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Quando il fondatore dello studio di Red Dead Redemption incontrò Shigeru Miyamoto

Angel Studios stava lavorando a Buggy Boogie per Nintendo 64, ma il meeting con il padre di Mario e Zelda non andò esattamente come previsto

Pochi sanno che, prima di venire acquisita dai fratelli Houser e diventare Rockstar San Diego, lo sviluppatore di Red Dead Redemption si chiamava Angel Studios.

Ai tempi, Diego Angel – fondatore e proprietario dell’etichetta – accettava commissioni per diverse compagnie, tra cui persino Nintendo; questa circostanza lo porterò ad incontrare Shigeru Miyamoto.

Angel Studios stava lavorando a Buggy Boogie per Nintendo 64, ma il meeting con il padre di Mario e Zelda non andò esattamente come previsto.

“Mr. Miyamoto venne per il primo meeting a San Diego. Avemmo l’onore di avere qui questo figlio di pu***na, ha raccontato a modo suo l’episodio Angel, ricordandolo ai microfoni di Polygon.

Durante l’incontro, il giapponese studiò i documenti di design che avrebbero costituito l’ossatura del gioco, avendo poi una reazione inusuale.

“Mr. Miyamoto venne e passò 10, 15 minuti a guardarlo, chiuse questo grande fo***to libro, ci mise la mano dietro e lo spinse verso di me, mi guardò e disse: ‘Diego, io non voglio questo’. Mi si ghiacciarono le pa**e. Persi le gambe. Pensai, ‘ca**o, ca**o, è finita’. Disse, ‘non è questo quello che voglio.

Io dissi, ‘di cosa ha bisogno, Mr. Miyamoto?’. E lui, ‘non voglio il design del gioco. Passiamo i prossimi tre mesi a lavorare sulla tecnologia e ad assicurarci che dia delle sensazioni positive. […] Disse, ‘butterai via gran parte di quella me**a”.

Il fatto che Miyamoto, figura leggendaria dell’industria, abbia in realtà dei modi molto creativi, informali sbottonati riguardo alla realizzazione dei videogiochi è cosa ben nota nell’ambiente.

Questo suo modus operandi ha spesso reso divertenti e al contempo interessanti gli aneddoti legati agli incontri con lui, come successo ad esempio all’italiano Davide Soliani, creative director di Mario + Rabbids Kingdom Battle che, per Ubisoft, dovette avere a che fare con il suo idolo di gioventù e ottenerne l’approvazione per questo crossover.

Altri rispettatissimi creativi dell’industria si sono detti onorati di aver incontrato l’esponente di spicco di Nintendo, tra cui Neil Druckmann, director di The Last of Us Part II, che ha spiegato di aver realizzato un sogno conoscendo all’E3.

Fonte: Nintendo Everything