Gears 5 è il capitolo più audace della serie – Recensione

The Coalition forgia una Campagna colossale e un comparto multigiocatore ancora più ricco.

VIDEO RECENSIONE
A cura di Pasquale Fusco - 4 Settembre 2019 - 15:01

Sono passati tre anni dal lancio di quel Gears of War 4 che ha ufficializzato l’inizio di una nuova, promettente trilogia, eppure di quei tre anni solo due (e poco più) sarebbero stati impiegati per lo sviluppo del gioco di cui stiamo per parlarvi; alla luce di quest’ultima premessa, non possiamo che essere sbalorditi: Gears 5 è, senz’ombra di dubbio, l’episodio più grande e ambizioso dell’intera serie. Ecco, lo abbiamo detto.

I ragazzi di The Coalition hanno plasmato il loro titolo più corposo sul fronte contenutistico, concedendosi inoltre la ‘briga’ di introdurre meccaniche del tutto inedite per il franchise, pur senza tralasciare quell’occhio di riguardo riservato ai vecchi fan. In Gears 5 c’è dunque innovazione, ma anche quel senso di familiarità che ci accompagna da oltre un decennio, sin dalle prime vicende che vedevano protagonisti Marcus Fenix e soci. Ora, però, tocca ai giovani COG.

La Campagna: passaggio di testimone

Si (ri)parte dagli eventi conclusivi del quarto capitolo: Gears 5 si apre ancora una volta con JD Fenix, figlio del già citato Marcus, accompagnato dai colleghi Delmont “Del” Walker e Kait Diaz. Dopo il battesimo di fuoco, i soldati della Coalizione sono nuovamente pronti a fronteggiare lo Sciame, la spaventosa minaccia che ha soppiantato le Locuste sconfitte venticinque anni prima con la distruzione dell’Imulsion; insomma, nuove mostruosità, vecchi problemi. Tra inaspettate alleanze e mischie furiose, il ‘piccolo’ Fenix si dimostra un leader tanto carismatico quanto spavaldo, ma dovrà presto cedere il suo posto all’autentica protagonista di questa storia: Kait.

Gears 5 è il capitolo più audace della serie – Recensione

Al termine del Primo Atto assumeremo il controllo della nostra nuova eroina, reduce dalla morte della madre Reyna e afflitta ora da un’insolita emicrania che la tormenta con visioni a dir poco inquietanti. Kait decide così di mettersi alla ricerca delle dovute risposte, non prima di scontrarsi con i suoi stessi compagni, JD in primis. Abbiamo colto tale occasione per analizzare la complessa figura di Kait, ribelle e determinata, e il rapporto con gli altri personaggi, trovando in Del un alleato prezioso e un eccezionale membro di questo cast stellare; quello di Baird, Marcus e Cole – in questo preciso ordine – resta un trio formidabile, ma è evidente l’intenzione di spostare il focus sulle nuove leve, costruendo personalità di notevole spessore e prendendosi le giuste tempistiche per farlo. Gli scambi di battute tra i protagonisti sfociano così in conversazioni esilaranti, ma anche in curiosi retroscena che meriteranno la nostra attenzione al fine di approfondire la complessa lore di Gears.

Tirando le somme, la Campagna di Gears 5 ci regala una storia coinvolgente, capace di divertire e di emozionare, con plot twist più o meno imprevedibili e momenti di elevata potenza drammatica. Tutto questo passa, tuttavia, per un ritmo narrativo un po’ altalenante – non sono mancati un paio di frangenti “morti” – e per una scrittura che, seppure brillante nella prima parte, si indebolirà nei pressi dell’epilogo. Detto questo, i veri punti di forza dell’avventura risiedono nella sorprendente varietà delle ambientazioni e, soprattutto, nei nuovi elementi che rendono quella di Gears 5 la campagna più ricca della saga.

Visioni di ghiaccio e di deserti scarlatti

Il cambio di prospettiva JD > Kait arriva in concomitanza con un ulteriore, eclatante cambiamento: abbandoneremo le strade e gli angusti corridoi della città per esplorare sconfinate distese ghiacciate e lande desertiche, con tanto di bussola e veicolo. È in questo modo che Gears 5 abbraccia un’inedita struttura semi-open world, strizzando l’occhio a titoli come God of War (2018) in cui il giocatore può girovagare liberamente, curiosare alla ricerca di oggetti segreti e prendere parte ad attività aggiuntive. Dopo essere saliti a bordo del nostro Skif – una slitta sotto steroidi – avremo quindi due opzioni: dirigerci alla prossima quest principale o setacciare la zona, partecipando alle missioni secondarie disseminate nella mappa.

