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Giocatori contro Stadia: class action per “affermazioni false ed esagerate”

Una class action è stata avviata contro Google per affermazioni «enormemente esagerate e false» riguardanti le prestazioni di Stadia.

Non sono sicuramente state settimane facili per Stadia, l’ambiziosa piattaforma streaming di Google per il cloud gaming.

La compagnia ha infatti recentemente deciso di cambiare completamente direzione, chiudendo i propri studi interni e concentrandosi solo su nuove partnership per portare giochi sul servizio.

Una decisione che aveva portato il colosso statunitense ad esporsi per tranquillizzare la propria utenza, assicurando l’arrivo di tanti giochi sulla propria piattaforma.

Google ha sempre manifestato pubblicamente quanto crede nella sua piattaforma, assicurando prestazioni al top a chiunque sia in possesso di un PC con una buona connessione di rete.

Stadia è alle prese con problemi legali

Sembra però che qualcuno non l’abbia pensata proprio allo stesso modo, decidendo di avviare una class action contro Google per affermazioni «enormemente esagerate e false» riguardanti le prestazioni di Stadia, in particolare per la risoluzione dei giochi.

Come riportato da Game Rant, la causa contro Google è stata intentata nel Novembre del 2020.

Le accuse sarebbero molto gravi: nella class action viene infatti sottolineato che Google ha ingannato la community per «generare maggiori entrate», il che sarebbe una violazione delle leggi sulla tutela dei consumatori.

Viene inoltre sottolineato che anche id Software sarebbe stata complice degli inganni, a causa di informazioni false riguardanti la risoluzione della versione Stadia di Doom Eternal, che non sarebbero mai state corrette.

Stadia infatti, secondo l’accusa, avrebbe avviato una campagna pubblicitaria volta a far credere ai consumatori che «tutti i giochi» della propria piattaforma potessero essere giocati in 4K a 60FPS: un’affermazione non corrispondente alla realtà dei fatti.

La versione Stadia di Doom Eternal avrebbe riportato informazioni errate.

A sostegno della propria tesi viene portato anche il caso di un tweet riguardante il porting Stadia di Red Dead Redemption 2, in seguito però rimosso da Google.

In esso la compagnia affermava che i giocatori non avevano bisogno di un PC potente per farlo girare alle massime risoluzioni possibili, perché anche Stadia sarebbe stata in grado di fare altrettanto.

La rimozione di questo tweet, per l’accusa, significherebbe aver ammesso che non tutti i giochi di Stadia possono girare in 4K, rendendo dunque tale affermazione una falsità.

Non ci resta che vedere dunque come si evolverà la situazione, attendendo magari anche una risposta ufficiale da parte di Google.

Di sicuro la gestione di Stadia fino ad ora può essere definita discutibile, soprattutto per i team interni che furono elogiati pochi giorni prima della loro chiusura.

Una mossa che sorprese davvero tutti, al punto da sembrare che Google avesse ormai intenzione di gettare la spugna sul servizio.

A proposito di id Software, avete già giocato Doom Eternal?