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Le prime ore di Fire Emblem Engage sono un mix di novità e nostalgia

Ritorno al passato parte IV

Tra i titoli più attesi su piattaforma Nintendo (e non solo) in questo 2023 appena iniziato, Fire Emblem Engage porta sulla spalle un fardello mica da poco, visto il successo planetario del predecessore Three Houses e quello degli spin off della serie, come Three Hopes.

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo, strategico
Data di uscita:
20 Gennaio 2023
Sviluppatore:
Intelligent Systems
Distributore:
Nintendo

Siamo in possesso del codice finale del gioco e ci giochiamo da qualche tempo per voi – e siamo pronti a farvi un breve resoconto delle prime ore trascorse vestendo i panni del Drago Divino.

Buona lettura.

Un brusco risveglio

Immaginate di risvegliarvi dopo un sonnellino lungo diversi secoli, durante i quali siete stati adorati e vegliati da masse di fedeli adoranti senza nemmeno accorgervene.

Ed immaginate anche di avere un risveglio piuttosto traumatico, che, al netto dei primi minuti di calma apparente, vi mette immediatamente di fronte a delle aberrazioni violente ed ostili, che spuntano come funghi anche in un angolo di regno consacrato, in cui la pace ha dominato per eoni, dopo la sconfitta del Drago Maligno.

Queste, a grandi linee (noi odiamo gli spoiler) sono le premesse narrative di Fire Emblem Engage (potete prenotarlo su Amazon), che metterà il giocatore proprio nei panni del Drago Divino che gli amanti del franchise conosceranno bene, risvegliatosi nel mondo proprio all’alba di un altro, sanguinoso conflitto, che vedrà i medesimi protagonisti della volta precedente.

La visuale può essere avvicinata manualmente

Sebbene il personaggio principale non sia personalizzabile, se non nel sesso (con due preset, uno maschio ed uno femmina), non siamo dinanzi al classico e (giustamente) vituperato protagonista silente, visto che il nostro alter ego a schermo ha una propria visione delle cose e maturerà non poco in seguito agli eventi che vivremo nei suoi panni.

La narrativa sembra però meno epica e matura di quella vista in Three Houses e, nelle prime ore spese in compagnia del Drago Divino e del suo nutrito cast di co-protagonisti, non abbiamo incontrato personaggi davvero memorabili né intrighi di palazzo all’altezza di quelli visti nell’episodio del 2019.

Difficile, comunque, elargire giudizi dopo poche ore – e confidiamo che il prosieguo dell’avventura possa riservarci sorprese sotto questo punto di vista.

Se anche questo volto vi sembra familiare, siete sulla strada giusta...

Novità e nostalgia

La grande novità del gioco risiede nella possibilità di accoppiare un altro eroe, con tutto il suo set di abilità uniche, ad uno dei nostri combattenti, così da creare unità doppie uniche: sebbene questa non sia un’idea del tutto inedita per il franchise (avevamo visto qualcosa di simile già in Awakening su 3DS), qui essa è portata alle estreme conseguenze, con ben una dozzina di differenti variabili ed un altissimo livello di personalizzazione delle proprie truppe.

Non tutti gli eroi contenuti negli anelli sacri saranno immediatamente riconoscibili dai nostri lettori, considerando che i primi sei capitoli della serie non sono mai giunti in Occidente – e che anche anche un settimo è arrivato solo pochi anni fa ed in una forma non così appetibile per le nuove generazioni – eppure la sensazione di forza e di familiarità che si ottiene dall’indossare l’anello di Marth dal combattere al suo fianco rappresenta uno dei punti di forza della produzione.

Chi si fosse invece dilettato con Fire Emblem Heroes su mobile, pur non avendo giocato direttamente agli episodi più vecchi del franchise, apprezzerà sicuramente di più l’ampiezza del roster e il richiamo ad eroi di un tempo perduto, difformi anche solo nel character design da quelli più moderni, figli della svolta anime cui la serie è andata incontro nell’ultimo decennio, ancora più accentuata in questo capitolo.