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Aspiranti esploratori o meno, non sono pochi i motivi che ci spingeranno a scandagliare i suddetti territori. Per i completisti c’è una generosa manciata di collezionabili da raccogliere, ovvero oggetti che conterranno note e descrizioni inerenti alle principali fazioni di Sera e ai relativi conflitti; ci sono poi le Armi Reliquia, versioni rivisitate delle bocche da fuoco a noi già note, che si distingueranno per la presenza di skill passive o di altri bonus innescabili tramite la ricarica attiva. L’incentivo più importante coincide però con i cosiddetti Componenti, nascosti nei capitoli di ciascun Atto: li utilizzeremo per potenziare il nostro bot alleato, JACK, accedendo all’apposito albero di abilità.

È attraverso la figura del robottino COG che gli sviluppatori introducono un’altra importante novità. JACK è a tutti gli effetti un nostro compagno di squadra, pilotabile dall’IA o da un altro giocatore, magari meno esperto, all’interno delle sessioni co-op. Il nostro nuovo amico potrà dunque supportare Kait e co. durante la battaglia contro Sciame e DeBee (quelli ostili). In che modo? Generando scudi elettromagnetici che devieranno i proiettili, scansionando l’area circostante alla ricerca di nemici o di vie d’accesso, danneggiando gli avversari con scariche elettriche e molto altro ancora; il bot potrà persino raccogliere le armi e le munizioni avvistate nei paraggi: basterà segnalarne la posizione e attendere la consegna – Amazon, scansate. L’efficienza di JACK dipenderà direttamente dal numero di Componenti spesi nel suo skill tree e, in particolare, dal completamento delle missioni secondarie: se portate a termine, queste ultime ci ricompenseranno con una rarissima abilità Ultimate per il bot.

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Tanti posti da visitare, oggetti da raccogliere e potenziamenti da sbloccare… ma quanto tempo occorrerà per ritenerci soddisfatti del nostro operato? Durante la nostra prima run abbiamo portato a termine la Campagna di Gears 5 in circa 10 ore, completando l’avventura al 73% e trovando solo 40 dei 90 Collezionabili disponibili – per non parlare delle centinaia di Componenti che non siamo riusciti a scovare. Chi dedicherà maggiore attenzione alla componente esplorativa – e opterà, magari, per un livello di difficoltà più alto – potrà facilmente superare le 15 ore di gioco.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è in abbondanza, ma non è finita qui.

Il multiplayer: piatto ricco, mi ci ficco!

Sul fronte del gameplay, Gears 5 viaggia sugli stessi binari dei suoi predecessori. Il solido gunplay è ancora supportato dall’ineccepibile sistema di coperture che ha reso celebre la serie in questione, con l’unica novità rappresentata dagli attacchi corpo-a-corpo demandati al tasto B. In parole povere, Gears 5 si gioca esattamente come gli altri Gears. La formula tradizionale richiede buoni riflessi e una certa dose di pazienza, ma non preoccupatevi: ci penserà il multiplayer a giudicare le vostre performance.

La serie Gears ha sempre vantato un comparto multigiocatore granitico e impegnativo, in grado di offrire un elevato livello di sfida sia in PvP che in PvE. L’ultimo capitolo moltiplica la posta in gioco introducendo una nuova modalità co-op, Fuga – o Escape, per gli anglofili – che catapulterà tre giocatori in una missione suicida: nei panni di uno Sfondalveari, ci lasceremo catturare da uno Snatcher con l’intento di infiltrarci in un Alveare dello Sciame e distruggerlo dall’interno. Per portare a termine l’operazione utilizzeremo un potente veleno, il quale ci concederà solo sessanta secondi per allontanarci dall’esplosione e cercare un riparo temporaneo; la nostra fuga verrà ovviamente ostacolata dalle forze dello Sciame, che affronteremo servendoci delle armi e delle poche munizioni trovate in giro.

Gears 5 è il capitolo più audace della serie – Recensione

Tra una vittoria al cardiopalma e qualche fallimento clamoroso, abbiamo gioito e imprecato non poco: tanto ci basta per promuovere la nuova modalità a pieni voti. La prima mossa vincente è stata quella dei modificatori di difficoltà: pagando il prezzo di una rigenerazione limitata della salute o di una maggiore resistenza dei nemici, i nostri sforzi titanici saranno premiati con ricompense ancora più rare. Il numero di mappe sembra ancora esiguo, ma ad incrementarne la rigiocabilità ci pensa Creazione Mappe, feature che in pochi e semplici passi ci permette di costruire il nostro personale Alveare e di condividerlo con la community.

