di continuare ad avere un impatto sui giochi e altri settori utilizzando la tecnologia di streaming fondamentale di Stadia.»

Nonostante Google Stadia non abbia mai decollato, solo un paio di mesi fa il gigante tecnologico affermava con sicurezza che il servizio non sarebbe mai stato chiuso.

D’altronde potevamo aspettarcelo, perché le scelte di Google come l’allontanamento di Jade Raymond non facevano presagire niente di buono.

Possiamo quindi dichiarare fallito il tentativo di trasformarsi nel “Netflix dei Videogiochi”, cosa che avevamo ipotizzato tempo fa.