Riconoscete la signorina con i capelli rossi?

L’unico elemento che ci lascia qualche dubbio è rappresentato dal bilanciamento generale e dalle percentuali dei colpi: più spesso di quanto ci sarebbe piaciuto ci è capitato di incassare colpi con percentuali di riuscita ben inferiori al quaranta per cento e, di contro, di mancarne altri quando l’undicatore era di poco inferiore al novanta. Certo, stiamo giocando a livello difficile, ma questa più che difficoltà ci sembra iniquità, e toglie un po’ di controllo a scontri altrimenti tiratissimi.

La sensazione generale è che, piaccia o meno, Engage sia maggiormente focalizzato sulle battaglie e sulla gestione del party rispetto agli aspetti da simulatore che avevano fatto capolino in Three Houses, con un ritorno al passato confermato anche dalla riesumazione dello storico triangolo delle armi: spada batte ascia, ascia batte lancia e lancia batte spada.

Un’altra novità è rappresentata dallo status Breccia, che viene inflitto proprio facendo leva sul triangolo delle armi e sull’efficacia dell’una contro l’altra: un attaccante dotato di spada lo infliggerà sempre ad uno che si difenderà con un’ascia, e quest’ultimo sarà impossibilitato a contrastare il successivo attacco nemico ricevuto.

Qualcuno licenzi il parrucchiere del protagonista.

Solido e bello

Abbiamo apprezzato, viste anche le dimensioni del party e gli alti costi correlati all’equipaggiamento di tutte le unità, la rimozione dell’usura delle armi, che consente di spendere meno tempo tra i menu dell’armeria e di più in altre attività.

Se la svolta anime del gioco potrà essere soggetta ai gusti personali, c’è poco da obiettare a livello tecnico: complice lo splendido cel shading già visto tre anni e mezzo fa, Fire Emblem Engage risulta uno dei titoli più belli da vedere su Nintendo Switch, con un comparto animazioni di prim’ordine, una veste poligonale adeguata nonostante l’età della console ospite e una palette di colori vibranti e luminosi, che fanno risaltare ancora di più lo stile grafico adottato.

Figurati se non si poteva coccolare un animale tenerissimo...

Siamo peraltro felici di segnalare che, nonostante la build in nostro possesso sia la 1.0.0., non abbiamo finora riscontrato alcun tipo di problema: i caricamenti sono frequenti ma piuttosto brevi, di bug nemmeno l’ombra e non siamo mai andati incontro a crash o problematiche tali da richiedere un riavvio dell’applicazione, men che meno della console.

Per adesso bene anche l’adattamento italiano, ma anche su questo aspetto torneremo diffusamente in sede di recensione.

Piattaforme: switch
Intelligent Systems ha puntato forte sul fattore nostalgia, che farà sì effetto solamente alla metà dei possibili acquirenti di Fire Emblem Engage, ma che effetto! Il ritorno in campo di tantissime vecchie conoscenze non potrà non strappare un sorriso e magari far scendere qualche lacrimuccia a chi segue la serie fin dagli esordi, ma – al netto della rimpatriata – siamo costretti a rinviare il giudizio sul gameplay del nuovo strategico della grande N, che rappresenta un ritorno al passato per molti versi ma sembra mancare un po' di bilanciamento in questa prima parte dell'avventura. L'idea dell'abbinamento legata agli anelli è brillante ed apre a molteplici possibilità tattiche, ma per esprimerci sul map design, sull'intelligenza artificiale nemica e sulla tara del livello di sfida dovremo aspettare il momento della recensione, per un'avventura che si preannuncia quanto mai longeva ed impegnativa.

Pro

  • La meccanica Engage garantisce varietà e personalizzazione
  • Più incentrato sulle battaglie rispetto ai capitoli passati
  • Visivamente di grande impatto

Contro