Gears Tactics è esattamente ciò che serviva alla serie – Speciale

Gears Tactics dimostra quanto la serie sia riuscita ad adattarsi a un nuovo genere in modo indolore, incorporando al suo interno le meccaniche più importanti e iconiche.

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A cura di Domenico Musicò - 28 Aprile 2020 - 17:44

Con la serie pronta ad affacciarsi verso la nuova generazione, Gears Tactics è la migliore scelta che Microsoft potesse fare in questo preciso momento storico del franchise.

Il lavoro portato a termine dal tandem Splash Damage e The Coalition non è infatti il classico prodotto che tenta di sfruttare il nome dell’iconico brand Microsoft, e non è nemmeno il classico spin-off di poco conto di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno: Gears Tactics è un curatissimo strategico a turni che non fa minimamente rimpiangere le meccaniche classiche viste negli episodi canonici, ma anzi le esalta all’interno di un nuovo genere che sembra calzargli a pennello.

Gears Tactics e la fedeltà alla serie

Ambientato dodici anni prima del capostipite, Gears Tactics pone al centro dell’attenzione Gabe Diaz, padre della temeraria Kait che abbiamo imparato a conoscere in Gears of War 4 e Gears 5. Assieme al soldato, si schiera per la grande battaglia anche Sid Redburn, con altri personaggi pronti a estinguere la minaccia di nome Ukkon. La premessa fa da trampolino a una storia piuttosto solida, molto asciutta e senza divagazioni, con informazioni che coadiuvano quello che è il cuore pulsante del gioco: le battaglie, combattute stavolta all’interno di uno scacchiere dove è possibile eseguire tutte le manovre tipiche di Gears of War.

Gears Tactics è infatti più frenetico rispetto agli altri titoli simili, per quanto questo termine possa adattarsi a un genere in cui la calma e le azioni ponderate sono i caratteri distintivi. Ecco dunque che i personaggi possono eseguire più azioni nello stesso turno, con la possibilità di accumularne altre grazie a delle abilità speciali o determinate condizioni di gioco. Questa scelta di design risulta essere fondamentale per non tradire lo spirito della serie, perché tende a stimolare sempre una sequela di azioni combinate e aggressive, presentando una componente tattica che in fin dei conti è sempre stata presente anche nei capitoli principali. Cosa cambia allora per un fan incallito che accetta mal volentieri certi cambiamenti alla formula? Sostanzialmente nulla, se si pensa a come Gears Tactics sia riuscito ad adattare alla perfezione tutte le meccaniche e le movenze.

Gears Tactics è esattamente ciò che serviva alla serie – Speciale

In Gears Tactics è persino possibile ancorarsi alle coperture con la classica scivolata, ottenendo così sia un vantaggio difensivo, sia lo spostamento di una “casella” extra che in assenza di ripari non sarebbe stata possibile. Le iconiche esecuzioni di un nemico ridotto in fin di vita consumano un azione, ma molto spesso portano in dote un importante buff al personaggio o all’intera squadra, ponendola in condizioni vantaggiose per il turno successivo. Siete dietro a un giaciglio e pensate dunque di essere al sicuro durante il turno nemico? Sbagliato, perché una locusta nelle vicinanze potrà scavalcare e colpirvi con un calcio, causandovi danni e un’esposizione pericolosissima. Oltretutto, a seconda dell’angolazione e delle casualità stabilite dalle percentuali di riuscita dell’attacco, anche da nascosti potreste subire un colpo di striscio o l’effetto dirompente di alcune abilità nemiche.

Tattica, azione e un pizzico di fortuna

Se ciò non dovesse bastare per farvi comprendere quanto Gears Tactics sia al cento per cento un titolo meritevole di essere annoverato tra i più importanti della saga, sappiate che potrebbe essere capace addirittura di dar vita a una serie parallela. L’idea non ci dispiacerebbe affatto e le basi sono granitiche almeno quanto quelle della controparte action, senza perdita d’identità e strane sperimentazioni che si allontanano dalle radici. Al contrario, Gears Tactics si avvantaggia della dimensione tattica mostrata dagli scontri a fuoco, dalle dinamiche di mutuo supporto, dal flanking ai danni dei nemici, dalle diverse possibilità offerte dalle armi e dagli equipaggiamenti, approfondendo in modo completamente nuovo la componente gestionale, ben più di quanto sia riuscita a fare finora la serie canonica.

Gears Tactics è esattamente ciò che serviva alla serie – Speciale

Gears Tactics che esce a breve distanza da Gears 5 significa non solo voler mantenere l’attenzione alta sul franchise, ma anche voler dare un’ultima spinta alla popolarità della serie prima del suo debutto su Xbox Series X.

Non è poi da sottovalutare l’importanza che una tale uscita avrà per i giocatori PC, dato che si tratta di un genere di grande successo per la piattaforma di riferimento. Si consideri infatti che Gears Tacticts, avvantaggiato dal fatto di essere un prequel, potrebbe far avvicinare alla saga tutti quegli utenti che verranno incuriositi dalla storia, per poi magari iniziare ad approfondirla in tutti gli altri capitoli.

Qualora non dovesse scattare la scintilla, Gears Tactics funziona alla grande anche come gioco standalone, e se le vendite dovessero dare ragione a Microsoft, non è da escludere che possano arrivare altre espansioni in grado di rimediare ai buchi di trama e agli approfondimenti che finora sono mancati.

Gears Tactics è esattamente ciò che serviva alla serie – Speciale

Gears Tactics dà anche fiato alla serie, che deve dimostrare nei prossimi anni di poter fare davvero il definitivo salto di qualità con Gears 6. Le novità viste negli ultimi due capitoli canonici sono state coraggiose solo a metà, ma è chiaro che l’operazione di svecchiamento è un processo graduale e non improvviso. Anche esplorare un nuovo genere incorporando al suo interno i tratti salienti della saga è qualcosa che dimostra la volontà di non adagiarsi mai sugli allori. E giunti alla fine della generazione, non poteva francamente esserci un commiato migliore.

Gears Tactics dimostra che l’apertura della serie verso altri generi non è solo un blando tentativo di provare a fare qualcosa di diverso usando solo un nome altisonante. Al contrario, questo capitolo suggella la fine della generazione al meglio, facendo vedere come The Coalition abbia ormai la piena padronanza di un franchise che può ulteriormente espandersi in nuove direzioni che potrebbero ampliarne lo spettro ludico-narrativo.




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