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Final Fantasy VII fu un successo, ma il director l’ha scoperto 5 anni dopo

Yoshinori Kitase non aveva compreso appieno la portata del fenomeno

Final Fantasy VII figura tra i capitoli più amati dagli appassionati della saga firmata Square Enix, ed è tornato di recente grazie a una sontuosa operazione di remake.

Nato su PS4 e poi approdato su PS5 con la versione Intergrade, il mastodontico lavoro di rifacimento avviato nel 2020 promette un secondo capitolo ancora più ricco del primo.

Di un eventuale approdo su PC dell’avventura di Cloud Strife e soci si parla da qualche tempo, e una serie di nuovi indizi lasciano intendere che il grande salto potrebbe avvenire a breve.

La settima iterazione della saga RPG è una vecchia conoscenza di Sony: lanciata su PlayStation nell’ormai remoto 1997, venne utilizzata anche per deridere Nintendo.

I fan più fedeli ricorderanno senza dubbio il nome di Yoshinori Kitase, director di Final Fantasy VI, VII, VIII e X, nonché produttore dello splendido Chrono Trigger e della trilogia del tredicesimo episodio.

Proprio lo storico director ha recentemente confessato un episodio molto curioso, che fa luce sulla diversa percezione degli eventi e delle tendenze nel passato rispetto a oggi.

Che in Giappone il gioco abbia venduto come il pane non è certo una novità: i soli preorder infransero la soglia del milione di copie, e nel giro di soli tre giorni dal lancio il gioco riuscì a piazzare due milioni e trecentomila pezzi.

Kitase era ovviamente a conoscenza dei numeri registrati in patria, ma non si era mai davvero occupato delle vendite di Final Fantasy VII oltreoceano.

La “confessione” è avvenuta in un post apparso su PlayStation Blog e riportato da PSLS, che recita come segue:

«Dando un’occhiata ai dati avevo intuito che il gioco stava andando bene in tutto il mondo, ma non avevo mai avuto l’opportunità di incontrare i fan di altri paesi, quindi non sapevo come il gioco fosse stato effettivamente accolto.

L’ho capito solo cinque anni dopo, nel 2002, con il lancio di Final Fantasy X su PS2. Per l’occasione partecipai a un tour promozionale in Europa e in Nord America, e per la prima volta ebbi l’opportunità di incontrare i giocatori faccia a faccia.

Mi portarono delle copie di Final Fantasy VII da autografare e solo in quel momento capii davvero il successo che il gioco aveva avuto. Fu un evento a dir poco memorabile».

L’emozionante episodio raccontato da Kitase è controbilanciato dalla gelida consapevolezza che il gioco ha rischiato di non uscire su PS1: se volete sapere perché, chiedetelo a SEGA.

Il settimo episodio è ancora estremamente amato, e un fan ha deciso di rendergli omaggio ricreando i protagonisti con l’aiuto della stampa 3D.

In merito alla seconda parte della mastodontica operazione di remake, ci sono buone possibilità che viri verso una struttura open world.

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