Il tema della sopravvivenza si ripresenta in Orda, naturalmente. In Gears 5 saranno ben cinquanta le ondate che i cinque partecipanti dovranno affrontare, sfruttando le doti del proprio personaggio – ciascuno dotato di un’abilità Ultimate – e utilizzando il (sottovalutato) fabbricatore per costruire fortificazioni e torrette di difesa. Il gioco di squadra sarà fondamentale, non solo per superare indenni ogni ondata, ma anche per la gestione delle risorse a nostra disposizione; è il caso di dirlo: comunicare vi salverà la pelle. Versus si rinnova invece con l’inedita modalità Arcade e la nuova Escalation: mentre la prima intratterrà i giocatori con un’esperienza di gioco più ‘casual’, la seconda porterà COG e Sciame su un campo di battaglia in continua evoluzione, in cui solo i più attenti avranno vita facile. Arcade si è dimostrato un piacevolissimo passatempo, ma è stata Escalation a conquistarci con il suo ritmo frenetico e un’accogliente dose di schiaffi, quelli che deriveranno da un utilizzo sconsiderato delle coperture o da un incontro ravvicinato con un fucile Gnasher.

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Gears 5 si configura a tutti gli effetti come un Game As A Service, come dimostrato dalla presenza degli obiettivi giornalieri e di un sistema di progressione con tutti i crismi; e sì, ci sono anche le microtransazioni. I giocatori più dediti saranno adeguatamente ricompensati: chi giocherà in Fuga, Orda e Versus otterrà punti esperienza e stelle per salire di rango e guadagnerà punti Rifornimenti per sbloccare nuove, gradite personalizzazioni. Tra i premi c’è anche il Ferro, la valuta ufficiale del gioco, che ci permette di craftare skin e emote per i nostri personaggi – mentre le Carte Abilità resteranno sbloccabili solo tramite level up.

Bellezza splatter

Quando si parla di comparto tecnico, il marchio Gears of War è da sempre considerato sinonimo di garanzia; la garanzia di allietare i propri occhi con sequenze spettacolari, animazioni flluide e realistiche e modelli dettagliati. L’attenzione maniacale di The Coalition ha spinto gli sviluppatori a ottimizzare ulteriormente l’Unreal Engine 4.0, raggiungendo così un importante traguardo: i 60 fps e il 4K in tutte le modalità di Gears 5, su Xbox One X. Su One S, piattaforma scelta per la nostra recensione, il discorso assume una piega diversa.

Mentre il gioco risulta più che godibile nelle modalità PvE e PvP, i limiti della più “debole” Xbox One si palesano nella Campagna. Il framerate è qui dimezzato a 30 fps, ma ciò non è bastato a evitare gli sporadici cali che si sono verificati durante le situazioni più concitate (e non solo). Illuminazione ed effetti grafici migliorano lievemente rispetto al quarto capitolo, così come la qualità complessiva delle texture, fatta eccezione per un paio di ‘nei’ avvistati tra i cadaveri smembrati dello Sciame. One X o One S, 4K o meno, scenari come quello dei Territori Selvaggi regaleranno un gran colpo d’occhio a tutti gli utenti.

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Per il sonoro abbiamo una buona e una cattiva notizia. La buona è che la colonna sonora composta da Ramin Djawadi (Iron Man, Game of Thrones) è superlativa e vi ammalierà con brani semplicemente memorabili. La cattiva è che le voci dei personaggi erano fuori sincro nella maggior parte delle cutscene, almeno durante la nostra prova; in ogni caso, il doppiaggio italiano ci ha convinti anche quest’anno.

+ Nuove meccaniche per una Campagna mastodontica
+ Modalità Fuga promossa
+ Orda e Versus più ricchi che mai
+ 60 fps e 4K su Xbox One X
- Scrittura meno convincente negli ultimi Atti
- Versione Xbox One S non sempre stabile

9.1

Gears 5 è la naturale evoluzione della serie di The Coalition: un titolo che osa di più, su ogni possibile fronte. La Campagna ci ha colti alla sprovvista, non solo in termini narrativi, ma anche per quanto concerne le coraggiose scelte di design che arricchiscono una formula già ben rodata. L’esperienza singleplayer prepara il giocatore a un secondo, corposissimo round, quello del gargantuesco comparto multigiocatore, in cui ritroviamo le gloriose modalità del passato e una modalità Fuga che ci ha puniti e conquistati. Chiuderemo un occhio sugli occasionali problemi tecnici che sembrano affliggere la versione per Xbox One S – uno solo, però, vorremmo ancora goderci il panorama dei Territori Selvaggi.

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TAG: gears 5, gears of war, Marcus Fenix, The Coalition

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